ALMANACCO: 25 Febbraio nasce il commediografo Carlo Goldoni

Commediografo, scrittore, librettista e avvocato italiano, cittadino della Repubblica di Venezia, Carlo Osvaldo Goldoni nacque il 25 febbraio del 1707. Colui che diede avvio alla riforma del teatro, tanto da venire considerato uno dei padri della commedia moderna. Con la sua opera La Locandiera, riuscì ad ottenere la fama in tutta Italia, grazie anche alle molte opere scritte in lingua veneta.

Nacque a Venezia nel 1707 in una famiglia borghese, che per lavoro del padre farmacista si trasferì subito dopo la nascita di Carlo a Perugia. Fu così che ottenne la prima formazione nella città umbra, dove venne iscritto al Collegio dei Gesuiti, dove dimostrò una predilezione per la letteratura degli autori comici e una passione per il teatro, tanto che all’età di 9 anni abbozza una piccola sceneggiatura per una commedia teatrale.

Esordi letterari

Successivamente a Perugia, sempre seguendo il lavoro del padre, arrivò a Rimini, dove segue un corso di logica nella scuola dei Domenicani, periodo che però lo mortifica. Fu per questo che decise di fuggire dalla scuola per imbarcarsi su un battello insieme ad una compagnia teatrale comica, raggiungendo quello che era il suo grande sogno, ovvero fare teatro. Fu così che finalmente i genitori capirono le esigenze del figlio, assecondandone le passioni.

In seguito alla morte del padre, capì però di voler seguire la carriera che il padre aveva scelto per lui, tanto che diventò avvocato presso l’università di Padova, entrando nell’ordine forense della Serenissima, come avvocato veneziano. Ma la sua passione per il teatro, si fece sempre più sentire, tanto che iniziò a scrivere le prime tragicommedie come BelisarioDon Giovanni Tenorio e Giustino.

L’evoluzione della scrittura

Nel 1738, compose però la sua prima commedia che dà l’avvio al rinnovamento radicale per il teatro comico italiano. Grazie all’opera Il Momolo Cortesan, ottenne molta fama grazie alla quale gli venne affidata la direzione del teatro d’opera del San Giovanni Crisostomo, fino all’anno 1741. Qualche anno più tardi, scrisse l’altra opera La donna di garbo, la sua primissima opera a essere scritta in tutte le sue parti.

Con queste opere Goldoni cambia la metodologia di recitare. Infatti gli attori comici non portano più in scena un genere farsesco, caratterizzato dalla recita improvvisata e dall’uso della maschera. Nel passato solo la trama era scritta, mentre il dialogo veniva affidato all’inventiva sul momento degli interpreti. Al contrario con Goldoni, si pose un’alternativa a questa tradizione obsoleta, realizzando una commedia di “carattere” o di “ambiente”.

La riforma del teatro

Gli attori fissi con le maschere, furono sostituiti con personaggi arricchiti di una loro personalità individuale, dando vita ad una recitazione “a soggetto”, a favore di una sceneggiatura scritta interamente dall’autore. I testi goldoniani tengono conto delle esigenze degli attori, delle compagnie e degli stessi edifici teatrali svolgendosi attraverso un “quotidiano parlare”, ad una attenta rappresentazione del reale. Il capolavoro realizzato secondo questo nuovo stile, è la sua opera più celebre ovvero La locandiera.

Anche il linguaggio dei personaggi, passa continuamente dall’italiano al veneziano e viceversa, dando spazio a diversi usi sociali del linguaggio, in base alle varie situazioni in cui vengono a trovarsi i personaggi delle sue opere. Il suo italiano, influenzato dal veneziano e caratterizzato da elementi settentrionali, è quello del mondo borghese, lontano dalla tradizione classicistica toscana. Il dialetto veneziano non è per Goldoni uno strumento di gioco, ma un linguaggio concreto e autonomo, diversificato dagli strati sociali dei personaggi che lo utilizzano.

L’esperienza francese

Dall’anno 1748 Carlo Goldoni è commediografo del teatro Sant’Angelo e della compagnia teatrale che porta il nome dell’ideatore chiamato Madebach, per il quale realizzerà le famose sedici commedie in un solo anno. Dopo aver rotto con il Medebach, Goldoni assunse un nuovo impegno con il teatro San Luca, di proprietà Vendramin, dove comincia un periodo in cui scrive varie tragicommedie e commedie, di cui la Trilogia persiana ottenne un maggior successo.

Goldoni nel 1762 decise di lasciare Venezia per trasferirsi in Francia a Parigi, per divenire autore della “Commedie Italienne”, rimanendone però deluso per la poca considerazione del teatro italiano e delle sue riforme Goldoniane. Qui gli venne inoltre affidato l’incarico di maestro di lingua italiana alla principessa Adelaide, figlia di Luigi XV, tanto da stabilirsi a Versailles. Nel frattempo scrisse opere cimentandosi in francese con le commedie Le Bourru Bienfaisant e L’Avare Fastueux, scrivendo anche la sua autobiografia, Mémoires.

Ultimi anni

La rivoluzione francese sconvolse la sua vita e, con la soppressione delle pensioni, si ritrova in condizioni economiche non molto facili. Sono gli ultimi lampi di Goldoni che nel frattempo diventa cieco all’occhio sinistro, malattia che lo portò alla morte nel 1793, all’età di 85 anni.

Federica.

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