ALMANACCO: 21 Febbraio muore il politico Frederick Douglass

Politico, scrittore, editore, oratore, riformatore, abolizionista e sostenitore del diritto di voto per le donne, Frederick Douglass muore il 21 Febbraio del 1895. Fu una delle figure più importanti della storia afroamericana e dell’intera storia americana, in quanto nel 1872, fu il primo afroamericano ad essere candidato vicepresidente degli Stati Uniti per il Partito per l’eguaglianza dei diritti, in coppia con Victoria Woodhull, la prima donna candidata per la presidenza.

Nacque in schiavitù nella Contea di Talbot, nel Maryland, e fin da subito venne affidato ai nonni. Quando la nonna morì però, venne nuovamente affidato, questa volta come schiavo ad un certo Hugh Auld, a Baltimora, esperienza che ovviamente gli procurerà un forte trauma che lo accompagnerà per tutta a vita.

Gli esordi

Nella casa di Hugh però, ottenne la sua prima istruzione, grazie all’insegnamento della moglie Sophia, che lo tratta come un figlio, infrangendo così la legge che vietava di insegnare a leggere agli schiavi. Gli insegnò l’alfabeto per leggere la Bibbia ad alta voce, anche se quando il marito lo scoprì, andò su tutte le furie arrabbiandosi con i due. Fu proprio questo evento che aprì gli occhi e la mente del ragazzo che per la prima volta acquista piena coscienza della condizione di schiavo e della sua profonda ingiustizia. 

Non potendo più avere lezioni da Sophia, Frederick completerà il proprio insegnamento rubando nozioni ai ragazzini bianchi e a chiunque sappia leggere e scrivere. Finalmente, a circa dodici anni, riuscì ad acquistare un testo scolastico, The Orator Colombiana, riuscendo grazie ad esso ad avere la capacità di esprimersi, tanto oralmente quanto per iscritto, per educare le coscienze. Fu così che iniziò a lesse quotidiani, materiale politico e libri di ogni tipo che cambiarono il suo modo di pensare, soprattutto legato alla discussione e condanna della schiavitù, in favore della libertà.

La nuova vita

Dopo varie vicissitudini e cambiamenti di padroni affidatari, Frederick riuscì finalmente all’età di venti anni, a coronare il suo sogno di fuggire dalla schiavitù e ottenere la libertà, travestendosi da marinaio per salire su un treno. In 24 ore attraversò fiumi, prese traghetti e battelli a vapore, per arrivare alla sua meta, ovvero la città di New York. Ad incoraggiarlo ed aiutarlo nella fuga ci fu Anna Murley, una ragazza nera libera che lo accompagna nell’avventura, e che sposerà nel 1838 adottando il cognome Douglass.

Con una nuova vita, Frederick inizia a frequentare gli ambienti abolizionisti, partecipando a riunioni e convention e divenendo ammiratore del grande giornalista William Lloyd Garrison e del suo giornale il “Liberator”. In uno di questi incontri a cui partecipa, venne invitato a raccontare la sua triste storia, tanto che successivamente fu incoraggiato a tenere conferenze contro la schiavitù, divenendo ambito e apprezzato dallo stesso Garrison. Nel 1841 tenne il suo primo discorso alla Società Antischiavista del Massachusetts, che lo chiama per un ciclo di conferenze della durata di tre anni. 

L’autobiografia

Da questo momento iniziò a parlare sempre più spesso in pubblico, trasformandosi in un grande oratore, uno dei primi fra i neri d’America. Nello stesso periodo fonderà anche un suo giornale chiamato “La Stella del Nord”, la cui prima pubblicazione risale al 1845, attraverso la stesura di quella che successivamente diventerà la sua prima autobiografia. L’opera in questione intitolata Narrazione della vita di Frederick Douglass, uno schiavo americano, ebbe da un lato molte critiche soprattutto per l’idea che un afroamericano avesse scritto un libro, ma ebbe anche molti apprezzamenti.

Infatti dalla sua pubblicazione, il libro diventò subito un campione di vendite, tanto che venne ristampato nove volte per un totale di 11.000 copie diffuse negli Stati Uniti, e pubblicato anche in Europa, con traduzioni in francese e olandese. Nel corso della sua vita pubblicò tre versioni di questa autobiografia, ampliando ogni volta la versione precedente. Ovviamente anche la notorietà di Douglass dilagò oltre i confini d’America, fino all’Europa, dove egli si reca restandovi due anni tra Inghilterra, Scozia e Irlanda.

Douglass e Lincoln

Fu però allo scoppio della guerra di secessione americana, del 1861, causata proprio dalla questione degli schiavi, che Frederick iniziò la sua campagna da attivista. Visto che l’obiettivo della guerra, era di porre fine alla schiavitù, secondo Douglass si sarebbe dovuto permettere agli afroamericani di arruolarsi e di prendere parte alla lotta per la propria libertà. Questo avvenne nel gennaio 1863, grazie al presidente Lincoln che procedette alla promulgazione del Proclama di Emancipazione.

Nel successivo mese di luglio Douglass ottiene di essere ricevuto dal presidente, alla Casa Bianca, con il quale lamenta la disparità di trattamento riservato ai neri. Fu così che sempre grazie al presidente americano, si riuscì ad approvare il XIII emendamento, che garantiva anche la cittadinanza agli schiavi liberati, il XIV emendamento che garantì a tutti i diritti civili e la stessa tutela davanti alla legge e il XV emendamento che protesse tutti i cittadini dalla discriminazione riguardo al diritto di voto su base razziale. Ovviamente a quell’incontro ne seguiranno molti altri.

Candidatura e minacce

Alla morte di Lincoln, gli venne richiesto di pronunciare un discorso di commemorazione, don il quale Frederick si procurò il rispetto di molti, tanto che la folla, eccitata dalle sue parole, si alzò in piedi applaudendolo. Fu così che dopo questo evento, iniziò a ricoprire vari incarichi diplomatici, giungendo fino alla candidatura alla vice-presidenza degli Stati Uniti del 1872. Venne infatti candidato a sua insaputa, per il Partito per l’eguaglianza dei diritti al fianco di Victoria Woodhull, la prima donna candidata per la presidenza.

Tuttavia, dopo la guerra, i bianchi si erano sollevati nuovamente, organizzando gruppi di giustizieri illegali come il Ku Klux Klan, assumendo nel corso degli anni forme diverse, fino a costituirsi in potenti gruppi paramilitari come la White League e le Red Shirts. Questo permise al Partito Democratico di riconquistare il potere e di riaffermare il principio della supremazia bianca, grazie anche all’uso della violenza e all’introduzione di leggi sulla segregazione razziale e l’impedimento del diritto di voto agli afroamericani. Questa situazione rimase invariata per più di sessant’anni, fino a circa la metà del XX secolo.

Ultimi anni

Il 21 febbraio 1895 Douglass presenziò ad una riunione del National Council of Women a Washington D.C, durante la quale salì sul palco e il pubblico si alzò per applaudirlo. Poco dopo il suo rientro a casa però morì per un infarto acuto o per un ictus. Fu sepolto al Mount Hope Cemetery di Rochester, New York.

Federica.

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