mARTEdì: la caduta degli angeli ribelli di PIETER BRUEGEl

Se pensiamo alla storia dell’arte, ci sono alcuni quadri caratterizzati da un’immediatezza che ci porta ad immedesimarci e a rimanere subito emozionati, e altri che, invece, si presentano come una sorta di enigma, un mosaico da comprendere scoprendone i dettagli. Ecco, come su questa linea d’onda Pieter Bruegel il Vecchio, realizzò l’opera La Caduta degli angeli ribelli, datata 1562 e conservata oggi nel Museo reale delle belle arti del Belgio di Bruxelles.

Questo grande quadro, a prima vista risulta così estroso e ricco di fantasia, tanto che Bruegel sembrerebbe prendere spunto da un altro artista, importante in quegli anni, che è l’olandese Hieronymus Bosch. I due infatti amavano rappresentare nel quadro un’infinità di personaggi e cose, da riempire completamente la scena, come una sorta di Horror Vacui. A differenza di Bosch però, Bruegel utilizza un messaggio figurativo diverso nella disposizione delle figure, più razionale e moderno.

Descrizione dell’opera

E’ proprio il messaggio figurativo ad essere il centro focale dell’opera, in quanto non è solo un ammasso estroso di figure casuali poste nella scena, ma racconta in realtà un episodio biblico piuttosto noto, che però viene rappresentato in modo totalmente diverso. Si tratta infatti della famosa Caduta degli angeli ribelli, ovvero coloro che, capeggiati da Lucifero, desideravano usurpare il ruolo di Dio a causa della loro superbia.

L’opera descrive in dettaglio il primo confronto tra Bene e Male, anche prima della caduta dell’uomo, quando l’angelo più potente, Lucifero si rivolge all’autorità divina. Successivamente, viene inseguito in cielo dall’Arcangelo Michele su ordine di Dio, provocando la caduta degli altri angeli ribelli. Ecco infatti che al centro della scena riconosciamo l’Arcangelo, con armatura dorata, ali spalancate e spada sguainata, che allontana dal Paradiso gli angeli che hanno osato ribellarsi a Dio. Ad aiutarlo nella lotta, creature angeliche trionfatrici e una luce divina che appare in cielo.

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La superficie del dipinto è divisa orizzontalmente in due metà, ovvero quella dei cieli che occupano la parte superiore dell’opera, e quella dell’inferno che viene invece rappresentato sotto. Nel dettaglio, la luce divina del paradiso, disegna un semicerchio chiarissimo, e da qui le schiere celesti si lanciano per sconfiggere il male, suonando le trombe del Giudizio Universale che annunciano la battaglia finale. Nel lato destro più cupo invece vi è una mescolanza di mostri infernali, la cui mostruosità morale si riflette in tutta la loro deformità fisica.

Pone in contrasto Paradiso e Inferno, nel tradizionale dualismo reso anche coloristicamente, con la contrapposizione di luce/ombra. Inoltre distingue ciò che è stato creato dall’uomo, noto come artificalia, ovvero le creature mostruose composte, da ciò che è stato creato dalla natura e da Dio, noto come naturalia, ovvero tutti gli angeli della parte superiore. Questa divisione binaria di Arte contro Natura, le cui radici affondano nell’antica filosofia, è presentata nella tela di Bruegel con estrema sintesi.

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L’artista lasciò anche numerosi suggerimenti umoristici e satirici nelle sue opere. Uno fra questo è il chiaro collegamento con il nuovo mondo e la diffusione delle esplorazioni del continente americano, che portarono alla conoscenza di un nuovo tipo di fauna e flora. Grazie agli studi sui numerosi taccuini illustrati di botanica, zoologia e persino cartografia, Bruegel introdusse quelle che erano per lui delle novità assolute. Secondo quindi molte interpretazioni l’opera dell’artista consiste semplicemente nel riportare su tela tutto quello che aveva scoperto di nuovo in quegli anni.

Secondo altre interpretazioni, l’opera potrebbe essere legata ad una questione politica, forse una rappresentazione letterale di un mondo in subbuglio. Con la caduta degli angeli infatti, Bruegel vuole mostrare le conseguenze infernali del mancato rispetto dell’ordine stabilito, dovuto soprattutto in quegli anni, allo sconvolgimento politico e religioso che minacciava i Paesi Bassi. Nell’opera, le rappresentazioni di un mondo portato all’apocalisse dalla follia degli uomini erano veramente visionarie, in quanto nel 1562, i Paesi Bassi entrarono in guerra.

Federica.


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