ALMANACCO: 12 Febbraio nasce lo scrittore George Meredith

Importante scrittore e poeta inglese, George Meredith nacque il 12 febbraio del 1828. Conosciuto per essere uno dei più alti esempi della narrativa inglese del secolo, soprattutto grazie allo stile molto elaborato e controllato con grande ponderazione. Nei suoi romanzi sono frequenti i richiami alle teorie filosofiche del tempo, ma anche alla ricerca introspettiva e stilistica, che rappresenta un tramite tra la narrativa vittoriana e quella del Novecento.

Meredith nacque a Portsmouth, in Inghilterra, figlio e nipote di allestitori navali. Fin da piccolissimo, all’età di 14 anni, venne mandato in Germania, precisamente a Neuwied, per studiare giurisprudenza, dove rimase per 2 anni. Al suo ritorno, tuttavia, capì di amare la letteratura tanto che abbandonò l’attività da avvocato per dedicarsi ad una carriera giornalistica e letteraria.

Esordi letterari

In poco tempo infatti, ottenne il lavoro presso una casa editrice, diventandone consulente editoriale e collaboratore di periodici. Qui collaborò con il figlio di Thomas Love Peacock, nel pubblicare una rivista letteraria chiamata Monthly Observer. Fu proprio in questo periodo che si afferma presto come romanziere di grande originalità nei generi più diversi, dal picaresco finemente umoristico all’intensa caratterizzazione psicologica. Raccolse i suoi primi scritti in Poems, opera pubblicata nel 1851.

Nel 1864 sposò Marie Vulliamy e si stabilirono nel Surrey, luogo dove continuò a scrivere poesie e romanzi, molto spesso ispirati alla natura. Fu proprio qui che scrisse il suo lavoro più riuscito, ovvero L’egoista, in cui Meredith, con sprezzante ironia, compie una radiografia della vanità e dell’egocentrismo del protagonista, utilizzando una narrativa affine alla commedia. La storia evidenzia la sottomissione delle donne durante il periodo vittoriano, dove si possono cogliere le caratteristiche del suo stile preciso e curato, riscontrabili anche nelle altre opere.

Il successo ottenuto

Durante la maggior parte della sua carriera, però ebbe molte difficoltà a raggiungere il successo popolare. Meredith così implementava il suo incerto reddito di scrittore lavorando presso una casa editrice, cosa che gli permise di avere molti amici nel mondo letterario, tra cui Dante Gabriel Rossetti, Leslie Stephen, Robert Louis Stevenson, George Gissing e molti altri. Addirittura il suo contemporaneo Sir Arthur Conan Doyle, autore di Sherlock Holmes, lo omaggiò citandolo nel racconto Il mistero di Boscombe Valley.

Ma fu nel 1868, che Frederick Chapman della casa editrice Chapman & Hall, lo presentò al poeta britannico Thomas Hardy, con cui instaura una fortissima amicizia. Fu infatti quest’ultimo che chiese a Meredith una lettura del suo primo romanzo The Poor Man and the Lady, che consigliò di non pubblicarlo a causa dello stile satirico e grottesco nei confronti dei ricchi, che ovviamente avrebbe portato a critiche e attacchi. Gli consigliò al contempo di scrivere un altro romanzo con uno scopo puramente artistico, che però non ebbe grande successo.

Opere più importanti

Tra gli altri romanzi di Meredith vi sono L’ordalia di Richard Feverel, che studia un intenso rapporto amoroso, ma anche Sandra Belloni, Rhoda Fleming e Victoria. Un altro esempio è il romanzo Diana dei Crossway, in cui Meredith sviluppa l’indagine del rapporto tra i sessi e sulla supremazia della donna, tema che di fatto ricorre in quasi tutte le sue opere. Sono anche da ricordare Uno dei nostri conquistatori e Il matrimonio stupefacente.

E’ da ricordare inoltre la sua produzione poetica, con l’opera Amore moderno, una raccolta di sonetti in forma di romanzo, dove l’aggettivo moderno riferito all’amore assume senso ironico. Della stessa idea sono Le Poesie e liriche della gioia della terra, ispirare alla teoria darwiniana, che il poeta interpreta con tensione emotiva, senso del mistero e profondità intellettuale. Rappresentante del romanzo comico-sociale, nelle sue opere mette a nudo le ipocrisie della società britannica, descrivendo con ironia le false virtù e le vuote maniere dei gentiluomini, mostrando lo snobbismo e l’ignoranza che ne pervadono l’indole e l’atteggiamento.

Federica.

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