ALMANACCO: 8 Febbraio muore il pittore Max Liebermann

Importante pittore e grafico tedesco, Max Liebermann muore l’8 Febbraio del 1935. Venne considerato uno dei più importanti artisti a capo della Secessione di Berlino, e soprattutto uno dei più brillanti rappresentanti dell’Impressionismo al di fuori della Francia.

Nato il 20 luglio 1847 a Berlino, da una famiglia ebraica, con il padre produttore tessile benestante. Fu proprio grazie al padre che ebbe, fin da subito la passione per la pittura, tanto che avviò la sua formazione sulla base di questa materia. Si iscrisse presso l’Accademia d’Arte di Weimar, studiando molti artisti dell’opera, ma venendo anche influenzato dalla pittura europea, in particolare quella francese.

Dal Naturalismo all’Impressionismo

Durante il periodo universitario venne attratto particolarmente dalle innovazioni della pittura francese, cosa che lo spinse nel 1873 a lasciare la Germania per trasferirsi a Parigi. Qui venne influenzato dal pittore francese Jean-François Millet e dalla olandese Frans Hals, ma anche da Rembrandt che divenne uno dei più forti sconvolgimenti culturali della gioventù.

Grazie a queste influenze iniziò a creare opere naturalistiche e raffiguranti questioni sociali. La sua prima opera di nicchia fu infatti l’immagine dei lavoratori, così realista senza nessun tipo di sentimentalismo e moralismo. Le sue opere del periodo raffigurano realisticamente contadini e proletari, interni di ospedali, di ospizi e di orfanotrofi, con uno stile incisivo e diretto, in un cromatismo vigoroso. Ricordiamo ad esempio Casa di riposo ad Amsterdam, in cui sono apparse per la prima volta le famose “macchie solari di Liebermann”. 

La Secessione di Berlino

Fu però nel 1884, che decise di tornare in Germania, entrando a far parte della Secessione di Berlino, un gruppo di artisti di recente formazione, di cui ne divenne il Presidente. Questo gruppo era una variazione peculiare sul tema del Salone francese degli emarginati, emersa anche come opposizione all’accademismo che dominava in quel momento. La prima vera mostra della Secessione di Berlino nel 1899 fu un clamoroso successo, tanto che Liebermann diventò a quel tempo l’artista tedesco più famoso. 

Divenne il simbolo del passaggio dall’arte del XIX secolo al Modernismo classico, dando vita al cosiddetto Impressionismo tedesco. Nelle sue opere i colori si illuminarono, aumentarono i colori e le sue immagini passarono da motivi di artigianato semplici e contadini, a scene borghesi e piacere ricreativo. Anche se la costruzione spaziale restò legata saldamente a strutture naturalistiche, l’influenza dell’impressionismo fu notevole soprattutto per la ricerca del movimento e la nuova eleganza della pennellata.

Ultimi anni

Nel 1920 divenne presidente dell’Accademia prussiana delle arti,  mostrando ancora una volta qualità diplomatiche virtuose. Fu però qualche anno più tardi, che nel 1933, con l’ascesa al potere di Adolf Hitler e con la politica antisemita, che cominciarono le persecuzioni naziste verso gli ebrei, e anche contro di lui a causa delle sue origini familiari. Fu così costretto così a dimettersi e fuggire, dopo che gli fu proibito anche di dipingere in quanto incluso tra i rappresentanti dell’arte degenerata. Morì a Berlino l’8 febbraio 1935.

Federica.

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