ALMANACCO: 4 Febbraio nasce il grafico Franco Grignani

Grafico e artista italiano, Franco Grignani nasce il 4 Febbraio del 1908. Conosciuto a livello internazionale per aver dato vita allo sperimentalismo visivo d’analisi, sviluppando i propri interessi nell’ambito ottico visivo, conducendo ricerche analitiche attraverso non solo mezzi pittorici ma anche fotografici. Sperimenta con fotogrammi, fotomontaggi, sovrimpressioni ed elaborati grafici, basandosi su teorie percettive, in particolare sulla Psicologia della forma.

Nasce in provincia di Pavia nel 1908, dove frequentò i primi anni di formazione, tra cui lo studio della Matematica all’Università degli Studi della sua città. L’idea di affinare la sua cultura lo portò a Torino, già dai primi anni ’30, dove completò gli studi laureandosi in Architettura al  Politecnico.

Gli esordi futuristici

Fu proprio a Torino che entrò in contatto con il secondo Futurismo, grazie al quale iniziò a partecipare a molte manifestazioni del movimento. Grignani si dimostra interessato e studioso dei concetti e stilemi legati a Boccioni, in particolare i cardini avanguardisti delle ”Linee di Forza” e dei ”Dinamismi compenetranti”. Inseritosi in un contesto futurista, Grignani rimase fortemente affascinato dall’avanguardia, ma mantenendo sempre la sua indipendenza intellettuale. Da questo partì il suo interesse per il dinamismo, attorno al quale vi sviluppa la sua ricerca negli anni successivi.

Fu una sperimentazione quasi scientifica per creare le sue fotografie, fatta di tentativi ed errori, e un rigore matematico e millimetrico, necessaria per la creazione dei suoi quadri. Sviluppi che si diressero verso lo studio dei procedimenti percettivi sperimentando con fotogrammi, fotomontaggi, sovrimpressioni e elaborati grafici, basandosi su teorie percettive, in particolare sulla Psicologia della forma. A questi si aggiunse nel periodo bellico, un lavoro di studio sulle sagome degli aerei nemici in avvistamento, un interesse per l’interazione occhio-mente, e più generalmente sul mondo della percezione visiva e le sue sfumature.

Le sperimentazioni

Sperimenta nel campo della fotografia usando materiali riflettenti e distorcenti, come macchie d’olio e vernici, vetri rotti, diverse superfici convesse, metalli, oppure bagnando direttamente il piano lavoro ricercando fenomeni ottici, trovando gli effetti nascosti, rilegati alla percezione visiva. Il suo interesse estetico per la mutevolezza delle forme deriva dalle interrelazioni recepite nell’ambiente moderno in cui l’uomo vive, sempre più lontano dalla natura.

Senza limiti o regole, spinge il suo lavoro verso nuovi parametri visivi, ampliando i modelli di visione, componendo nuove configurazioni in rapporti spaziali complessi, immagini dinamiche, composizioni geometriche ripetute, effetti di sovrapposizione, trasparenze, compenetrazioni dal carattere estremamente vivo benché, per la maggior parte, in bianco e nero. Gli esordi di questa sperimentazione lo vedono impegnato in progetti di allestimenti fieristici e nella pubblicità.

Sviluppi successivi

Alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale, tenderà ad avvicinarsi verso l’astrattismo geometrico e al costruttivismo. Continuerà a sviluppare i propri interessi nell’ambito ottico visivo, con esperimenti di fotografia sperimentale che si concentrano sulle “forme virtuali”. Intervenne direttamente sull’immagine distorcendone la forma in modo plastico, (con rotazioni, torsioni, scissioni, deformazioni) o dinamico (con progressioni, accelerazioni, scambio di direzione e rovesciamenti prospettici). Fece emergere, tramite modifiche artificiali, suggestioni ed emozioni naturali dalla mente dell’osservatore.

In questo periodo riprese inoltre la sua attività lavorativa nel graphic design, continuando però a dedicare tempo ed attenzione allo sperimentalismo artistico, indagando su aspetti tissurali, di subpercezione e flou, distorsione, moiré e induzione. Tornerà anche ad occuparsi di pubblicità che, di fatto, finanzia le sue ricerche sulla percezione visiva. Ma i suoi progetti espositivi si scontrarono molto spesso con l’incomprensione degli operatori del settore che giudicano le sue opere una non-arte.

Successi e riconoscimenti

La sua ampia produzione grafica e artistica vede, tra le altre cose, la presenza di una serie di copertine per una collana di romanzi fantascientifici pubblicati nel biennio ’69-’70. Esse assumono importanza in relazione al grande lavoro sperimentale-scientifico che accompagna e appassiona Grignani nell’arco di tutta la sua carriera. Lavorò infatti per la casa editrice Penguin Books, che gli commissionò le copertine di sedici romanzi fantascientifici, per cui realizzò delle vere e proprie opere d’arte, presentando delle forme prevalentemente astratte che dialogano col subconscio dell’osservatore.

La fama internazionale gli venne anche in gran parte data dalla sua produzione nel campo della progettazione grafica. Sicuramente uno dei lavori più noti al pubblico è il progetto per il marchio della pura lana vergine (International Wool Society) realizzato nel 1964. Inoltre fin dai primi anni ’50 fu membro dell’AGI, (Alliance Graphique Internationale), e dell’ICTA (International Center of Typographic Art di New York), e della STA (Società Tipografiche americane). Vinse numerosi premi per la sua attività, come la Palma d’Oro per la Pubblicità.

Federica.

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