ALMANACCO: 1° Febbraio muore il pittore Piet Mondrian

Importante pittore olandese, Pieter Cornelis Mondriaan, meglio conosciuto semplicemente come Piet Mondrian, muore il 1° Febbraio del 1944. Conosciuto soprattutto per essere fondatore del Neoplasticismo (De Stijl), con cui realizza quadri “non rappresentativi” apparentemente semplici, formati da linee perpendicolari e campiture di colori primari. In realtà i suoi lavori nascondono una grande complessità, data dalla ricerca di equilibrio e perfezione formale.

Piet nasce il 7 marzo del 1872 ad Amersfoort, in Olanda. Sin dai primi anni della sua infanzia si avvicina all’arte grazie al padre, apprezzato insegnante di disegno, con il quale inizia a dipingere lungo le rive del fiume Gein. Grazie a questa passione, nel 1892 entra nell’Accademia di Belle Arti di Amsterdam, periodo in cui realizza i suoi primi lavori di tipo naturalista o impressionista, che spesso ritraggono paesaggi.

L’esordio pittorico

La maggior parte dei suoi lavori iniziale fu infatti ispirata alle immagini pastorali dei suoi natii Paesi Bassi, descrivendone mulini, campi e fiumi, inizialmente in maniera impressionista olandese, e successivamente con un mix di stili e tecniche che documentano la sua ricerca per un’espressione personale. Di questo periodo ricordiamo Il Mulino RossoAlberi nella luce della luna. e Avond, primo tra i lavori di Mondrian ad enfatizzare l’uso dei colori primari.

I primi dipinti che mostrano una tendenza verso l’astrazione vennero realizzati solamente tra il 1905 e il 1908, anche se continuarono ad essere fortemente radicati nella natura, con scene buie di alberi confusi e case che si riflettono nell’acqua. In essi, comunque, si nota la stretta relazione tra l’arte e i suoi studi filosofici e spirituali, e soprattutto il movimento della Società Teosofica al quale si interessa a partire dal 1909 e che rimarrà per tutta la sua vita. Questa filosofia riteneva possibile una conoscenza della natura più profonda, di quella resa dai mezzi empirici.

L’influenza del cubismo

Fu però nel 1911, quando rimase colpito dall’esposizione di opere cubiste ad Amsterdam, che il suo lavoro si modificò profondamente. Questo cambiamento si nota nella seconda versione di Natura morta con giara, opera che si riduce a una forma rotonda con triangoli e rettangoli sulla base sulla base della sua tensione alla semplificazione. Fu qui che decise di trasferirsi a Parigi, dove subisce ancora di più l’influenza del cubismo di Picasso e Braque, riportata subito nei suoi quadri. 

Dipinti come The Sea e i vari studi su alberi successivi, hanno ancora una rappresentazione del reale, anche se sono sempre più dominati dalle forme geometriche e dai piani incastrati tra loro, molto comuni nel cubismo. Comunque, mentre Mondrian era desideroso di assorbire nel suo lavoro l’influenza cubista, è chiaro come vedeva lo stesso un inizio di evoluzione artistica, piuttosto che un fine. Infatti a differenza dei Cubisti, cercava di conciliare la sua arte con le sue intenzioni spirituali.

De Stijl e il Neoplasticismo

Tornato in Olanda nel 1914, il pittore fu costretto a rimanere in patria a causa della Prima Guerra Mondiale. In questo periodo, abitando presso la colonia di artisti di Laren, conobbe Bart van der Leck e Theo van Doesburg, entrambi artisti indirizzati verso l’astrazione artistica abituati ad usare solamente colori primari. Con quest’ultimo inoltre, Mondrian fondò la rivista De Stijl, un periodico in cui pubblicò i primi saggi che definivano la sua teoria, per la quale adottò il termine di Neoplasticismo.

Alla fine della guerra, nel 1918, torna in Francia, dove rimase per oltre venti anni. Nella Parigi post-bellica, Mondrian ha modo di risaltare la sua arte fatta di pura astrazione, cominciando a produrre quadri a griglia, consacrando il suo nuovo stile, fatto di forme rettangolari grigie. Le linee tendono a sbiadire verso il bordo della tela, e le forme sono dipinte con colori primari e con nero o grigio. A partire dal 1921, i quadri di Mondrian raggiungono una forma matura, che con il passare degli anni tende ad evolversi utilizzando ancora di più linee nere e forme sempre meno colorate, favorendo invece il bianco.

Le Composizioni

Queste tendenze stilistiche sono particolarmente evidenti nelle cosiddette Losanghe, una serie di quadri realizzati con regolarità a partire dalla metà degli anni venti. Esse erano normali tele quadrate appese con un’inclinazione di 45°, in modo da assumere la forma di rombo. E’ il caso, della Composizione in Bianco e Blu, tra i più minimali dell’artista, con un triangolo blu e due sole linee perpendicolari. E’ composti di zone perfettamente piatte di colore, anche se i colpi di pennello sono evidenti su tutta la superficie.

In Composizione con 4 linee Gialle, c’è un’innovazione sorprendente in quanto appaiono linee colorate spesse, invece di linee nere, pratica che rimarrà dominante nel suo lavoro sino al suo arrivo a Manhattan. Lasciò infatti Parigi nel 1938, a causa dell’avanzamento del fascismo, trasferendosi prima in Gran Bretagna, precisamente a Londra, e poi due anni dopo, a New York  dove rimase fino alla morte. Le opere di questo suo ultimo periodo, come Composizione e Place de la Concorde, mostrano molte più linee colorate che in qualsiasi altro lavoro, sistemate in una maniera sovrapposta, quasi cartografica.

Ultimi anni

Nella Grande Mela Mondrian dà vita a tele sorprendenti, che segnalano il principio di un linguaggio nuovo, sfortunatamente troncato dalla morte dell’artista. Ad esempio in New York City, vi è una complessa grata di linee rosse, blu e gialle, che si allacciano creando un senso di profondità mai visto prima. Oppure l’opera Broadway Boogie-Woogie, fu di grandissima influenza per la scuola  astratta geometrica, in quanto composto da tantissimi quadrati tremolanti luminosi e brillanti che balzano dal quadro, quasi ad uscirne. Mondrian tuttavia, non riesce a completare la sua ultima opera, poiché muore a New York il 1° febbraio del 1944, a 71 anni.

Federica

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