mARTEdì: il percorso del Fregio della Vita di EDVARD MUNCH

A pochi giorni dall’anniversario della sua morte, affrontiamo oggi uno degli artisti più enigmatici e profondi della storia dell’arte, ovvero Edvard Munch. In particolare prenderemo in analisi una delle sue opere più celebri, seconda per importanza dopo l’iconico Urlo, e ne analizzeremo lo stile e i particolari. Si tratta de Il Fregio della Vita, lavoro in cui si trovano tutte le caratteristiche fondamentali per capire l’arte e l’animo dell’artista.

Partiamo dal dire che questo lavoro non consiste in una singola opera, ma è formata dai quadri più importanti di Munch racchiusi in un ciclo pittorico di straordinaria bellezza. Il ciclo è diviso in quattro tappe, che affrontano tematiche molto care all’artista che evolvono, ovvero il Seme dell’amore, lo Sviluppo e dissoluzione dell’amore, l’Angoscia e infine la Morte. Ognuno dei quattro gruppo, era composto allo stesso tempo da 5/6 diverse opere, per un totale di ventidue quadri della serie.

Munch, attraverso questo viaggio artistico nelle sue emozioni, trattava la pittura come una sorta di autoanalisi. Secondo lui infatti, il Fregio è un’indagine della propria esistenza, operata con lo sguardo consapevole di chi ha già vissuto quelle situazioni e le rielabora per ritrovarne i sentimenti, dipingerli e comprenderli. La concezione dell’opera consiste quindi in una sequenza di immagini decorative che nella loro totalità dovrebbero raffigurare il corso della vita.

Il tema del fregio principale risulta essere dunque l’amore, motivo per cui, inizialmente, era stato attribuito a questo ciclo il titolo di Studio per una serie evocativa chiamata Amore scelto per l’esposizione di Berlino del 1893. Un tipo di amore che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non porta tanto alla gioia e all’allegria, bensì punta più sulla sua fine che va pian piano scemando verso una triste e depressa solitudine, fino alla dissoluzione dello stesso. Di esso infatti, coglie il fallimento, l’impossibilità di divenire maturo e felice.

1. Seme dell’Amore

Nel primo ciclo di opere, intitolato Seme dell’Amore, troviamo opere in cui l’amore nato è il tema principale. Questa emozione viene in questa serie rappresentato secondo le due pulsioni contemporanee dell’artista, ovvero la voglia di amare ma allo stesso tempo la paura di farlo. Inoltre in questa serie che la figura della donna viene valorizzata ed esaltata, tanto che viene rappresentata come Femme Fatale, risultando la più passionale rispetto all’amato uomo, come una vera dominatrice.

Nella prima opera intitolata il Bacio, infatti, viene rappresentato un momento passionale di un uomo e una donna, che si fondono diventando un tutt’uno. Questa fusione è interpretata in modo ambivalente, sia come forte sentimento che unisce, sia come coinvolgimento amoroso che spersonalizza l’uomo, perdendo la sua individualità. L’idea di Femme Fatale, si assapora anche nell’opera Madonna, dove viene rappresentata una donna sinuosa e nuda con capelli scuri, che in modo provocatoria simboleggia la Vergine Maria, simbolo dell’amore puro.

2. Sviluppo e dissoluzione dell’amore

Il secondo ciclo di opere, viene intitolato Sviluppo e dissoluzione dell’Amore, poichè tratta sempre del tema dell’amore, che in questo caso sfuma e si trasforma. In questo momento la tematica dell’amore risulta ancora più forte e l’idea del pittore sulla donna si fa sempre più chiara. Essa appare ancora di più una creatura seducente e maligna, che trova sollievo e realizzazione nell’annientamento dell’uomo. Il piacere si trasforma così in qualcosa di straziante, triste e malinconico.

Il primo dipinto della seconda fase è Donna in tre fasi, in cui vengono disposte tre figure femminili, colte in diverse epoche della vita, e con diverse caratteristiche. La lettura va effettuata verso destra, fino alla parte più cupa del dipinto, dove c’è un uomo con il cuore sanguinante, simbolo drammatico. Un’altra opera, intitolata Vampiro, sembrerebbe trasmettere in apparenza affetto e protezione visto l’abbraccio dei due amanti. In realtà il tono cupo dell’opera rivela una vera trappola mortale, in cui l’uomo è completamente sottomesso alla donna, demoniaca e pericolosa, che tramite il letale morso strappa all’uomo la sua vitalità e la sua identità.

3. Angoscia

Troviamo un terzo ciclo, formato da cinque tele rappresentanti l’Angoscia, tema che dà titolo alla serie e che indica il sentimento dell’uomo provocato dall’amore finito e distrutto. Munch attraverso questo gruppo di opere, riesce ad affrontare il tema dell’alienazione sociale, ma al tempo stesso riesce a cogliere l’occasione per esprimere il suo disappunto verso la borghesia. I personaggi in queste opere sono come cadaveri spauriti, con occhi spalancati, come ad esprimere il soffocamento dato dalle convenzioni cittadine.

Il primo dipinto dal titolo Sera sul viale Karl Johan, rappresenta la passeggiata serale in una delle vie più affollate di Oslo, dove una folla di persone inquietanti si dirige verso lo spettatore, dando
l’impressione di travolgerlo. Lo sguardo vuoto e cadaverico della massa, vuole fungere da spaventosa e angosciosa minaccia. Altra opera della serie, la più conosciuta ed acclamata, è intitolata l’Urlo, che rappresenta l’angoscia esistenziale provata dall’artista stesso. L’uomo dell’urlo sembra uno spirito dagli occhi spalancati, che vittima del suo stesso sentimento, rappresenta il dramma collettivo delle sensazioni di angoscia, paura e dolore.

4. Morte

Nell’ultima serie di opere, intitolata Morte, Munch non vuole ritrarre il fine fisico della vita, ma il senso di solitudine che il fine vita lascia, riducendo le persone ombre di se stesse. Tutto rimanda alla morte, tema principale e tetro, che si riconduce all’esigenza propria del pittore di esprimere questo pensiero costante. Egli infatti dipinge ciò che sente, trasponendo sulla tela le emozioni che lo pervadono, soprattutto in seguito ai vari lutti che affrontò nella sua vita.

Un’opera di questa sezione è infatti La vita e la morte(metabolismo), descritte attraverso il peccato originale di Adamo ed Eva. Egli estende la definizione di metabolismo, ovvero un’energia che fluisce nel processo dell’organismo, così come gli esseri viventi contribuiscono al fluire della vita e della morte. L’opera Morte nella camera della malata, è strettamente autobiografica, perchè tratta della morte della sorella Sophie. Non risalta la sofferenza della giovane, ma vuole mostrare la fredda sofferenza che prova la famiglia. La morte, vera protagonista del dipinto, viene rappresentata più che dal punto di vista fisico, da quello psicologico.

Federica.

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