ALMANACCO: 22 Gennaio nasce il fisico André-Marie Ampère

Fisico, matematico, chimico e filosofo, André-Marie Ampère nacque il 22 Gennaio del 1775. Conosciuto per aver dato contributi fondamentali nello studio dell’elettrodinamica, sviluppando i primi modelli matematici per la descrizione dell’elettromagnetismo. In suo onore venne adottata l’unità di misura Ampère per misurare la corrente elettrica.

Ampère nacque a Lione nel 1775, e fin dalla sua infanzia si appassionò al piacere della conoscenza. Suo padre gli insegnò il latino, anche se la sua maggior inclinazione fu nei confronti della matematica. Di particolare importanza fu la morte del padre, ghigliottinato dalla Restaurazione, perchè coinvolto nella Rivoluzione francese, che causò un forte impressione sul giovane Ampère.

Esordi scientifici

Successivamente il suo interesse venne risvegliato da alcune letture, che abbracciavano quasi tutto il sapere, trattando di storia, viaggi, poesia, filosofia, botanica e scienze naturali, ma fu soprattutto la matematica a rapire la sua curiosità. Basti pensare che a soli tredici anni compose, proprio come Pascal, un trattato sulle sezioni coniche, dedicandosi anche al componimento di versi, dimostrandone la sua ecletticità.

Per le sue precoci abilità, nel 1801 venne nominato professore di fisica a Bourg, anno in cui con una velocità sorprendente, compose le sue considerazioni sulla teoria matematica del gioco, e l’ingegnosa applicazione del calcolo delle probabilità. Questo studio gli valse una cattedra al collegio di Lione nel 1805, un posto di professore liceale di analisi matematica. Da allora, si stabilì definitivamente a Parigi, per intraprende la carriera dell’insegnamento superiore.

Le scoperte dell’elettromagnetismo

E’ proprio a Parigi, che continuò a portare avanti le sue ricerche scientifiche e i suoi molteplici studi, con una diligenza invariata. La fama di Ampère fu dovuta principalmente al servizio che rese alla scienza nello stabilire le relazioni tra elettricità e magnetismo e nello sviluppo della scienza dell’elettromagnetismo. Sulla base di queste idee, inventò il primo galvanometro, il primo telegrafo elettrico e, con lo scienziato Arago, fece nascere l’elettrocalamita. 

Fra le sue invenzioni si deve anche obbligatoriamente citare la Bilancia di Ampère che serviva per studiare accuratamente le forze che si esercitano tra due conduttori percorsi da corrente e il modo da cui esse dipendono dalla distanza dei conduttori, dalla loro posizione reciproca e dall’intensità di corrente. 

Studi e fama

Fra il 1820 ed il 1827, si dedica quindi all’elettricità ed al magnetismo, i cui studi vertono soprattutto sulle azioni reciproche delle correnti elettriche. Queste scoperte sono esposte nella celebre Memoria sulla teoria matematica dei fenomeni elettrodinamici dedotta unicamente dall’esperienza, in cui confuta la teoria dei “vortici” di Oersted, e cercando di considerare l’elettrodinamica come una materia di contenuto facilmente controllabile e assoggettabile ad una matematizzazione.

Grazie alle sue scoperte, Ampère fu considerato il fondatore della elettrodinamica, e nel 1826, ebbe l’opportunità di insegnare questa materia, ottenendo la cattedra al Collège de France. Anche se le sue teorie, incontrarono spesso lo scetticismo di scienziati suoi contemporanei, dopo oltre 30 anni vennero pienamente riconosciute da studiosi importanti come W. Thomson e Lord Kelvin.

Ultimi anni

La sua ultima opera, pubblicata postuma, è Essai sur la philosophie des sciences, una ambiziosa esposizione di una classificazione di tutte le conoscenze umane, mentre nel 1872 furono pubblicati i suoi diari sotto il titolo di Journal and Correspondence. Le sue memorie originali su questo soggetto si possono trovare negli Annales de chimie et de physique, editi tra il 1820 e il 1828.

Inoltre nel 1827 venne eletto membro straniero della Royal Society e l’anno seguente entrò con lo stesso ruolo all’Accademia reale svedese delle scienze. Sul finire della sua esistenza, oltre al gravoso impegno dei suoi studi, aggiunge numerosi incarichi di insegnamento ed amministrativi, che logorano profondamente il suo già debole fisico. Ampère morì di polmonite a Marsiglia nel 1836, all’età di 61 anni.

Federica.

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