mARTEdì: le costosissime opere enigmatiche di BASQUIAT

Writer e pittore statunitense, Jean-Michel Basquiat divenne un grande esponente del graffitismo americano, mettendo l’arte alla disposizione. Divenne famoso anche per la sua forte amicizia con Andy Warhol, con cui portò avanti il genere artistico della Pop Art. In relazione a questo, e alla sua turbolenta vita, le sue opere venivano spesso e volentieri considerate folli, fugaci ed esplosive.

Questo suo stile assolutamente riconoscibile, dato da immagini apparentemente semplici, hanno reso Basquiat uno degli artisti più amati della storia dell’arte, e fenomeno mondiale. Con la sua ispirazione verso le culture afroamericane, africane e azteche, venne soprannominato “artista tormentato”, anche a causa della tragica morte per overdose a soli 27 anni.

Untitled, 1982

Basquiat per questo, in quel periodo fino ad oggi, è uno degli artisti più apprezzati e quotati nel mercato dell’arte e le sue opere vengono vendute per cifre milionarie. Vi sono infatti alcune opere costosissime dell’artista, che ancora oggi valgono milioni di milioni di dollari. Ad esempio, una fra le sue opere più costose, è Untitled, realizzata nel 1982, venduta per 110,5 milioni di dollari, durante un’asta di arte contemporanea organizzata nel 2017 da Sotheby’s New York.

Il dipinto, che raffigura le dimensioni interne ed esterne di una testa africana lobotomizzata, esistente tra la vita e la morte, venne acquistato dal miliardario giapponese Yusaku Maezawa, che solo un anno prima aveva acquistato la seconda opera più costosa dell’artista. Al momento della vendita, il dipinto è diventato una delle 10 opere più costose di tutti i tempi. In essa sono sommate tutte le caratteristiche dell’artista, dall’influenza afroamericana, allo stile unico, che combinava pennellate espressive e violente con parole, simboli e materiali.

Untitled (Devil), 1982

Al secondo posto della classifica delle opere più costose di Basquiat, c’è Untitled (Devil) realizzata sempre nello stesso anno della precedente, il suo anno più proficuo. Quest’opera è stata venduta da Christie’s New York nel maggio 2016 per una somma di 57.3 milioni di dollari, sempre al collezionista giapponese Yusaku Maezawa. Questo dipinto, considerato icona dai collezionisti di Basquiat, presenta l’immagine del diavolo, tipico soggetto ripreso in diversi lavori dell’artista.

L’opera d’arte è stata spesso identificata come un autoritratto raffigurante l’artista come un diavolo. È inoltre dominato da sporadiche pennellate e da una serie di colori vividi, tipici del suo stile, che si sovrappongono a un infuocato diavolo nero al centro. Il dipinto faceva parte della collezione del mercante d’arte Adam Lindemann che acquistò inizialmente il dipinto per soli 4,5 milioni di dollari alla svendita serale di arte contemporanea di Sotheby’s, e rivenduto poi a prezzo nettamente superiore.

Dustheads, 1982

Sempre nell’anno 1982, Basquiat realizza quest’opera dal titolo Dustheads, ovvero Polveri. La caratteristica principale è che raffigura due tossicodipendenti come personaggi radiosi e frenetici, immersi su uno sfondo nero. Il dipinto che apparteneva precedentemente alla collezione di Tiqui Atencio, venne venduto nel 2013. Fu l’uomo d’affari Jho Low ad averlo acquistato per la somma di 48,8 milioni di dollari, da un’asta di Christie’s New York.

Due anni dopo l’asta, un’indagine del New York Times sul riciclaggio di denaro, rivelò che l’opera fu venduta al malese Jho Low, che venne accusato di riciclaggio di fondi appartenenti ad una società del governo, da lui utilizzati per concedersi uno stile di vita lussuoso. Inoltre, l’opera sarebbe stata utilizzata da lui come garanzia per un prestito i cui proventi furono utilizzati per costruire uno yacht. Low quindi è stato inadempiente al prestito, tanto che l’opera ne ritirata e una successiva vendita privata ha ripristinato il prezzo a 35 milioni di dollari.

Flexible, 1984

Altra opera di Basquiat, la cui realizzazione avvenne 2 anni più tardi, nel 1984, fu dipinta su un supporto di legno a doghe, decostruito dalla recinzione nel suo studio a Venice, in California. Il materiale di recinzione in legno è stato utilizzato in più di 17 dipinti dell’artista, infatti era tipico riutilizzare oggetti che trovava per strada come porte e mobili scartati, o direttamente sui muri dei palazzi. A differenza di molte altre opere dipinte su tela, questa su legno veniva condiserata però di minor valore.

Infatti il costo dell’opera, arrivò ad una stima di circa 20 milioni di dollari, all’inizio dell’asta nel maggio del 2018, aggiudicata dalla 20th Century & Contemporary Evening Sale di Phillips. Ciò che però ha contribuito a raggiungere una somma di 45,3 milioni di dollari è stata l’immagine di un re mitico, una misteriosa figura che appare nelle opere più preziose di Basquiat. Essa raffigura un griot, ovvero un narratore, musicista e fornitore di storia orale della cultura dell’Africa occidentale, le cui braccia sono unite insieme come una fascia continua sopra la testa. 

Federica.

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