ALMANACCO: 18 Gennaio nasce il filosofo Montesquieu

Filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese, Charles-Louis de Secondat, barone di La Brède e di Montesquieu, meglio noto solamente come Montesquieu, nacque il 18 Gennaio del 1689. È considerato il fondatore della teoria politica della separazione dei poteri, espressa in una dei suoi capolavori letterari Lo spirito delle leggi.

Nato nel 1689, da un’illustre famiglia di giuristi appartenente alla nobiltà della provincia della Gironda. Figlio di baroni, studiò nel famoso collegio dei padri oratoriani di Juilly, dove venne indirizzato agli studi giuridici, che completò nel 1708.

Esordi letterali

Conseguita la laurea, si trasferisce a Parigi dove avvia la professione di avvocato, anche se i suoi interessi sono rivolti soprattutto alle scienze ed alle opere letterarie. Nel 1714 era già consigliere del parlamento di Bordeaux, anche se due anni più tardi, in seguito alla morte dello zio paterno, ricevette in eredità il suo titolo nobiliare, il patrimonio e la carica di presidente del Parlamento.

Ottenuta questa fama, venne inoltre nominato membro della prestigiosa Accademia delle Scienze di Bordeaux e, nel 1727, di quella di Francia. Qui presentò e discusse interessanti memorie di anatomia, botanica, fisica, e più in generale argomenti scientifici e filosofici, tra cui Les causes de l’échoLes glandes rénales et La cause de la pesanteur des corps. Con un atteggiamento critico di stampo illuminista considerò la religione e la Chiesa come “instrumentum regni”, condannando ogni forma di acquiescenza dell’uomo sia verso essa sia verso lo Stato.

Lettere persiane

La sua fama si accrebbe enormemente, soprattutto con la pubblicazione in forma anonima delle Lettere Persiane. Il suo primo capolavoro, consisteva in una pungente satira sui costumi della Parigi cortigiana e clericale, ancora legata all’Ancien Regime, con profonde riflessioni filosofiche unite appunto ad uno spirito irriverente, ironico e satirico. Il successo che il libro riscosse è tale da scatenare una caccia all’identità del suo autore il quale, alla fine, viene stanato divenendo popolarissimo in tutta Europa.

Grazie a questa fama ottenuta, nel 1728 parte per un viaggio in tutta Europa, visita Vienna e l’Ungheria, per poi scendere in Italia, a Venezia, Milano, Torino, Firenze, Roma e Napoli, e ripartire per la Germania, poi in Olanda ed infine in Inghilterra. In questi viaggi si occupò attentamente della geografia, dell’economia, della politica e dei costumi dei paesi che visitava. Fece rientro in Francia soltanto dopo tre anni per ordinare i numerosi appunti di viaggio e per rimettersi a scrivere.

Lo spirito delle leggi

Fu infatti nel 1734, che scrisse il suo secondo capolavoro, le Considerazioni sulle cause della grandezza dei romani e della loro decadenza, un lavoro di tutt’altro stampo nel quale si addentra nell’analisi dei processi storici individuando le cause determinanti nell’uomo e nella natura, e non più nella Divina Provvidenza. A questo lavoro seguirà anni più tardi, l’opera della sua vita ovvero Lo spirito delle leggi, pubblicato in anonimo nel 1748, riscuotendo un successo enorme, soprattutto in Gran Bretagna.

Fu un’opera intrisa di idee di tolleranza e di libertà che faranno scuola alle future generazioni, stabilendo i principi fondamentali delle scienze economiche e sociali, concentrando tutta la sostanza del pensiero liberale. E’ per questo uno fra i libri più letti del secolo, soprattutto perchè in esso enuncia nuove forme di governo basate sulla dottrina della rigorosa “separazione dei tre poteri”, ovvero legislativo, esecutivo e giudiziario. Fu inoltre anche molto criticato, tanto che in difesa del suo lavoro, Montesquieu pubblicò nel 1750 la Difesa dello spirito delle leggi.

Ultimi anni

Afflitto dalla quasi totale perdita della vista, riuscì a partecipare comunque alla stesura dell’Encyclopédie, il rivoluzionario e monumentale capolavoro di Diderot e D’Alembert. Successivamente però la malattia, lo portò alla morte, avvenuta a Parigi il 10 febbraio 1755, all’età di 66 anni.

Montesquieu, insieme proprio a Diderot e pochi altri, tra i quali Rousseau, Voltaire, Condillac, d’Holbach, hanno rappresentato l’Illuminismo francese con una tale originalità e fecondità da influenzare pesantemente l’intero mondo intellettuale del continente.

Federica.

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