ALMANACCO: 15 Gennaio nasce il commediografo Molière

Commediografo, drammaturgo e attore teatrale francese, Molière, pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin, nacque il 15 Gennaio del 1622. Considerato uno degli autori più importanti del teatro classico francese del XVII secolo, colui che rinnovò completamente l’idea di commedia e di teatro. Le sue opere erano un misto di divertimento e di satira, in quanto costellate da giudizi morali e sociali.

Nato a Parigi nel 1622, in una famiglia parigina con sei bambini. Orfano di madre a 10 anni, il suo futuro era seguire le orme del padre lavorando come tappezziere e valletto di camera del re. Tuttavia, dopo aver studiato nel collegio gesuita di Clermont, e dopo la laurea in giurisprudenza a Orleans, si iniziò ad appassionare al teatro, grazie al nonno materno.

L’esordio teatrale

Successivamente alla laurea infatti, comincia a frequentare gli ambienti teatrali, dove conobbe i Béjart, un’originale famiglia che si occupava di teatro. Con questi cui fonda in società teatrale “L’illustre-Théâtre” nel 1643, formata da circa 10 membri che inscenavano spettacoli di ogni tipo, dalle tragedie alle farse. Il 1° gennaio del 1644 la compagnia debutta a Parigi, ma non ottenne la fama sperata, tanto che iniziano ad accumularsi debiti, fino ad arrivare al fallimento.

Imprigionato per debiti, e rilasciato grazie al padre Molière lasciò subito Parigi per iniziare la carriera di attori ambulanti. Inizia così una tournée di 12 anni nella compagnia di Charles Dufresne, rinomata e finanziata dal duca di Epernon, governatore della Guienna. Insieme ai suoi compagni, portò le opere teatrali per tutte le province dell’ovest e del sud della Francia, anche se a partire dal 1652, la compagnia inizia ad avere un pubblico regolare a Lione.

All’apice del suo successo

Durante questo girovagare, Molière approfondì la conoscenza degli ambienti di provincia, ma soprattutto imparò il mestiere di attore e a capire i gusti del pubblico e le sue reazioni. In questo periodo iniziò inoltre a scrivere alcune farse e due commedie, Lo stordito e Il dispetto amoroso. Tornando a Parigi nel 1658, l’attore cresciuto e migliorato si distinse per la sua naturalezza nella recitazione, tanto che la sua compagnia venne chiamata addirittura per recitare al Louvre, diventando di conseguenza la troupe del Signor Duca d’Orléans, fratello del re.

Molière fu soprattutto ammirato per il suo talento di scrittore che piacque sia alla corte che al pubblico parigino. Il successo arrivò con il Don Garcia de Navarre, incentrata sul tema della gelosia, che fu un vero fiasco. Molière allora capì che la sua vera aspirazione fu la commedia, genere in cui eccelle già con la sua prima opera Le preziose ridicole nel 1659. Qui usò le tecniche della farsa al servizio di una satira sociale, rivoluzionando la commedia, non solo fatta di divertimento ma anche di giudizi morali e sociali.

Stile ed opere

E’ anche grazie a questo che Molière può essere considerato a tutti gli effetti il precursore di quel rinnovamento teatrale. Le sue caratteristiche sono che presenta sempre personaggi reali, tipici dell’epoca, prendendo in giro i pedanti, i vanitosi, i falsi sapienti e tutto quello che è lontano dalla semplicità fatta di misura e buon senso. Inoltre con le sue grandi commedie applica le regole della tragedia, ovvero un’unica azione in un’unica giornata ed in un solo luogo.

Altre commedie su questo genere sono Sganarello o il cornuto immaginario, Il misantropo, La scuola dei mariti, La scuola delle mogli, Il Tartufo e Gli importuni, realizzata durante una festa organizzata in onore a Luigi XIV. Fu tra il 1667 e 1668, che ispirandosi alle commedie più famose del periodo, che scrisse L’avaro, rappresentato per la prima volta a Parigi, al Palais-Royal dalla compagnia di Molière stesso. Seguirono altri lavori fortunati come Il borghese gentiluomoLe intellettuali.

Morte

Molière morì di tubercolosi il 17 febbraio 1673 mentre recitava Il malato immaginario. Da questa circostanza pare sia nata la superstizione di non indossare il giallo in scena, in quanto Molière indossava un abito giallo mentre moriva in scena. Su intercessione del Re, venne aggirato il divieto di inumazione cattolica per gli attori e commedianti che all’epoca vigeva, così che Molière venne sepolto nel cimitero di Saint-Eustache,

Federica.

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