ALMANACCO: 14 Gennaio muore il pittore Jean-Auguste-Dominique Ingres

Un pittore francese di grande rilevanza, Jean-Auguste-Dominique Ingres muore il 14 Gennaio 1867. Considerato uno dei maggiori esponenti della pittura neoclassica, in quanto esercitò una profonda influenza sulla pittura francese, attraverso un ideale di purezza formale e di eleganza della linea. Fu per questo ritenuto il campione dell’ordine classicista per aver preferito soggetti classici, di storia medievale francese, e gli studi di nudo.

Nato a Montauban, in Francia nel 1780, come primogenito di cinque figli. Da sempre appassionato di pittura, inizia la sua prima formazione artistica nella bottega d’arte del padre, proseguendo successivamente all’Accademia di Tolosa in cui si iscrive nel 1791. Fu qui che divenne allievo del pittore Roques, che gli insegna ad amare la pittura classica di artisti come Raffaello.

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Influenze ed esordi tra Parigi e Roma

Nel 1796 si reca a Parigi per frequentare lo studio artistico di Jacques-Louis David, il più famoso pittore francese neoclassicista del periodo. Qui apprende gli ideali del neoclassicismo e, usandoli come base di riferimento, li sviluppa arricchendoli con le sue peculiarità di armonia e colore. A Parigi, si afferma velocemente anche come ritrattista dell’altolocata borghesia parigina, arrivando a raffigurare persino l’imperatore Napoleone Bonaparte. 

Nel 1806 invece, si reca in Italia, nello specifico a Roma, per studiare la scultura antica e la pittura del Rinascimento, rimanendo lì fino al 1824. Questi sono anni proficui nei quali realizza disegni, paesaggi, ritratti e diversi episodi storici di soggetto classico, che gli faranno ottenere in Italia grande celebrità. Stessa cosa non accadde però in Francia, in quanto le sue opere non vennero valorizzate a dovere, pertanto prolungò la sua permanenza romana aprendo uno studio artistico in via Gregoriana.

Committenze e riconoscimenti

La fama ottenuta in Italia soprattutto per i grandi ritratti, arrivò con il tempo anche in Francia, tanto che gli consentì di ottenere grandi commissioni. Ad esempio su commissione della moglie di Gioacchino Murat, re di Napoli, dipinse la Grande Odalisca, uno dei suoi oli più famosi di aspetto neoclassico, che tuttavia venne valorizzato attraverso un tono esotico e l’impiego di costumi ed oggettistica orientale.

Ma la sua peculiarità rimane la ritrattistica e, proprio per i numerosissimi ritratti commissionati da importanti esponenti del mondo politico, diventa sempre più famoso. Fu per questo che iniziò ad ricevere prestigiosi riconoscimenti, come ad esempio quando nel 1825 ricevette da Carlo X la croce della Legion d’onore, oppure quando venne eletto membro dell’Académie des Beaux-Arts, o quando ottenne la carica di direttore dell’Accademia di Francia a Roma.

Ultimi anni

Nel 1841 ritornò a Parigi, dove viene accolto trionfalmente, tanto che gli venne commissionata la decorazione delle vetrate della cappella di Notre Dame. Inoltre qualche anno più tardi, partecipa, con grande successo, all’esposizione nelle Galerie des Beaux Arts, diventandone l’anno seguente membro della commissione, trovandosi a lavorare insieme al suo concorrente Delacroix. Carica che però dovette presto abbandonare, a causa della sua malattia agli occhi.

E’ infatti a causa di questo, che fu costretto nell’ultimo periodo ad avvalersi di aiutanti per portarne a compimento le sue opere più importanti. E così riuscì ad andare avanti fino alla sua morte, avvenuta il 14 gennaio 1867, alla bella età di 88 anni.

Federica.

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