ALMANACCO: 13 Gennaio muore lo scrittore James Joyce

Scrittore, poeta e drammaturgo irlandese, James Augustine Aloysius Joyce, semplicemente conosciuto come James Joyce, morì il 13 Gennaio del 1941. Considerato uno dei più grandi autori di narrativa del XX secolo, in particolare della corrente modernista. Il suo romanzo più noto Ulisse, così come il suo successivo Finnegans Wake, furono una vera e propria rivoluzione, soprattutto in relazione alla sperimentazione linguistica.

James Joyce nasce a Dublino nel 1882, in una famiglia cattolica benestante che però poco per volta perse la propria ricchezza. I suoi genitori lo iscrissero all’istituto cattolico di gesuiti, il Clongowes Wood College, dove si rivelò uno studente brillante, tanto che continuò gli studi all’Università di Dublino, dove si laureò in lingue moderne nel 1902. 

Esordio narrativo

Durante il periodo universitario però, cominciò a ribellarsi alle restrizioni morali e politiche dell’Irlanda che considerava un ostacolo alla sua crescita artistica e dopo essersi laureato, lasciò Dublino per la prima volta. Si recò a Parigi, dove incontrò importanti esponenti della letteratura europea, che lo portarono ancora di più a far emergere la sua vocazione di scrittore, che si rivela definitivamente fra il 1900 e il 1904.

A causa del suo carattere anticonformista e ribelle, inizialmente scrive articoli e testi, definiti immorali e sovversivi, come da esempio l’opera Il giorno del Volgo, un pamphlet nel quale si scaglia contro il provincialismo della cultura irlandese. Questa sua scrittura irriverente però ebbe culmine in uno dei suoi più noti romanzi, intitolato Ulisse, pubblicato a Parigi nel 1922, ma proibito in Inghilterra e negli Stati Uniti per le espressioni blasfeme e le oscenità.

Opere più famose

Nello stesso anno Joyce si stabilì a Trieste, per lavorare come insegnante di inglese presso la Berlitz School. In questo periodo scrisse molte opere tra cui Chamber MusicDubliners ma anche il suo romanzo semi-autobiografico, A Portrait of the Artista as Young Man, con la storia del giovane artista, Stephen Dedalus, che si ribella contro il suo paese e la sua famiglia, lasciando l’Irlanda per esprimere la sua creatività liberamente. Per lui Dedalus, non era un semplice personaggio, ma era una grande metafora dell’artista moderno.

Dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1940, Joyce si trasferì a Zurigo, dove inizia a progettare un racconto di vita dublinese, quello che successivamente fu il suo capolavoro Ulisse. Il romanzo si presenta come un’epica al contrario, in cui il protagonista, Leopold Bloom, un moderno Ulisse, vaga nel caos della Dublino d’inizio secolo. Esso rappresenta una rivoluzione estetica, i cui si intrecciano le vicende del mito dell’Odissea e le vicende reali della vita dublinese, con un gusto personale per la filosofia, l’arte, la storia del linguaggio e le sue variazioni.

Stile narrativo

Una particolarità tecnica di Joyce, che utilizza in Ulisse, ma anche in altri romanzi, è l’uso dello “stream of consciousness”, ossia il flusso di coscienza o monologo interiore, che perviene a livelli estremi ed insuperabili. Joyce sviluppò nuove tecniche narrative per rappresentare un flusso spontaneo dei pensieri dei personaggi, prima che questi siano ordinati logicamente. Infatti non c’era più divisione tra passato e presente, e non era più necessario raccontare le storie in ordine cronologico, tanto che la trama di un romanzo poteva dipanarsi nell’arco di un giorno.

Joyce inoltre usa diverse tecniche narrative per esprimere cosa accade nella mente di un personaggio. Usa ad esempio l’epifania, cioè un momento di rivelazione spirituale causata da un oggetto o un evento quotidiano, oppure il monologo interiore, attraverso cui il personaggio esprime i suoi pensieri senza una sequenza logica, senza punteggiatura, senza seguire le regole grammaticali e senza la mediazione di un narratore, proprio per riflettere il caos della mente umana. Altre tecniche sono il flash back, la storia nella storia, le similitudini, le metafore, ecc.

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Ultimi anni

Ormai Joyce era tra gli scrittori più apprezzati del tempo, tanto che nel 1923 cominciò a scrivere il suo ultimo romanzo Finnegans Wake, un’opera caratterizzata da una struttura molto complessa, la cui narrazione ha luogo nell’arco di una sola notte a Dublino. Nell’ultimo periodo di vita viaggia frequentemente tra Inghilterra, Svizzera e Germania, anche se alla vigilia dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Joyce si trasferì di nuovo a Zurigo dove morì nel 1941.   

Federica

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