ALMANACCO: 7 Gennaio muore l’inventore Nikola Tesla

Inventore, fisico e ingegnere elettrico, Nikola Tesla muore il 7 gennaio del 1943. Famoso per aver dedicato la sua vita agli studi sull’elettricità, a invenzioni geniali e al progresso della scienza teso a migliorare dell’umanità. Conosciuto soprattutto per essere il padre di una nuova unità di misura dell’induzione magnetica, il “genio dimenticato” della storia che ipotizzò l’uso dell’energia libera terrestre per le trasmissioni.

Nacque il 10 luglio del 1856 a Smiljan, ancora a quel tempo nella Dalmazia ungherese, odierna Croazia. Il padre di origine serba, è un ministro del culto ortodosso, e secondo la tradizione familiare, anche Nikola era destinato a seguire le sue orme professionali. In realtà già dai primi anni di formazione, si distinse particolarmente negli studi di matematica e scienze, tanto che si iscrisse al Politecnico di Graz, in Austria per studiare le materie scientifiche.

La corrente alternata

Già da giovanissimo, inizia ad avere brillanti idee nel campo della fisica, dedicandosi anima e corpo al principio fisico della corrente alternata. Iniziò a studiare Ingegneria Meccanica e Elettrica presso l’Università di Graz, dove ebbe modo di osservare una dinamo, ovvero un generatore di corrente continua tramite campi magnetici. Tramite queste sperimentazioni, arrivò al 1881, lavorando al dipartimento di Ingegneria del Central Telegraph Office, dove elaborò il concetto che il campo magnetico rotante potesse essere creato usando la corrente alternata al posto di quella continua.

Trasferitosi a Parigi, lavorando per la società elettrica Edison, approfondì ancora di più lo studio delle correnti alternate. Fu così che due anni dopo, realizzò questo prototipo, che consiste in pratica in un generatore di corrente alternata. Desideroso di far conoscere le proprie scoperte, si recò negli Stati Uniti, sempre per lavorare alla corte di Edison, con il quale però, ebbe divergenze dovute sia a diversi punti di vista su temi scientifici. Fu proprio per questo che Tesla decise di lasciare la Edison Machine, vivendo di stenti. 

Engraving of Croatian-born inventor Nikola Tesla (1856 – 1943) ‘lecturing before the French Physical Society and The International Society of Electricians,’ 1880s. (Kean Collection/Getty Images)

Il prototipo

Fu però nell’anno successivo che il suo primo prototipo di motore a corrente alternata, interessò fortemente l’imprenditore americano George Westinghouse, che decise di acquistare il brevetto di Tesla. Ma per quanto le invenzioni di Tesla fossero riconosciute a livello scientifico, non si era ancora arrivati al punto di commerciare un motore a corrente alternata. Fu così che si diede da fare per accrescere la fama del suo progetto.

Ma nel 1893, ad esempio, durante l’Esposizione colombiana di Chicago, Tesla ebbe la prima occasione per presentare il suo progetto, illuminando interamente lo stabile con la corrente alternata, oppure nel 1895, costruendo una centrale idroelettrica alle cascate del Niagara, con un impianto che erogava corrente per 40 chilometri. Ma anche a Colorado Springs nel 1899, dove cercò di trasmettere energia senza ricorrere ai fili di conduzione elettrica, ma soltanto usando l’etere.

L’energia terrestre e il telegrafo senza fili

Grazie a quest’ultima impresa infatti, scoprì che la Terra, o meglio la crosta terrestre, era un ottimo conduttore di energia elettrica, soprattutto quando un fulmine che colpisce il suolo. Installò così un’enorme bobina, per mandare impulsi elettrici nel sottosuolo, e permettere il trasferimento di energia elettrica a lampadine poste a una notevole distanza. Ritornando a New York, Tesla scrisse un articolo affermando proprio la possibilità di catturare l’energia sprigionata dal sole e proponendo un sistema mondiale di comunicazione.

L’articolo catturò l’attenzione di un altro magnate J. P. Morgan, finanziò la costruzione di tale stazione trasmittente. Nel suo laboratorio a Colorado Springs, grazie a vari esperimenti, anticipò alcune idee essenziali per la telegrafia senza fili, cercando di ottenere il brevetto, ma senza mai riuscirci. Fu però Guglielmo Marconi che nel 1901, superando Nikola, riuscì a realizzare il famoso telegrafo senza fili, invenzione che gli valse il Nobel per la fisica nel 1909.

L’idea del radar

Il nome di Tesla, però viene molto più spesso e comunemente associato, piuttosto che alle sue invenzioni rivoluzionarie, al concetto di energia libera. Secondo lui, questa “nuova” energia era illimitata, estratta dall’ambiente a costo zero, e trasmessa e ricevuta ovunque con una semplice antenna. Tesla intendeva infatti usare la Torre Wardenclyffe per trasmettere grandi potenze elettriche sfruttando la risonanza naturale della Terra. Un’idea che ai finanziatori apparve una follia.  

Ma fu anche in questo caso che Guglielmo Marconi, appoggiato da finanziamenti, riuscì a sviluppare questo concetto, attuando l’idea e lavorando per la costruzione di un radar, capace di collegare radiotelegraficamente il suo laboratorio su nave ed il radiofaro di Sestri Levante. Visto questo conflitto con Marconi, nel 1912 dopo essere stato candidato al Premio Nobel per la Fisica, lo rifiutò per non averlo ricevuto prima, al posto del rivale. Stessa cosa accadde nel 1915, rifiutando di condividere il premio con Edison.

Ultimi anni e l’unita Tesla

Gli ultimi anni di Tesla furono segnati dal ritorno dei disturbi, soprattutto psicologici, che lo avevano afflitto sin da bambino. I contrasti con i colleghi accentuarono il suo isolamento e le sue ossessioni. Nel 1937 fu investito e non si riprese mai del tutto, tanto che morì da solo in una stanza d’albergo di New York nel 1943, all’età di 86 anni. Nel mese di giugno successivo la Corte Suprema degli Stati Uniti, riconoscerà Tesla come primo inventore della radio.

Inoltre dopo la sua morte, si diede il suo nome Tesla (T) ad un’unità di misura riconosciuta nel Sistema Internazionale. Si tratta dell’unità di misura dell’induzione magnetica, dove un campo magnetico ha intensità di 1 T quando esercita una forza di 1 N su un filo lungo 1 m disposto perpendicolarmente alla direzione del campo e percorso dalla corrente elettrica di 1 A.  

Federica.

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