ALMANACCO: 29 Dicembre muore il pittore Jacques-Louis David

Pittore e politico francese, Jacques-Louis David, morì il 29 Dicembre del 1825. Conosciuto per essere uno tra i primi pittori ad introdurre lo stile neoclassico in Francia, e punto di riferimento fondamentale per il periodo che va dalla Rivoluzione alla caduta di Napoleone.

David nacque a Parigi nell’agosto del 1748, in una famiglia borghese molto agiata. Questo gli permise di frequentare il Collège des Quatre-Nations iscrivendosi alla classe di retorica. In breve tempo, però, mostrò una evidente predisposizione per il disegno e la pittura, decidendo di seguire i corsi d’arte all’Académie Royale. Qui ebbe come maestro il pittore Joseph-Marie Vien, dal quale apprese i canoni dello stile in voga al tempo, ovvero il rococò.

Il viaggio di formazione

Divenuto il protetto del segretario dell’Académie, David ottenne il premio al Prix de Rome nel 1774, che gli permise di raggiungere l’Italia con un grande viaggio alla scoperta dell’arte. Qui completò la propria formazione con lo studio delle arti classiche e dell’arte rinascimentale, grazie ai geni Leonardo, Michelangelo e Raffaello, ma anche l’arte barocca di Caravaggio e Correggio. In questo periodo approfondisce anche la conoscenza degli scritti di Winckelmann, Mengs e altri teorici del Neoclassicismo.

Fu per questo che David sviluppò velocemente il proprio stile neoclassico, diventando uno dei principali capofila in Francia tra la fine del ‘700 e il primo ventennio dell’800. Nel suo percorso artistico fu innanzi tutto un pittore di storia, realizzando composizioni ispirate sia a soggetti mitologici, come Andromaca, Marte disarmato da Venere, sia alla storia romana e greca, come Bruto, Le Sabine, Leonida. David diede vita al suo stile, rappresentando soggetti dal mondo antico e basandosi sulla scultura Romana per forme e posture.

il Vrai Style

Dopo il viaggio in Italia torna a Parigi, presentando all’Accademia l’opera intitolata “Il compianto di Andromaca sul corpo di Ettore” per esprimere al meglio quello che aveva appreso, con lo scopo di esporre al Salon. Ovviamente venne accolto con favore, e decise di realizzare per l’occasione una grande pittura storica, ispirata al duello degli Orazi e dei Curiazi, tragedia molto popolare in Francia. Nacque così la famosa opera “Giuramento degli Orazi”, volutamente ideato per sottolineare il nuovo Stile Neoclassico, nel quale l’impostazione drammatica veniva fortemente enfatizzata.

Quest’opera fu acclamata rappresenta il momento in cui i tre fratelli Orazi giurano di sacrificare la propria vita per la patria. Nella sua semplicità e gravità, la tela riporta l’esaltazione dei valori morali e spartana semplicità dell’antica Repubblica romana. L’opera consacra dunque David come capofila della moderna scuola di pittura, che prende il nome di “Vrai style” (vero stile). Il termine Neoclassicismo non era ancora in uso, e apparirà solo alla metà dell’Ottocento, quando la scuola neoclassica sarà ormai al tramonto.

Periodo rivoluzionario

Negli anni successivi Jacques-Louis David ottiene un notevole successo anche in virtù dei sentimenti rivoluzionari che le sue opere lasciano trasparire. Con la Rivoluzione, infatti, cercò di adattare la sua ispirazione all’antico, verso soggetti contemporanei e più realistici, al fine di rappresentare le scene contemporanee della Rivoluzione Francese. E’ il caso della drammatica Morte di Marat, Il giuramento della Pallacorda e L’incoronazione. Egli stesso prese parte, in modo ardente e attivo, alla Rivoluzione francese, tanto che venne anche incarcerato, per poi essere liberato.

Decide di aprire una scuola, frequentata da allievi che giungono da tutta Europa, diventando un pittore molto famoso. Questo suo successo, arrivò a Napoleone, che per 16 anni lo fece diventare suo pittore ufficiale, descrivendo anno per anno il suo regno attraverso opere da lui stesso commissionate. Esempi furono i lavori Consegne delle Aquile, ma soprattutto la Coronazione di Napoleone e Giuseppina, che ne fu l’epilogo. A seguito della disfatta di Napoleone, David però fu esiliato a Bruxelles, dove restò fino alla sua morte.

Ultimi anni

David, lungo il corso della sua carriera, fu anche un ritrattista molto ricercato, facendo del ritratto il suo secondo genere prediletto. All’inizio della carriera e fino alla Rivoluzione, ritrae i suoi familiari, i notabili della sua cerchia, poi Napoleone, il Papa e qualche esponente del regime. Il suo catalogo comprende anche tre autoritratti e anche tre soggetti religiosi, ovvero un San Girolamo, il San Rocco che intercede presso la Vergine e un Cristo in croce. Gli si attribuisce un solo paesaggio e nessuna natura morta.

Questi lavori risultavano più piccoli, in dimensioni rispetto alle opere storiche, ma più ricchi di espressione. I suoi ritratti, mostrano una grande capacità tecnica e una profonda empatia con il personaggio, tanto che molti critici moderni li considerano i suoi lavori migliori. Anche se negli ultimi anni passati in esilio, ritornò a soggetti mitologici traendo ispirazione dal passato greco e latino, dipingendo con uno stile teatrale.

Federica.

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