ALMANACCO: 23 Dicembre muore la collezionista d’arte Peggy Guggenheim

Collezionista d’arte e mecenate statunitense, Peggy Guggenheim morì il 23 Dicembre del 1979. Divenne celebre per essersi dedicata completamente all’arte e alla sua collezione di opere risalenti a gran parte del XX secolo. Si legò quindi a molti artisti importantissimi del periodo, dando vita successivamente ad un vero e proprio museo, oggi sito in un palazzo galleggiante di Venezia, il Palazzo Venier dei Leoni.

Nacque nel 1898 a New York, in una famiglia ricca e influente, di banchieri, da parte materna, ed estrattori di metalli preziosi, da parte del padre. Peggy però fin da subito si mostrò disinteressata ad accumulare ricchezze e minerali, preferiva infatti l’arte e gli ambienti delle Avanguardie artistiche.

Il suo mondo nell’arte

A soli 14 anni, con la morte del padre avvenuta a causa dell’affondamento del Titanic, ereditò circa 2,5 milioni di dollari statunitensi. Con tale somma, Peggy decise di intraprendere un viaggio alla scoperta del mondo, dalle Cascate del Niagara alla frontiera messicana, fino ad arrivare all’Europa. Fu proprio in giro per il mondo, e frequentando circoli e salotti, che conobbe Laurence Vail, un pittore squattrinato del movimento dadaista, che la avvia al mondo dell’avanguardia, e lo sposò subito dopo.

Grazie al marito, a Parigi iniziò a frequentare i salotti bohémien e strinse amicizie con i primi artisti dell’avanguardia europea, molti di coloro che avrebbero scritto la storia dell’arte del Novecento. Tra questi ci fu Marcel Duchamp, Constantin Brancusi, Romaine Brooks, Man Ray, e strinse amicizia, inoltre, con la scrittrice Djuna Barnes, di cui diventa protettrice durante la fase di scrittura del libro “Nightwood“.

La prima galleria

In seguito al divorzio dal marito, avvenuto nel 1928, Peggy inizia a vagare per il continente europeo insieme ai figli, facendo spesso tappa a Londra e Parigi. Fu proprio nella capitale inglese che nel 1938 inaugurò, insieme a Jean Cocteau, la Galleria Guggenheim Jeune, che avrebbe ospitato la prima di una lunga serie di collezioni che la renderanno negli anni, la più importante sostenitrice dell’avanguardia europea. Tra i vari artisti che esporranno nella galleria, ricordiamo Kandinskij, Picasso, Ernst, Braque, Moore, Boccioni, Brancusi, Duchamp, Arp, Dalì, Mondrian.

Appassionatasi all’arte, Peggy decise, esattamente un anno dopo, di trasformare la sua collezione londinese in un vero e proprio museo. Incurante della Seconda Guerra Mondiale inoltre, decise di acquistare un grande numero di opere d’arte, tra cui spiccano i nomi di artisti che di lì a pochi anni faranno la storia dell’arte del XX secolo. Era infatti intenzionata a comprare un grande quadro al giorno. Ma con l’avanzata dell’esercito tedesco verso Parigi, nel 1941 la collezionista decise di lasciare la città e tornare a New York, la sua città natale.

Il successo

Tornata a New York, inaugurò nel 1942 la galleria d’arte Art of This Century, progettata dall’architetto Frederick Kiesler attraverso spazi espositivi innovativi, che la resero subito una delle sedi espositive di arte contemporanea più stimolanti di tutta la città. Peggy espose qui la propria collezione di arte cubista, astratta e surrealista, di cui ne pubblicherà successivamente un catalogo curato insieme ad André Breton e Max Ernst. Fu proprio con quest’ultimo, pittore surrealista, che si sposò, anche se vi rimase per soli due anni.

Organizza inoltre mostre dei maggiori artisti europei e di molti giovani artisti all’epoca sconosciuti, tra cui spicca il nome di Jackson Pollock. Fu infatti grazie alla Guggenheim che egli, così come altri artisti, poté entrare in contatto con l’avanguardia europea e, di conseguenza diventare il maggiore esponente dell’Espressionismo astratto, che affonda le radici nel Surrealismo. E così Peggy e la sua collezione svolsero un ruolo chiave nello sviluppo del primo movimento artistico americano di importanza internazionale.

La Collezione di Venezia

Con la fine del conflitto mondiale, Peggy decise di ritornare in Europa, più nello specifico a Venezia, dove la sua collezione venne esposta per la prima volta alla XXIV edizione della Biennale d’arte nel 1948. Non solo è la prima volta che in Europa si ha occasione di vedere le opere di artisti come Pollock e Rothko, ma la collezione racchiude opere cubiste, astratte e surrealiste, tanto che l’intero padiglione diventa l’esposizione più completa e coerente del modernismo mai presentata fino ad allora in Italia.

Fu grazie a questa grande fama che ottenne in Italia, che decise di acquistare nello stesso anno il Palazzo Venier dei Leoni, un edificio settecentesco incompiuto lungo il Canal Grande, dove si trasferì. Qui spostò definitivamente anche la sua collezione che dal 1949 venne aperta al pubblico come Collezione Peggy Guggenheim. Essa divenne uno dei più importanti musei italiani sull’arte europea e americana della prima metà del XX secolo, abbracciando opere che vanno dal Cubismo, al Surrealismo e all’Espressionismo.

Ultimi anni

La collezionista visse a Venezia nel Palazzo Venier dei Leoni fino al 1979, anno in cui si spense all’età di 81 anni. Le sue ceneri sono oggi conservate nel giardino del palazzo veneziano. Prima di morire però Peggy Guggenheim decise di donare sia il palazzo che l’intera collezione di opere d’arte alla Fondazione Solomon Guggenheim, creata dallo zio Solomon a New York nel 1937. Della Fondazione fanno parte anche il celebre Solomon R. Guggenheim Museum di New York e il Guggenheim Museum Bilbao.

Federica.

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