ALMANACCO: 21 Dicembre muore il pittore Francesco Hayez

Iconico pittore italiano, Francesco Hayez morì il 21 dicembre del 1882. Conosciuto come il massimo esponente in Italia della pittura romantica, grazie alle sue ricostruzioni storiche veritiere e agli accenti sentimentali romantici. Fu inoltre legato agli ideali del Risorgimento, come il concetto di patriottismo e libertà, tanto che divenne il pittore simbolo dell’Unità d’Italia. Tra le sue opere più simboliche e patriottiche, c’è l’iconico Bacio, dipinto in tre versioni.

Hayez nasce nel 1791 a Venezia, in una famiglia particolarmente povera. Proprio in conseguenza delle notevoli difficoltà economiche, il piccolo Francesco venne lasciato in affidamento a uno zio benestante, Giovanni Binasco, mercante d’arte genovese e proprietario di una galleria di quadri. Fu proprio in questo ambiente che Hayez riscopre il suo talento artistico, tanto che venne spinto dallo zio a lavorare inizialmente come restauratore per le proprie attività commerciali.

L’esordio aristico

Hayez però non seguirà la carriera da restauratore, ma vista la sua passione per il mondo dell’arte, decise di entrare nel 1798, nello studio di Francesco Maggiotto, dove ricevette una formazione classica basata su letture storiche e mitologiche. Dal 1803 invece inizia a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Venezia, seguendo lezioni di pittura, corsi di nudo e studi dell’arte. All’età di 18 anni vinse un concorso indetto dall’Accademia, ricevendo una borsa di studio che gli consentì di passare alcuni anni a Roma.

Fu così che nell’anno successivo, si trasferì nella capitale dello Stato Pontificio, entrando in contatto con le opere dei grandi maestri romani. Fu proprio qui che conobbe il celebre scultore Antonio Canova, che divenne per il giovane Hayez una guida e un protettore. Le sculture di quest’ultimo esercitarono una suggestione notevole, al punto che molti suoi soggetti e situazioni saranno riferiti direttamente alle composizioni canoviane. Inoltre fu proprio grazie alla sua influenza che riuscì a mettersi in mostra, collezionando premi e riconoscimenti.

I viaggi e le prime opere

Hayez decide quindi di stabilirsi definitivamente a Roma, realizzando molte fra le opere più famose, tra cui l’opera Rinaldo e Armida, che venne spedito come prova conclusiva del suo alunnato all’Accademia di Venezia. Costretto ad abbandonare Roma, dopo un’aggressione di cui rimane vittima, decise di spostarsi a Napoli, dove dipinse Ulisse alla corte di Alcinoo, su incarico di Gioacchino Murat, e spedito al re Ferdinando I di Borbone. Questo periodo fu caratterizzato però da diversi spostamenti per l’artista, tanto che tornerà per un periodo a Venezia, poi a Milano.

E’ proprio a Milano che nel 1820, che presenta nell’Accademia di Brera l’opera Pietro Rossi prigioniero degli Scaligeri, un’opera ritenuta il manifesto del romanticismo storico tipico dell’artista. Grazie a quest’opera otterrà molta fortuna, tanto che lo farà entrare in contatto con personalità importanti, come Alessandro Manzoni, di cui diventerà buon amico, ma anche Tommaso Grossi ed Ermes Visconti, alfieri del romanticismo e ferventi patrioti. Nel 1822 ottenne inizialmente una cattedra di supplenza all’Accademia di Brera a Milano, per poi stabilirsi definitivamente come professore di pittura, carica che manterrà fino al 1850.

Stile

Grazie alle influenze delle personalità lombarde, estremamente romantiche e patriottiche, Hayez prese a cuore questi ideali, mettendosi al lavoro per realizzare alcune delle sue opere più celebri. E’ con queste opere che divenne il caposcuola del romanticismo pittorico italiano, i cui interessi, a dispetto delle soluzioni formali ancora neoclassiche, ruotano intorno ai nuovi temi storici di valore civico-politico. L’uso di personaggi mitologici e di scene ambientate in un passato lontano è una tecnica a cui ricorre spesso per rappresentare e diffondere gli ideali del Risorgimento, evitando la censura dell’oppressore “austriaco”.

Hayez propone un’arte a volte fredda e artificiosa, al punto che molti hanno considerato il suo romanticismo formale, più che sostanziale. Molte delle sue opere sono prive di data o di firma: pertanto, la loro elencazione è tutt’altro che semplice. Oltre che per i dipinti con soggetti epici e mitologici, Francesco Hayez fu celebre per aver ritratto gli uomini più famosi del suo tempo, come testimoniano quello di Alessandro Manzoni, Rossini, Rosmini, Massimo D’Azeglio, Ugo Foscolo e di Camillo Benso conte di Cavour.

Federica.

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