ALMANACCO: 16 Dicembre nasce il pittore Vasilij Kandinskij 

Iconico pittore russo, poi naturalizzato francese, Vasilij Kandinskij nacque il 16 Dicembre del 1866. Considerato uno dei fondatori della pura astrazione pittorica all’inizio del XX secolo, il quale con la sua opera “Lo spirituale nell’arte” cambiò la storia. E’ grazie al suo concetto astratto che l’arte non fu solo tecnica e ragionamento, ma anche scrigno immortale delle emozioni e delle sensazioni dell’artista.

Nato a Mosca nel 1866, da una agiata famiglia borghese della città. Fin da bambino venne avviato dai genitori agli studi di legge, continuando anche all’Università. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza, gli viene anche offerta una cattedra per insegnare che egli però rifiutò per dedicarsi alla pittura. Questa passione per il disegno iniziò da bambino, dopo un viaggio a Venezia, anche se non prenderà in considerazione fino ai 27 anni.

L’esordio artistico

Kandinskij intraprese lo studio dell’arte solamente all’età di 30 anni, decidendo dopo ad aver preso la Laurea in Legge, di trasferirsi a Monaco di Baviera per studiare disegno e pittura. Venne accettato in una prestigiosa scuola privata di pittura, passando poi all’Accademia delle Arti di Monaco. Qui, durante una mostra degli Impressionisti francesi, venne in contatto con le opere del pittore impressionista Monet, che divennero per lui una vera e propria ossessione. Sarà un dipinto di Monet in particolare, a modificare per sempre il suo approccio al mondo dell’arte.

Questo quadro rappresentava dei covoni di grano, che apparivano all’occhio dell’osservatore come macchie gialle informi, brutte alla vista ma capaci però di trasmettere una forte emozione. Fu grazie a quest’opera che iniziò ad esplorare i concetti creativi del colore sulla tela, formando successivamente teorie derivate da uno studio spirituale devoto e informato da un intenso rapporto tra musica e colore. Queste teorie si unirono attraverso il primo decennio del XX secolo, conducendolo verso il suo status definitivo di padre dell’arte astratta.

La concezione astratta

Le sue prime opere infatti, rivelano combinazioni cromatiche piuttosto specifiche, infuse dalla percezione che ogni colore vive della sua vita misteriosa. Il colore divenne più un’espressione di emozione che una descrizione fedele della natura o del soggetto. Queste sue teorie confluirono con quello che era l’ambiente artistico che in quegli anni aveva fatto nascere la Secessione di Monaco, e successivamente il fenomeno dell’espressionismo. Kandinskij partecipa attivamente a questo clima avanguardistico.

Nel 1909 fonda un’associazione di artisti, chiamata “l’Associazione degli artisti di Monaco”, grazie alla quale, la sua fase artistica, venne sempre più influenzata dall’espressionismo. Ed è partendo da questo, che negli anni successivi al 1910, avvenne la sua svolta verso una pittura totalmente astratta. Iniziò così il periodo più intenso e produttivo della sua vita artistica, pubblicando anche un testo fondamentale per capire la sua concezione artistica. L’opera intitolata Lo spirituale nell’arte, teorizza come la combinazione tra forme e colori sia alla base dell’opera d’arte, e strettamente connessa con lo spirituale.

Il rapporto tra arte e musica

Il linguaggio visivo di Kandinskij, apparentemente incomprensibile, segue invece delle regole ben precise. L’artista dà a ciascun colore un significato preciso, legato ad emozioni, gusti ed emozioni. Il giallo ad esempio è dotato di una forza centrifuga, di un’energia vitale e che può essere paragonata al suono di una tromba. L’azzurro invece, freddo e dotato di forza centripeta, è più simile al suono di un flauto. Il giallo è inoltre legato al triangolo, mentre il rosso è legato alla forma quadrata.

Non a caso Kandinskij evidenzia il nesso strettissimo che intercorre tra le sue opere d’arte e la musica, dando ai suoi dipinti anche nomi come Compozione, Intermezzo, Improvvisazione, ecc. Kandinskij credeva infatti che ogni volta l’ espressione artistica avesse il proprio marchio indelebile e che le sue vivaci interpretazioni del colore avvenivano attraverso sensibilità musicali e spirituali. Teorie che certamente alterarono il paesaggio artistico all’ inizio del XX secolo, precipitando l’ età moderna.

Kandinskij in Germania

Nel 1911, basandosi su quanto teorizzato, Kandinskij dà vita al gruppo avanguardista Der Blaue Reiter, tradotto in italiano “Il cavaliere azzurro”, titolo ripreso da una sua stessa opera. Il gruppo, creato con il collega Franz Marc, riunisce i principali esponenti dell’espressionismo tedesco con l’obiettivo di rinnovare l’arte in modo antinaturalistico. Ma quando esplose la Prima Guerra Mondiale, questo gruppo si interruppe, e Kandinskij fu costretto a trasferirsi nuovamente in Russia.

Ritornato però in Germania, lavorò come come insegnante di decorazione murale al Bauhaus, l’innovativa scuola di architettura, arte e design tedesca. Fu proprio nella scuola che il suo occhio artistico fu fortemente influenzato dal movimento costruttivista, basato su linee dure, punti e geometrie. Con la salita al potere di Hitler, però la scuola del Bauhaus, venne fatta chiudere, segnando la fine del rapporto tra Kandinskij e la Germania. L’artista fu quindi costretto a fuggire a Parigi, mentre le sue opere furono bollate come “arte degenerata” ed eliminate dai musei.

Ultimi anni

Kandinsky fuggì nei Pirenei, dove visse una vita piuttosto isolata, depresso che i suoi dipinti non vendevano. Qui rimase fino alla morte avvenuta nel 1944.

Federica.

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