ALMANACCO: 15 Dicembre muore il pittore Jan Vermeer

Famoso pittore olandese, Johannes van der Meer, meglio noto anche come Jan Vermeer, morì il 15 Dicembre del 1675. Esponente di spicco del secolo d’oro olandese, fu un’artista meticoloso che realizzava la maggior parte delle sue opere in ambienti chiusi e negli interni delle case olandesi. I suoi dipinti sembrano anticipare di secoli la fotografia, probabilmente per l’uso della “camera ottica”, per definire i profili della stanza in cui inseriva il personaggio da ritrarre. 

Della vita di Vermeer non si sa molto, e soprattutto della sua data di nascita, in quanto le fonti parlano soltanto della data del battesimo il 31 ottobre 1632. La sua passione per l’arte deriva dal padre, tessitore di seta che si sarebbe occupato anche di commercio di opere d’arte. Alla morte del padre infatti, questa attività passò nelle mani del giovane Jan, entrando nel giro degli artisti più importanti del periodo.

Gli esordi artistici

Oltre ad essere commerciante d’arte, Vermeer decise di iniziare la sua formazione artista nel 1647, cominciando il suo apprendistato presso la bottega del pittore olandese Carel Fabritius. Fu proprio quest’ultimo che lo influenza, anticipando quella che sarà la sua futura tecnica. Divenuto quindi famoso in quel tempo, sia per la sua arte sia per commerciarla, venne ammesso come membro dell’associazione di pittori chiamata Gilda di San Luca.  

Dai registri di questa associazione si sa che l’artista, in quel momento non era in grado di pagare la quota di ammissione, il che sembrerebbe indicare difficoltà finanziarie. Situazione che però migliorò, quando Pieter van Ruijven, uno dei più ricchi cittadini, divenne il suo mecenate e acquistò numerosi suoi dipinti. Grazie a questa forte influenza alle sue spalle, dopo qualche anno Vermeer venne eletto capo della Gilda e confermato anche negli anni successivi, segno che era considerato un rispettabile cittadino.

La crisi e la morte

Tuttavia, nel 1672 ci fu una pesante crisi finanziaria, provocata dall’invasione francese della Repubblica delle Sette Province Unite nei Paesi Bassi. Dopo questo evento ci fu un crollo delle richieste di beni di lusso, tra cui anche i dipinti e le opere d’arte, tanto che gli affari di Vermeer come artista e mercante ne risentirono, costringendolo a chiedere dei prestiti. Ad aggravare la sua situazione ci fu la morte del suo estimatore e mecenate Van Ruijven.

Si dice che fu proprio per questo motivo che Vermeer morì, a causa dello stress dovuto ai problemi economici. Infatti alla sua morte avvenuta nel 1675, all’età di 43 anni, Vermeer lasciò alla moglie e ai figli poco denaro e numerosi debiti. Tanto che nell’anno seguente, la moglie fu costretta a dichiarare bancarotta.

L’uso della camera ottica

Le opere di Vermeer hanno colori caldi ispirati ai dipinti della scuola di Rembrandt, mentre la composizione ed i soggetti sono più contemporanei. La sua attenzione però si concentra sulla descrizione dello spazio interno, delle case olandesi, della luce e del colore, e non sui paesaggi esterni e sulle vedute. I suoi dipinti sembrano anticipare di secoli la fotografia, in quanto probabilmente usava la “camera ottica”, per definire i profili della stanza in cui inseriva il personaggio da ritrarre.

Questo strumento permetteva l’ottima definizione dei profili, la posizione degli oggetti e l’effetto del fuori fuoco con oggetti a fuoco e altri no. Forse per questo i suoi dipinti furono considerati delle descrizioni della realtà. Inoltre quest’utilizzo permette al Maestro di non utilizzare disegni preparatori. Non ci sono disegni attribuibili con certezza all’artista e i suoi quadri presentano pochi indizi dei suoi metodi preparatori.

La tecnica del pointillè

L’estrema qualità e vividezza dei colori nei dipinti di Vermeer è dovuta anche alla grande cura posta dall’artista nella preparazione dei colori a olio e nell’uso di pigmenti in purezza, tra cui il blu oltremare ottenuto dai lapislazzuli. I drappeggi quasi toccabili, l’uso del blu e del giallo sono elementi riscontrabili in opere come La lattaia, La ragazza con l’orecchino di perla, Il Concerto a Tre, Astronomo e La merlettaia, personaggi, soprattutto donne, riprese nella loro semplice quotidianità.

Realizza corpi e visi ritratti, che fanno percepire l’equilibrio tra cromatismo e luce. Questo perchè provenendo dal campo dei materiali e tessuti, fa proprio l’uso e il trattamento della luce con l’utilizzo del colore puntinato, dando vita a colori trasparenti che donano rilievo agli oggetti. La sua tecnica pittorica infatti risulta ancora vivida e realistica, grazie anche all’uso della tecnica del pointillé che l’artista ottiene applicando sulle tele il colore a punti piccoli e ravvicinati.

Federica.

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