ALMANACCO: 11 Dicembre muore il pittore Pinturicchio

Famoso pittore italiano, Bernardino di Betto Betti, meglio noto come Pinturicchio morì l’11 Dicembre del 1513. Fu un artista completo, capace di padroneggiare sia l’arte della pittura su tavola, che l’affresco e la miniatura, lavorando per alcune delle più importanti personalità del suo tempo. Fu uno dei grandi maestri della scuola umbra del secondo Quattrocento, insieme a Perugino e Raffaello.

Nato a Perugia nel 1454 circa, ottenne il famosissimo soprannome di “piccolo pintore”, a causa della sua corporatura minuta, e che egli stesso fece proprio usandolo per firmare alcune opere. Fin da subito appassionato all’arte della pittura, iniziò il suo percorso formativo iscrivendosi all’Arte dei Pittori nel 1481, e studiando nell’ambiente di Bartolomeo Caporali e Benedetto Bonfigli. Gli esordi di Pinturicchio vengono ricondotti all’oratorio di San Bernardino, dove decorò la nicchia con otto tavolette con le Storie di san Bernardino.

L’esperienza romana

Negli anni della sua formazione lasciò Perugia per andare a Roma, dove ottenne i primi incarichi importanti. Gli venne affidata infatti, la realizzazione di alcuni affreschi della cappella Sistina con le scene con il Viaggio di Mosè e il Battesimo di Cristo. Purtroppo la distruzione degli affreschi ha reso molto difficile l’individuazione del suo lavoro, anche se molti degli schemi usati nella Sistina sono stati ripresi in opere successive dal Pinturicchio. Nel cantiere della Sistina, entrò inoltre in contatto con la pittura del Ghirlandaio e del Botticelli che contribuì alla formazione del suo stile personale.

Sempre a Roma, esegue nella cappella Bufalini in Santa Maria in Aracoeli, un ciclo di affreschi con riprodotte anche in questo caso le Storie di S. Bernardino, prima grande opera dell’artista. Gli affreschi si svolgono su tre pareti e raccontano la vita e i miracoli di San Bernardino da Siena, con schemi che ricordano quelli della Cappella Sistina. A differenza di quest’ultimi però, i lavori della cappella Bufalini risultano più brillanti e meno statici, rispetto alla simmetria e alla composta solennità realizzata precedentemente.

Le committenze papali

Con l’elezione al soglio pontificio di Innocenzo VIII, avvenuta nel 1484, Pinturicchio entrò al suo servizio in Vaticano, realizzando per il papa svariate opere. Ad esempio venne incaricato di dipingere una serie di Vedute di città italiane per il Palazzo Apostolico, organizzate in lunette prospettiche che costituivano una sorta di apertura illusionistica verso i panorami di città italiane viste “a volo d’uccello” secondo la tradizione fiamminga. Abbandonando brevemente il genere sacro, Pinturicchio riprese il genere antico della pittura paesistica del secondo stile pompeiano.

Dopo un lungo e creativo periodo romano, nel 1485 il pittore tornò nella sua città, per realizzare alcune commissioni. Una fra questo è la lunetta con la Madonna, che si trova ancora oggi sopra la porta della sala del Consiglio nel palazzo dei priori di Perugia. Ma la fortuna lo riportò di nuovo o a Roma, incaricato di decorare una sala di palazzo Colonna in piazza Santi Apostoli, residenza del cardinale Giuliano Della Rovere, futuro papa Giulio II. Anche in questo caso usa un effetto antichizzante con citazioni alle statue o rilievi antichi visibili in Roma. Sempre per il cardinale Giuliano, inoltre affresca la Cappella del Presepio e la Cappella Basso Della Rovere.

Appartamenti Borgia

Un altro Papa molto importante nella vita del Pinturicchio è sicuramente papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, per il quale affresca sei stanze del suo appartamento personale. È un progetto davvero enorme e ambizioso, non aveva precedenti nell’Italia rinascimentale, e che inizia nel 1492, terminando nel 1494. Il tema della decorazione è quello sacro, rappresentato con decorazioni preziose e raffinate, con dorature e grottesche che si legano sia al gusto gotico internazionale sia all’ornato di matrice ispano-moresca.

Il programma iconografico fondeva la dottrina cristiana con continui richiami al gusto archeologico di Roma, rappresentando le Sibille, gli Apostoli, i Profeti, le Arti liberali, alcune scene della vita di Cristo, di Maria e dei Santi. Scene inserite in motivi tratti dalla mitologia, volti a celebrare in modo allegorico il committente. Il papa dimostra di essere molto soddisfatto per il lavoro dell’artista e qualche anno più tardi lo richiama per un altro incarico, ovvero decorare il torrione davanti a Castel Sant’Angelo, ciclo totalmente perduto per la distruzione dell’edificio.

Libreria Piccolomini

Durante questo periodo realizzò molte opere tra Roma e l’Umbria, fino a che venne chiamato a Siena da Francesco Piccolomini, eletto Papa Pio III, per la decorazione della Libreria Piccolomini, nel Duomo di Siena, destinata ad accogliere la collezione libraria dello zio papa Pio II. In ricordo della sua memoria, fece realizzare a Pinturicchio le dieci Storie della vita di Pio II, che segnarono una delle più complesse testimonianze della reinvenzione di temi antichi in quegli anni e che viene considerata il suo capolavoro in assoluto.

Questi lavori sono caratterizzati da un potente cromatismo, gusto del particolare e grande attenzione all’aspetto decorativo. Lo stile si avvicina a quello delle miniature, nitido, ricco di colori brillanti intonati con maestria, ricolmo di decorazioni e di applicazioni tridimensionali in pastiglia dorata, su armi, gioielli, finiture, ecc. Tra le finte arcate in prospettiva, si inquadrano le scene fastose della vita del Papa, come la più famosa Enea Piccolomini incoronato Papa. Alla realizzazione di questo ciclo di affreschi, chiamò diversi collaboratori per aiutarlo, uno dei quali fu il giovane Raffaello Sanzio, allievo della bottega del Perugino, già all’epoca molto bravo.

Ultimi anni

L’ultimo importante incarico di Pinturicchio fu ancora a Roma, chiamato da papa Giulio II per affrescare la volta del coro di Santa Maria del Popolo. È proprio qui che dipinse l’Incoronazione di Maria, gli Evangelisti, Sibille, Padri della Chiesa, uno dei suoi ultimi lavori, prima di morire il 7 maggio 1513, debilitato dalla malattia.

Federica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: