mARTEdì: il misterioso affresco dell’Antartide di GIACOMO JAQUERIO

Tra le colline piemontesi, in provincia di Cuneo si trova il castello della Manta, costruito nel XII secolo, inizialmente come fortezza militare. La roccaforte subì un’importante trasformazione nel Quattrocento grazie al colto e illuminato Valerano, signore e reggente del Marchesato di Saluzzo, che la trasformò in una fastosa dimora di famiglia in concomitanza con l’istituzione del feudo della Manta. Arricchì il castello di bellissimi affreschi, patrimonio unico della cultura cavalleresca del tempo.

Fu soprattutto il Salone baronale, chiamato Salone delle Grottesche, ad essere affrescato, caratterizzato da uno splendido soffitto decorato con dipinti e stucchi di chiara impronta manierista, ispirati a quelli delle Logge di Raffaello in Vaticano. Sulle pareti invece, vi sono affreschi che raffigurano il mito dell’eterna giovinezza e nove prodi eroi e nove eroine classiche che, in abiti quattrocenteschi, raffigurano gli ideali cavallereschi delle virtù militari e morali. Forse pochi sanno che il Salone delle Grottesche custodisce anche un segreto.

L’affresco misterioso

Nella sala infatti vi è un affresco sul soffitto che nessun studioso è mai riuscito a decifrare. Dipinto da Giacomo Jaquerio intorno al 1453, quest’opera rappresenta un grande mappamondo sul quale viene disegnata una completa carta geografica. Questo globo terrestre viene decorato con un anello nero che lo circonda e un nastro intrecciato dove appare la scritta “Spiritus intus alit”, ovvero lo spirito soffia interiormente.

Come in tutte le mappe geografiche, con il colore blu sono identificati i mari, mentre in verde si riconosce la terraferma. Tra le terre emerse, oltre la raffigurazione pressoché esatta delle coste sul Pacifico, si nota un particolare incredibile. Infatti oltre alla rappresentazione dell’Europa e dell’America, appare all’estrema propaggine della costa del Sud America, un lembo di una terra verde che sembrerebbe occupare l’esatta posizione di quello che oggi conosciamo come il continente antartico.

L’apparizione dell’Antartide

Ma come può l’Antartide essere dipinta in un affresco del 1500? Questo nuovo continente infatti venne scoperto circa 200 anni dopo, ovvero individuato nel 1700, e ufficialmente scoperto nel 1800. Quindi è un’incognita di come l’artista Jaquerio abbia affrescato una mappa completa del mondo, prima che tale mondo venisse scoperto. Un mistero che ancora oggi non viene spiegato e che va aldilà dei classici fantasmi. Infatti secondo la storia, tutti gli affreschi del castello della Manta furono eseguiti tra il 1418 e i primi anni del 1500.

E, quindi, ufficialmente, Cristoforo Colombo non aveva ancora scoperto il Nuovo Mondo, tanto che il primo mappamondo della storia, costruito da Martin Behaim, era ancora meno preciso e dettagliato di quello dipinto in questo soffitto. Il mappamondo di Manta si inserisce nell’ampio contesto delle mappe e dei planisferi misteriosi, di cui esiste una lunga tradizione e una ben scarsa trattazione. Caratteristica che accomuna tutte le mappe, e che non fa altro che rendere sempre più fitto il mistero, è che l’Antartide è disegnato senza la coltre di ghiaccio che attualmente lo ricopre.

Teorie e spiegazioni

Molte sono le teorie e le ipotesi avanzate a riguardo: alcuni sostengono che l’Antartide fosse nient’altro che la famosa Atlantide, e che queste mappe siano ispirate a carte più antiche andate perse, mentre altri credono che siano opera di una civiltà superiore e aliena. L’ipotesi dell’esistenza di una Terra Australis, cioè di un vasto continente nell’estremo sud con lo scopo di equilibrare le terre del nord (Europa, Asia e Nord Africa), esisteva fin dai tempi di Tolomeo. Fu lui stesso a suggerire l’idea di simmetria di tutte le terre conosciute nel mondo, tanto che vennero realizzate rappresentazioni in merito sulle mappe.

Il CICAP ha dato una spiegazione, ricordando che l’esistenza di un continente al polo sud era teorizzata già dagli antichi greci, e che quella è semplicemente una raffigurazione di questa teoria. Ciò non toglie che gli antichi greci non sostenevano certo che vi fosse una punta che, partendo dall’Antartide, si dirigeva verso il Sud America, cosa che invece avviene sia sul mappamondo del castello che su un qualsiasi mappamondo moderno. Quello che è certo è che finora non si è giunti ad una spiegazione attendibile a riguardo. E che quindi questo mistero ancora non si è rivelato.

Federica.

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