ALMANACCO: 4 Dicembre muore il filosofo Thomas Hobbes

Filosofo e pensatore politico inglese, Thomas Hobbes morì il 4 Dicembre del 1679. Considerato come il maggiore pensatore politico dell’età moderna, ed il primo grande esponente di quella che sarà la scuola del diritto naturale laico. Inoltre fu autore del famoso volume di filosofia politica intitolato Leviatano, in cui propugnò una visione della realtà materialistica in contrasto con la metafisica cartesiana.

Hobbes nacque nel 1588 a Malmesbury, in Inghilterra, anno in cui fu imminente l’arrivo dell’Invincibile Armata spagnola sulle coste inglesi. Infatti la madre partorì per la paura degli spagnoli, evento che Hobbes in futuro ad affermare di essere nato “gemellato con il terrore”, scherzosamente in linea con la sua filosofia.

La formazione

Hobbes ricevette l’istruzione elementare nel 1592 nella chiesa di Westport, per poi passare a corsi privati per lo studio del greco e del latino, sotto la guida di Robert Latimer, giovane diplomato all’Università di Oxford. Dopo aver conseguito gli studi delle Arti, Hobbes si iscrisse all’Università di Cambridge, anche se fu poco attratto dall’insegnamento scolastico. Infatti non portò mai a compimento il suo corso, ma venne comunque raccomandato dal suo maestro elementare per diventare il tutore del figlio di William Cavendish, famoso barone di Hardwick, con il quale rimase in buoni contatti per tutta la vita.

E’ grazie alla famiglia Cavendish, che partì per un grande viaggio d’istruzione in tutta Europa, che lo mise in contatto con l’ambiente culturale e scientifico continentale del primo Seicento. Gli interessi di Hobbes, furono però soprattutto umanistici, tanto che scrisse la traduzione della “Guerra del Peloponneso” di Tucidide, pubblicata nel 1629 e dedicata al secondo conte di Devonshire. Ma la svolta fondamentale nella carriera di Hobbes avvenne nel 1630, quando scopre gli “Elementi di Euclide“, che lo porterà ad approfondire la geometria, sviluppando di conseguenza anche interessi scientifici.

Il successo filosofico

In questo periodo però ci fu un clima politico rigido in Inghilterra, soprattutto a causa di controversie tra il parlamento e la Monarchia. Purtroppo, gli eventi presero una piega sfavorevole proprio al Re, con cui Hobbes si schierò, e per questo fu costretto ad emigrare in Francia, dove rimase fino al 1651. E’ proprio in Francia, che Hobbes compose le sue principali opere filosofiche, come Terze obiezioni alle Meditazioni metafisiche di Descartes, e l’opera Elementa philosophiae, divisa in tre parti, De corporeDe homineDe cive (fisica, antropologia, politica).

Fu grazie a queste opere che si costruì una buona reputazione tra i circoli filosofici, tanto che nel 1645 fu scelto, per giudicare la controversia tra John Pell e Longomontanus sul problema della quadratura del cerchio. Prosegue nel frattempo gli studi di filosofia naturale, esponendo tra il 1642 e il 1643 per la prima volta in forma compiuta i fondamenti della sua filosofi, e contemporaneamente componendo uno studio sull’ottica. Un fama che lo portò ad essere nominato insegnante del Principe di Galles (il futuro Carlo II).

Il Leviatano

Nel 1649, in seguito all’esilio del Re a Parigi, Hobbes inizia la composizione del suo capolavoro filosofico e politico, intitolato Leviatano, ossia La materia, la forma e il potere di uno stato ecclesiastico e civile, che verrà pubblicato a Londra nel 1651. Fu un libro scritto in inglese, per esporre la propria teoria sul governo in relazione alla crisi politica causata dalla guerra. Lo Stato, per lui, era come un grande mostro (Leviatano), con la necessità di soddisfare la sopravvivenza degli uomini, fino alla dissoluzione, che passa dalla guerra civile scatenata dalle umane passioni. La guerra civile, infatti era vista come il diritto dell’individuo di trasgredire la propria lealtà politica, qualora il sovrano non fosse più in grado di difendere la vita dei suoi sudditi.

Ovviamente questo testo suscitò immediatamente le reazioni di molti ambienti politici e culturali, venendo accusato di essere un’apologia della Monarchia appena sconfitta, oppure un’opportunistico cambiamento di rotta verso il nuovo leader politico, Oliver Cromwell. Ma la polemica più aspra fu quella scatenata dall’ambiente episcopale, a causa soprattutto della spregiudicata rilettura eterodossa delle Scrittura, a sostegno della supremazia del potere politico su quello papale.  Queste polemiche portarono anche per la rottura dei rapporti con i realisti esiliati, tanto che Hobbes fu costretto a chiedere protezione al governo rivoluzionario inglese, tornando alla corte della famiglia Cavendish.

Ultimi anni

Dal 1660 ebbe la protezione del suo ex allievo della famiglia dei Cavendish, quando questi venne incoronato. Anche se nel 1666 il re approvò una legge che includeva il Leviatano tra i libri da esaminare perché sospetti di ateismo. Ciò costrinse Hobbes a bruciare molti suoi scritti e a posticipare la pubblicazione di tre opere, ovvero Behemoth, il Dialogo tra un filosofo e uno studioso del diritto comune d’Inghilterra e una Historia Ecclesiastica in versi. Fu così che negli ultimi anni di vita, Hobbes torna agli interessi classici coltivati in gioventù, componendo un’autobiografia in versi latini e traducendo in inglese sia l’Illiade che l’Odissea di Omero. Muore a Hardwick il 4 dicembre 1679.

Federica.


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