ALMANACCO: 3 Dicembre muore il pittore Pierre-Auguste Renoir

Pittore francese di elevato successo, Pierre-Auguste Renoir morì il 3 Dicembre del 1919. Considerato uno tra i massimi esponenti dell’Impressionismo, divenne soprattutto per dare vita ad opere piene di energia, gioia di vivere e spensieratezza, in cui traspare tutto l’ottimismo della vita bohemien.

Nato a febbraio del 1841 a Limoges, nella regione francese dell’Alta Vienne, da due sarti, esperti di tessile. La famiglia si trasferì a Parigi, stabilendosi in una casetta a poca distanza dal museo del Louvre, cosa che condizionò molto la giovinezza di Renoir. Infatti, fin da bambino mostrò un talento e una passione per l’arte fuori dal comune, tanto che il padre, lo spinse ad esercitare il suo talento verso la decorazione delle porcellane.

Gli esordi

Fu così che seguì l’apprendistato preso la ditta di porcellane decorate Lèvy Frères, dove familiarizza con i pennelli ed i colori, decorando piatti e tazzine. La sua formazione artistica è comunque di carattere autodidatta, fatta di nottate intente a studiar Rubens e il Settecento francese, i due capisaldi su cui si forma il suo gusto giovanile. All’età di ventuno anni entrò inoltre nell’Ecole des Beaux-Arts, dove seguì i corsi diventando amico di Alfred Sisley, Frédéric Bazille e Claude Monet.

Quest’incontro fu fondamentale per la vita del giovane Renoir e per i destini dell’arte europea. Il gruppo di giovani artisti infatti decisero di abbandonare la pittura tradizionale per realizzare opere anticonformiste, non più realizzate all’interno di studi di pittura. Amavano infatti, andare a dipingere all’aperto (en plein air), così catturare l’essenza delle luce e dei colori, dando vita ad opere sensazionali. Fu proprio questo gruppo che costituirà il nucleo fondamentale del famoso movimento impressionista.

Le opere impressioniste

E’ dunque Renoir, insieme agli amici, a dare il via alla rivoluzione del gusto. I suoi dipinti furono caratterizzati da scintillanti effetti di colore e dalla luminosità della pelle di giovani donne all’aperto. Fu proprio l’energia di questi corpi giovani e dalle forme generose, ad essere uno dei segni distintivi delle sue opere, in cui la fisicità del corpo diventa un inno alla gioia di vivere e alla spensieratezza. Di questa idea sono le opere: La colazione dei canottieri, Le Moulin de la Galette, Madame Georges Charpentier, Esmeralda che danza.

Per Renoir la ricerca del bello non è una limitazione dei soggetti, per lui tutto ciò che esiste e vive, è bello e tutto ciò che è bello, merita di essere dipinto, perchè la pittura deve esprime la gioia di vivere, esaltare la felicità della vita. Molti altri giovani pittori seguirono l’esempio di Renoir dando il via alla nuova corrente artistica dell’Impressionismo, che suscitò molto scandalo nel 1874, quando molti dei quadri rifiutati dai Salon Ufficiali, vennero esposti in una mostra indipendente chiamata “Societè anonyme des artistes, peintres, sculpteurs, graveurs”.

L’allontanamento dagli impressionisti

I quadri di Renoir vennero definiti d’avanguardia, e per questo furono spesso rifiutati dalla giuria accademica del tradizionale “Salon”. Deluso dall’esito fallimentare delle mostre, e segnato dalle ristrettezze economiche, decise di ripiegare verso ritratti su commissione, per guadagnarsi da vivere. Una scelta obbligata, che portò alla realizzazione di celebri opere d’arte come il Ritratto di Bazille, dipinto nel 1867. Questo cambiamento artistico, ebbe però un apice tra il 1881 e il 1882, in seguito ad un viaggio in Algeria e in Italia, dove rimase colpito dalla pittura rinascimentale.

Lo studio degli antichi maestri italiani, avrà su di lui un’influenza retrospettiva fortissima, tanto da determinerà il suo progressivo allontanamento dallo stile degli impressionisti. Si iniziò a manifestare l’esigenza di studiare le forme, tanto da renderle modellate, quasi scultoree. L’evoluzione di Renoir però non si ridusse all’imitazione di questi modelli, ma ne plasmò le leggi tramite il suo istinto creativo e rigeneratore. Si concentrò così sulla qualità del disegno, sui dettagli e sui contorni, a discapito di quella magia che caratterizzava da sempre le sue tele. I suoi toni infatti diventarono seri e la luce fredda.

Successo e ultimi anni

Dopo l’ultima esposizione, Renoir lasciò Parigi per recarsi in campagna dove dipinge in compagnia di Cézanne. Qui, non vivendo più di ristrettezze economiche, potè finalmente liberare il suo istinto creativo, ritornando a guardare alla vita borghese parigina, abolendo i contorni delle forme, i chiaroscuri e approfondendo gli effetti della luce. Le sue tele ritornarono ad essere magiche e splendide, con colori vivaci e luminosi. Fu in questo periodo che espose le sue opere nei mercati artistici più prestigiosi, come a Parigi, Londra, Bruxelles, Vienna e New York, ottenendo un grande successo.

Questo successo però durò pochi anni, in quanto dal 1898 comincia ad avvertire i primi sintomi di una grave malattia reumatica che lo tormenterà fino alla morte. Nell’ultimo periodo infatti, decise di dedicarsi alla scultura, in quanto l’artrite che gli blocca le articolazioni, va peggiorando. Il Maestro si spense il 3 dicembre 1919 per complicazioni polmonari, dopo aver terminato, con il pennello legato alle mani, la sua ultima opera, Le bagnanti.

Federica.

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