ALMANACCO: 30 Novembre nasce l’architetto Andrea Palladio

Architetto, teorico dell’architettura e scenografo italiano del Rinascimento, Andrea di Pietro della Gondola, anche noto come Andrea Palladio, nacque il 30 Novembre del 1508. E’ considerato uno fra gli architetti più importanti dell’Occidente, lavorando soprattutto nella Repubblica Veneta, progettando numerose ville, chiese e palazzi. Nel suo trattato I quattro libri dell’architettura, descrive il suo stile inimitabile che sarà chiamato poi “palladianesimo”, che richiama all’antichità classica.

Andrea nacque nel 1508 a Padova, nella Repubblica di Venezia, da una famiglia di umili origini. Fu all’età di 13 anni che cominciò l’apprendistato, presso il famoso scalpellino Bartolomeo Cavazza, con cui rimase solo per diciotto mesi, a causa del trasferimento con la famiglia a Vicenza. Fu in questa nuova città che si iscrisse nella corporazione dei muratori, iniziando a lavorare presso lo scultore Girolamo Pittoni e nella bottega del costruttore Giovanni di Giacomo da Porlezza.

Esordi e opere più importanti

La svolta fondamentale per la sua carriera avvenne nel 1535, grazie all’incontro con il conte vicentino Giangiorgio Trissino dal Vello d’Oro, che avrà grande importanza per la sua attività. Come poeta ed umanista, prese Andrea sotto la sua protezione, conferendogli anche l’aulico soprannome di Palladio, derivato da un poema epico scritto proprio da lui stesso. Lo guiderà inoltre nella sua formazione culturale e verso lo studio della cultura classica, conducendolo più volte a Roma, per studiare le antichità.

Fu in questi anni che Palladio realizzò le sue prime opere significative, fra cui la villa di Gerolamo Godi a Vicenza, oppure la villa suburbana di Cricoli di Trissino. Dopo avere lavorato al portale della Domus Comestabilis a Vicenza, si occupa del monumento al vescovo di Vaison Girolamo Schio nella cattedrale cittadina. Due anni più tardi avvia l’edificazione, ancora a Lonedo di Lugo di Vicenza, di Villa Piovene, mentre nel 1540 collabora alla realizzazione di Palazzo Civena. Nello stesso periodo Andrea Palladio è impegnato anche con Villa Gazzotti, a Bertesina, e con Villa Valmarana, a Vigardolo di Monticello Conte Otto.

Lo stile

La formazione culturale di Andrea Palladio, come già detto, avvenne sotto la guida e tutela dell’umanista Gian Giorgio Trissino dal Vello d’Oro, che lo guidò verso lo studio di grandi artisti classici come Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio. Fu infatti per Giangiorgio che realizzò la sua villa alle porte di Vicenza nel 1482, disegnando una facciata ispirata alle soluzioni di Raffaello per Villa Madama.

Essa presentava una loggia a doppie arcate posta tra due torrette una delle quali preesistente. La torre a lato di un corpo composto da un portico con loggia al piano superiore è uno schema che ritroviamo tipico dell’architettura vicentina quattrocentesca. L’adesione a questo stile però venne interrotta da Palladio, in adesione allo spirito umanistico e neoplatonico, inserendo spazi interni proporzionali e simmetrici. Il tratto significativo di Palladio infatti fu quello di introdurre nelle sue architetture lo schema ricorrente del sistema di proporzioni interrelate 1:1; 2:3; 1:2.

I quattro libri dell’architettura

Grazie all’influenze delle molteplici committenze, Palladio iniziò a lavorare a Venezia, soprattutto nell’architettura religiosa. Fu proprio qui che pubblicò I quattro libri dell’architettura, un trattato a cui aveva lavorato fin da giovane e in cui è illustrata la maggior parte delle sue opere. Fu il più importante tra i numerosi testi di Palladio, attraverso il quale si diede origine ad un movimento chiamato il palladianesimo, che richiama ai principi classico-romani. Questo trattato infatti definì i canoni classici degli ordini architettonici, anticipando quella che sarà successivamente l’architettura neoclassica.

I disegni, gli aspetti stilistici e le proporzioni formali contenute in questo trattato influenzarono in modo determinante tutta la produzione architettonica successiva, dall’Illuminismo all’Ottocento, fino alla nascita del Movimento Moderno nel Novecento. Palladio in questo trattato sviluppa la teoria delle proporzioni architettoniche, già anticipata nel trattato De architectura di Vitruvio, definendo che le dimensioni di un edificio, dei suoi elementi costruttivi e dei suoi elementi stilistici potevano essere ricavati in proporzione dalle tavole di tale trattato. Queste proporzioni fanno riferimento al cosiddetto modulo, ovvero il diametro della colonna di un edificio preso come unità di misura.

Ultimi anni

Dopo essersi impegnato nella progettazione della Chiesa di Santa Maria Nova a Vicenza, Palladio si dedicò ai disegni per il Teatro Olimpico di Vicenza. Fu una costruzione maestosa, che rappresenta l’ultima opera dell’artista e che prende spunto dai motivi del teatro classico romano. Una grandiosa architettura con prospettive profonde che, insieme ai portali, esaltano un concetto di dinamismo spaziale molto moderno, e sono un lascito prezioso del maestro. Fu infatti nel 1580, che Palladio morì all’età di 72 anni, lasciando incompiute buona parte delle sue architetture, terminate poi da altri artisti sulla base dei suoi disegni pubblicati nei Quattro libri.

Federica.

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