ALMANACCO: 29 Novembre muore lo scrittore Émile Zola

Scrittore, giornalista, saggista, critico letterario, filosofo e fotografo francese, Émile Zola morì il 29 Novembre del 1902. Considerato un grande esponente del naturalismo e uno dei romanzieri più pubblicati e tradotti in tutto il mondo, tanto che i suoi versi ottennero adattamenti anche per il cinema e la televisione. In una ricerca della verità che prende a modello i metodi scientifici, accumula osservazioni e documentazioni dirette su ogni argomento, con un attento senso del dettaglio e della metafora.

Zola nacque a Parigi nel 1840, anche se si trasferì da piccolissimo a Aix-en-Provence, a causa del lavoro del padre, ingegnere italiano addetto alla costruzione di ponti sui canali. Nella piccola città ebbe modo di iniziare i primi studi e di stringere amicizia con Cèzanne, grande artista futuro che a quel tempo fu suo compagno di banco. Questo periodo felice di studi però ebbe breve durata, a causa della morte del padre, avvenuta nel 1847, che lo toccò profondamente.

Studi umanistici

Fu infatti a causa di questo evento che decise di seguire la madre a Parigi, ed iscriversi al prestigioso Lycée Saint-Louis, dove studia il latino e si applica con discreto profitto. Zola si mantiene su ottimi livelli solo in francese, unica materia che lo vide premiato a fine anno dal suo professore. Già appassionatosi ai romanzi d’avventura, si dedica massicciamente alla loro lettura, iniziando anche a scrivere piccoli racconti personali. Gli studi a Parigi furono completamente diversi da quelli della campagna, soprattutto per i compagni, molto più brillanti, snob e ricchi di lui.

Fu in questo clima teso, che venne respinto per due volte all’esame di maturità, fallimento che lo indusse ad abbandonare gli studi. Per circa tre anni non riuscì a trovare neanche un impiego, vivendo nella miseria più nera, anche se continuò a scrivere le sue prime poesie e racconti, con protagonista la sua amata ed idealizzata Provenza. Fu grazie ai suoi scritti che trovò un lavoro nella libreria Hachette, dove lavorò per circa 3 anni diventanto capo del servizio pubblicitario. Fu grazie a questo lavoro che si trovò in stretto contatto con il mondo degli scrittori.  

Fra giornalismo e scrittura

In questo mondo, inizia anche l’attività di giornalista, passione che continuò per tutta la vita, anche se parallelamente continuò a fare lo scrittore. Scrisse molti articoli letterari, anche in difesa del pittore impressionista Manet, scrivendo un documento intitolato Mes Haines. Il giornalismo fu una fonte di guadagno, una tribuna per le sue idee e un mezzo per pubblicare i suoi romanzi a puntate. Realizzò anche una rubrica di cronaca letteraria, collaborando con molte riviste come Le Figaro, il Globe, La Cloche, il Sémaphore di Marsiglia, e il Messager de l’Europe.

Contemporaneamente al giornalismo, si dedicò alla scrittura di romanzi. Primo fra tutti. nel 1867, scrisse il romanzo Thérèse Raquin, e successivamente iniziò a concepire un ciclo romanesco, basato sulle vicende di una famiglia francese del Secondo Impero, ovvero i Rougon-Macquart. Il primo volume si chiama “La fortuna dei Rougon” e uscì nel 1870, poi ogni anno veniva pubblicato il seguito della saga, circa 20 romanzi, attraverso i quali raccontò un’intera epoca. Fu però con il settimo libro della serie L’Ammazzatoio che lo scrittore divenne famoso, affermandosi come il maestro del naturalismo, riuscendo a guadagnarsi da vivere scrivendo romanzi.

Romanzi e politica

I lavori a cui si dedica dopo il ciclo dei Rougon-Macquart, seguono la stessa idea del romanzo ciclico. I nuovi romanzi sono legati alle serie delle città (Roma, Lourdes e Parigi) e la serie dei Quattro vangeli, (Fecondità, Lavoro, Verità e Giustizia) dove il protagonista vive un ritorno allo spiritualismo. Zola in tutte le sue opere adotta un metodo di scrittura scientifico, ovvero prima di scrivere si documenta e studia ogni argomento in un modo approfondito. Sotto la sua piuma gli oggetti si animano, ingrassano, gonfiano, diventano elementi fantastici che vivono attraverso le sue metafore.

Ma Zola ebbe anche un grande impegno politico, grazie all’incontro che ebbe con l’affaire Alfred Deyfrus. Egli si schierò dalla parte del capitano Dreyfus accusato all’ora di alto tradimento, ma in realtà vittima di una violenta ondata di antisemitismo. Fu per lui che scrisse molti articoli virulenti, tra cui la famosa lettera intitolata J’accuse, lettera aperta al presidente della Repubblica. La sua lettera sarà la causa del deflagrare di un vero e proprio scandalo, in quanto Zola accusò una serie di capi militari di essere i complici del crimine giudiziario di cui fu vittima il Dreyfus.

Ultimi anni di vita

Fu però anche per questo che a causa della sua presa di posizione, l’ultimo periodo della sua vita è funestato da due processi e alcuni mesi di esilio a Londra, accompagnati da odi e calunnie nei suoi confronti. Émile Zola morì a Parigi il 29 settembre del 1902 a causa delle esalazioni di una stufa, anche se non verrà mai fugato il sospetto che possa essersi trattato di omicidio.

Federica.

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