ALMANACCO: 16 Novembre nasce il matematico Jean Baptiste Le Rond d’Alembert

Matematico, fisico, astronomo, filosofo e enciclopedista francese, Jean Baptiste Le Rond d’Alembert nasce il 16 Novembre del 1717. Tra i più importanti protagonisti dell’Illuminismo, fu famoso per aver dato notevoli contributi in matematica e in fisica. Inoltre lavorò alla realizzazione del progetto per l’iconica Enciclopedia, prendendosi carico delle sezioni di scienze e matematica. Fu anche ricca la sua attività di filosofo e letterato.

D’Alembert nasce nel 1717 a Parigi dall’amore illegittimo tra una marchesa e il generale francese Camus Destouches, che portò all’abbandono del piccolo neonato davanti alla chiesa Saint-Jean-le-Rond di Parigi, che le diede anche il nome. Messo dapprima in orfanotrofio, trovò presto una famiglia di adozione, anche se il generale Destouches che non riconobbe ufficialmente la paternità, vegliò comunque segretamente sulla sua educazione.

Gli esordi scientifici

Grazie all’ingente somma di denaro annuale data dal padre biologico, d’Alembert potè all’inizio frequentare una scuola privata, per poi entrare nel collegio giansenista delle Quattro Nazioni, dove studiò filosofia, diritto, belle arti, poesia, medicina e soprattutto matematica. Proprio per essersi appassionato a quest’ultima materia, nel 1740 mandò una lettera all’Académie des Sciences, con le sue analisi sulla materia. Se da una parte trovò degli errori sul L’analyse démontrée, un libro cardine per lo studio della matematica, dall’altra parte promosse il risultato del suo importante studio effettuato sulla meccanica dei fluidi, attraverso il trattato Mémoire sur le refraction des corps solides.

Grazie all’elaborazione dei suoi lavori, Jean Baptiste, all’età di ventiquattro anni, entrò a far parte dell’Académie des Sciences, nella sezione di Astronomia. Negli anni accademici pubblicò diversi lavori, come Discours préliminaire, realizzato durante la direzione de l’Encyclopedie insieme a Denis Diderot e altri articoli di fisica e di matematica. Oppure elabora Le Traité de dinamique, in cui è spiegato il famoso teorema di D’Alembert, che prese appunto il suo nome, e nel quale espose il risultato delle sue ricerche sulla quantità di movimento.

L’Enciclopedia

Fu assiduo frequentatore di vari salotti parigini, come quelli della marchesa Thérèse Rodet Geoffrin, della marchesa du Deffand e, soprattutto, quello di Mademoiselle de Lespinasse. Fu in quest’utlimo che incontrò Denis Diderot nel 1746, con il quale avviò il progetto dell’Encyclopédie, realizzando insieme 17 volumi. D’Alembert si prese carico delle sezioni di matematica e scienze, oltre a scrivere il Discours préliminaire (discorso preliminare), l’Avvertissement (avvertimento) del terzo volume, e altre diverse voci.

Nel 1751, dopo cinque anni di lavoro da parte di oltre duecento collaboratori, apparve il primo tomo dell’Encyclopédie. Il progetto proseguì finché nel 1757 una serie di problemi dovuti alla censura lo interruppero temporaneamente. Invisa alle autorità, l’Enciclopedia fu attaccata prima dai Gesuiti, contro i quali d’Alembert scrisse Sur la destruction des Jesuites (sulla distruzione dei Gesuiti), poi anche da altri detrattori, e infine dallo stesso papa Clemente VII, che ne revocò il privilegio di stampa. Ad aggravante di questo, nel 1759, ci furono divergenze con Diderot, che portarono d’Alembert ad abbandonare il progetto.

L’attività filosofica

A fianco all’attività scientifica, sviluppò anche una ricca attività di filosofo e di letterato. La sua filosofia si concentrava partendo dalla convinzione che ogni scienza, pur essendo tale, abbia la sua metafisica. Il suo obiettivo era tentare di chiarificare i concetti, per sbarazzarsi delle scorie metafisiche e ridurli al minor numero possibile. Allo stesso modo, per la questione della libertà dal punto di vista filosofico, che essa sia reale o meno, comunque esiste, se ne abbiamo il sentimento. Questo approccio deriva dal Sensismo, dottrina molto in voga in quegli anni, che si basava sul cedere e sottomettendosi ai sensi e al senno.

Il suo era però fu un sensismo moderato, che non arrivava a compromettere il credo nella verità e l’esigenza di ricercarla tramite la ragione, in quanto influenzato fortemente dalla sua vena scientifica. La sua idea era più quella di provare che di dimostrare, tramite l’argomento della verosimiglianza. Su questa filosofia scrisse molte opere come Mélanges de littérature, de philosophie et d’histoireRéflexions sur la poésie et sur l’histoire e Éloges, opera dedicata a numerosi personaggi illustri del tempo. Oltre alla filosofia si dedica anche allo studio della musica, realizzando il celebre testo Ėléments de la musique.

Federica.

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