ALMANACCO: 15 Novembre nasce il pittore Pietro Longhi

Importante pittore italiano del 700, Pietro Longhi, nasce il 15 Novembre del 1701. Nato nella Repubblica marinara di Venezia, divenne famoso in tutto il mondo per essere il pittore del tipico Rococò dell’alta borghesia mercantile veneziana. Le opere del Longhi hanno costanti riferimenti al mondo teatrale, che nascono in parallelo con le opere del commediografo Goldoni, che crea un nuovo tipo di teatro ispirato alla vita reale. Allo stesso modo l’artista, propone nella sua pittura, un’attenta osservazione e la cronaca del costume sociale di un’intera epoca.

Con il vero nome di Pietro Antonio Falca, nasce a Venezia nel 1701. Figlio di un argentiere, iniziò fin da piccolissimo la sua prima formazione, proprio nel laboratorio del padre, mostrando una grande attitudine verso l’arte e la tecnica del disegno. Decise quindi di formarsi nella bottega del pittore Antonio Balestra, con il quale lavora insieme imparando l’arte della pittura. Insieme a lui, partecipa agli affreschi, Caduta dei giganti, che ornano il soffitto e le pareti laterali dello scalone principale di Palazzo Sagredo a Venezia.

Venezia e l’aristocrazia

Su raccomandazione del suo maestro, trascorse un periodo di formazione a Bologna, divenendo discepolo di Giuseppe Maria Crespi. Questa esperienza lo portò a cambiare radicalmente la sua pittura, prima ancorata alle opere sacrali e allegoriche, evidente influsso dello stile Barocco del Balestra. Grazie a Crespi, si avvicina invece alla pittura di genere, approcciando ad una pittura più realistica, incentrata sui ritratti di persone comuni e soggetti umili. Una pittura di genere, quindi, ispirata inizialmente agli esempi olandesi, e poi focalizzata sulla vita di Venezia.

Pietro ritraeva eventi di vita quotidiana dell’aristocrazia veneziana in maniera molto realistica, su tele di piccolo formato che raffiguravano momenti tipici nei salotti, nei palazzi veneziani, o in alcune piazzette di Venezia. I suoi dipinti hanno uno spiccato stile rococò e manifestano sempre un po’ d’ironia su usanze ed etichette del tempo in maniera bonaria, senza nessun accenno di critica sociale e offese. E’ in questa parte della sua produzione che si trovano i maggiori capolavori come Il concertino la prima scena di vita veneziana, e nelle successive Vita della dama, La lezione di danzaIl sartoLa toelettaLa presentazione e La visita alla biblioteca.

Goldoni e la pittura popolare

Questo umorismo ed ironia, fu in linea con le commedie di Goldoni, a quel tempo molto in voga nei teatri veneziani. Nelle sue tele infatti ritroviamo la stessa atmosfera delle commedie goldoniane, con ambientazioni discrete, in contesti privati ed intimi. Goldoni stesso, ne ammirerà le tele dipinte, tanto da dedicargli un sonetto in cui sottolinea che l’opera di Longhi sia in realtà una versione pittorica del suo teatro. Ma il commediografo amava riprodurre anche scene della vita quotidiana, relative alla media borghesia e al popolano, un tipo di teatro popolare che si avvicinava ai gusti del pubblico basso.

Questo aspetto incuriosì moltissimo Longhi, che accanto ad opere sulla vita aristocratica, iniziò a ritrarre anche scene di vita borghese e popolana con altrettanta vivacità, malizia e leggera ironia. Ad esempio nelle sue tele si concentrò prevalentemente nel riprodurre le carriere più comuni, come Il cavadentiL’indovinoLa venditrice di frìtole o il noto Il farmacista, dove Longhi unì l’influsso francese con un’osservazione bonariamente ironica di stampo e di colore veneziano.

Ultimi anni

Dagli anni Settanta però, lo stile longhiano tende ad impoverirsi, muta con tonalità brunastre e colori smorti e spenti, perdendo tra l’altro finezza. Diventa quindi un disegno che appare poco curato, per il quale si ipotizzata una sua consapevole scelta “rembrandtiana” sulla scia del contemporaneo. In realtà, secondo gli studi, questo cambiamento è dovuto alla stanchezza di una maniera che in tanti anni non trova capacità di rinnovamento, quasi uno specchio della stessa Repubblica veneziana. Davanti a questa stanchezza, Pietro Longhi muore a Venezia l’8 maggio del 1785, per “mal di petto”, dopo una breve malattia.

Federica.

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