mARTEdì: Mozart e la massoneria secondo P. ANTONIO LORENZONI

Pietro Antonio Lorenzoni, è stato un pittore austriaco diventato famoso per aver dipinto diversi ritratti del compositore Wolfgang Amadeus Mozart e della sua famiglia. All’epoca questi tipi di dipinti erano usati esattamente come ai giorni d’oggi usiamo le fotografie, e così anche per Mozart che si fece ritrarre da Lorenzoni, in varie fasi della sua vita, da bambino, da ragazzo e poi da adulto.

In particolare l’opera Mozart Bambino, sembrerebbe nascondere un segreto, che poi sarà rivelato da numerosi indizi nel corso della sua vita. Da un’attenta analisi dell’opera si potrebbe azzardare a dire che Wolfgang Amadeus Mozart sia legato alla società segreta della massoneria. Pare esistano delle prove di questo legame, che trovano riscontro soprattutto nella posizione del bambino, che tiene una mano nascosta sotto il panciotto, iconografia misteriosa.

Descrizione dell’opera

In esso il giovanissimo Mozart è rappresentato in un raffinato abito color lilla, con panciotto, giacca e giubbetto con bordature d’oro. Appare come un bambino aggraziato, dallo sguardo intelligente e dal volto paffuto, abbigliato secondo la moda del tempo e per nulla a disagio nelle vesti eleganti. Gli occhi azzurri sullo spettatore, Mozart accenna un sorriso lieve, mentre con l’indice della mano destra addita un clavicembalo al suo fianco, unico elemento che colleghi il ritratto alla musica.

Di particolare importanza è il dettaglio della mano nel panciotto, chiaro simbolo massonico, che indica un grado gerarchico di questa setta. Tutta l’impostazione dell’immagine richiama i modelli della ritrattistica di corte in voga per tutto il Settecento e, dal punto di vista stilistico, la leggerezza della pennellata, l’uso dei colori pastello e la luce chiara che investe la figura riconducono il dipinto pienamente nell’ambito del gusto rococò.

L’influenza della musica massonica

Mozart fu annoverato tra i massimi geni della storia della musica e tra i compositori più prolifici, versatili e influenti di ogni epoca. Grazie alla sua bravura, viaggiò in tutto il mondo inseguendo la sua passione, e riuscendo a nutrirsi delle differenze culturali di ogni paese che visitasse. Ma fu proprio a Vienna che, all’apice del suo successo, entrò a far parte della massoneria. Questa appartenenza non fu solo un adesione formale, ma ne trasse profondi convincimenti esoterici e spirituali, che riportò in musica all’interno delle sue opere. Il carattere massonico si espresse per l’utilizzo del numero 3, per le scelte delle tonalità, con predilezione di mi bemolle, e nei timbri, con la presenza di strumenti a fiato e voci maschili.

I massoni inoltre usavano la musica nelle loro cerimonie e adottavano le opinioni umaniste di Rousseau sul significato della musica. La musica in stile galante era tipicamente melodica, con un accompagnamento armonico, spesso riccamente ornata di trilli, corse ed altri effetti virtuosistici. Conteneva inoltre frasi e forme musicali con specifici significati semiotici, ad esempio, la cerimonia di iniziazione massonica iniziava con il candidato che bussava tre volte alla porta per chiedere l’ammissione. In accordo con questa visione musicale, vi fu lo stile compositivo umanista di Mozart.

Dubbi e incertezze

Nonostante queste manifestazioni della Massoneria nella musica e nelle attività di Mozart, alcuni studiosi mettono in dubbio l’impegno personale di Mozart nei confronti dell’ideologia massonica. Mozart infatti fu un cattolico devoto, una religione che minacciava i massoni di scomunica. Tuttavia è stato dimostrato che il compositore apparteneva ad un filone della loggia di tipo cattolico, impegnata in particolare nell’ideale cattolico della carità. E inoltre il musicologo David J. Buch osservò che molti dei dispositivi musicali di Mozart, identificati con la Massoneria, hanno invece precedenti anche nella musica non massonica. Un esempio, sono le tre note, che hanno origine dal genere francese de “le merveilleux”, e compaiono già nel teatro musicale del primo Settecento. Opere che ebbero alcun legame con la Massoneria.

Questo dubbio sul legame tra Mozart e la Massoneria, è avvalorato anche da alcune lettere scritte dal compositore. Grazie ad esse infatti, fu assai conosciuto l’episodio del prestito di denaro che venne concesso al Mozart da un compagno massone, Michael Puchberg. Questo fatto, unito all’attuale reputazione della massoneria come società di mutuo soccorso per le persone benestanti, può condurre al sospetto che l’interesse di Mozart per la massoneria fosse giustificato solo dallo scopo di favorire la sua carriera.

 Federica.

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