ALMANACCO: 8 Novembre muore lo scrittore John Milton

Scrittore, poeta, filosofo, saggista, statista e teologo inglese, John Milton muore l’8 Novembre 1674. È considerato uno dei letterati britannici più celebri, soprattutto per aver scritto il suo poema epico Paradiso perduto, un capolavoro che dà inizio ad una produzione saggistica che si accosta al dramma cosmico.

Milton nacque a Londra nel 1608, in una famiglia protestante ed educato quindi in un ambiente puritano. Conseguì la laurea al Christ’s College di Cambridge, dove apprese le opere classiche e contemporanee, e studiò il francese, l’italiano, il latino, il greco e l’ebraico. Allo stesso tempo, ereditò dal padre, un grande amore per la cultura, l’arte e la musica, ma soprattutto ebbe un crescente interesse per la poesia lo indusse a rinunciare a prendere gli ordini sacri.

Esordi e primi scritti

Negli anni della sua giovinezza, viaggia molto tra Svizzera, Francia e Italia, dove incontra anche Galileo Galilei, e altri importanti intellettuali italiani del tempo, che lo incoraggiarono a continuare con la sua carriera di poeta. I suoi viaggi terminarono, a causa della minaccia della guerra civile che stava per scoppiare in Inghilterra. Torna quindi in patria stabilendosi a Londra, e dedicandosi all’insegnamento e alla scrittura di trattati religiosi e politici. Nello stesso tempo, sposò Mary Powell, la figlia di un sostenitore della monarchia, che presto lo abbandonò non condividendo le sue idee puritane considerate troppo austere. 

Il fallimento del suo matrimonio spinse Milton a scrivere una serie di libelli a sostegno del divorzio, uno dei più famosi è Dottrina e Disciplina del Divorzio. Altri libelli di questo periodo sono Areopagitica del 1644, in cui sosteneva l’importanza della libertà di parola e di stampa contro la censura puritana, sostenendo che solo i regimi tirannici usavano la censura. Negli anni del Commonwealth a Milton fu commissionato un libro in difesa del governo puritano, tra cui Eikonoklastes in difesa dell’esecuzione di Carlo I avvenuta il 30 gennaio 1649.

Le opere più famose

Milton scrisse anche in latino, su commissione del governo puritano, Pro Populo Anglicano Defensio del 1651, in cui ancora una volta giustificò il regicidio. Nel 1649, dopo l’esecuzione del re, fu eletto Segretario per le Lingue Straniere nel Consiglio di Stato del Commonwealth alle dirette dipendenze di Cromwell. Era un lavoro molto impegnativo che richiedeva a Milton la scrittura di molti documenti, soprattutto in latino, la lingua della diplomazia nel XVII secolo. Tra il 1637 e il 1657, Milton compose anche circa ventiquattro sonetti, di cui cinque in italiano, di argomento politico e personale.

Dopo la morte del padre avvenuta nel 1658 e la restaurazione della monarchia nel 1660, Milton non rinnegò le sue idee puritane pubblicamente, e per questo finì in prigione. Una volta libero visse in povertà e oscurità, lontano dal mondo politico, anche se continuerà a scrivere le sue opere. Infatti, Milton si dedicò completamente alla poesia scrivendo una delle sue opere più famose, ovvero Il Paradiso Perduto, un poema epico in dodici libri sulla caduta dell’uomo e la sua redenzione. Opere simili furono Il Paradiso Riconquistato, sulla tentazione di Cristo da parte di Satana e la sua vittoria, e I Nemici di Sansone, sugli ultimi giorni di Sansone prigioniero dei Filistei.

Ultimi anni

Il lavoro intenso sulle ultime opere, gli provocò però un indebolimento della vista, che nel 1652 lo condusse alla cecità totale. Per proseguire a scrivere dovette ricorrere all’aiuto di un segretario, ma non fu la stessa cosa. Negli ultimi trattati da lui scritti intorno al 1660, intitolati Difesa del popolo anglicano e Trattato del potere civile nelle cause ecclesiastiche, Milton affrontò temi più teologici, dando un’interpretazione completamente soggettiva delle Sacre Scritture.

Non solo per il suo lavoro più noto, bensì per tutta la sua produzione saggistica e letteraria, Milton viene considerato uno dei letterati britannici più importanti, apprezzati ed influenti dell’epoca successiva a quella di Shakespeare. Morì a Londra nel 1674.

Federica.

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