ALMANACCO: 7 Novembre nasce lo scrittore Albert Camus

Scrittore, filosofo, saggista, drammaturgo, giornalista e attivista politico francese, Albert Camus nacque il 7 Novembre del 1913. Sì dedicò alla letteratura, alla filosofia e al teatro, con opere che suscitarono continue polemiche, in quanto tese allo studio dei turbamenti dell’animo umano di fronte all’esistenza. Anche se mai appartenente ad una vera e propria corrente letteraria, riceverà il Premio Nobel per la letteratura nel 1957.

Nato a Mondovi in Algeria nel 1913. Il padre, fornitore di uva per vinai locali, muore molto giovane durante la Prima guerra mondiale, per questo il piccolo Camus fu costretto a vivere con la madre e la nonna, la cui severità rivestirà un ruolo molto importante nella sua educazione. Con le sue figure femminili, si trasferirà ad Algeri dove seguirà tutti i gradi di scuola, eccellendo negli studi fin da subito.

Gli esordi

Spinto dal suo professore di filosofia e grande amico, Jean Grenier, vinse una borsa di studio che gli permise di studiare presso la facoltà di filosofia dell’Università di Algeri. Studi che però vennero interrotti nel 1930, quando all’età di 17 anni, contrae la tubercolosi, cosa che gli impedì di frequentare i corsi e di continuare a sognare l’altra sua passione, quella di attore teatrale. Finirà comunque gli studi da privatista , laureandosi in filosofia nel 1936 con una tesi su Plotino e Sant’Agostino.

Camus si orientò quindi verso l’azione culturale e il giornalismo, aderendo al movimento comunista, più come protesta in risposta alla guerra civile spagnola che per un reale interesse alle teorie di Marx. Questo atteggiamento favorevole, ma distaccato nei confronti delle ideologie comuniste, porterà Camus al centro di discussioni con i colleghi, diventando oggetto di critiche, a tal punto da prendere le distanze dalle azioni del partito, solamente l’anno dopo. Venne quindi espulso con l’accusa di trotskismo, termine col quale si identificavano tutte le opposizioni interne nei partiti comunisti.

L’impegno da giornalista e attivista politico

Questa tendenza politica e di azioni culturali, lo porta ad occuparsi di una compagnia teatrale, mettendo in scena opere, volte alla denunciale condizioni di vita difficili degli algerini. L’attività professionale lo vede anche spesso impegnato all’interno di redazioni di giornali quotidiani, dove fu critico letterario e specialista nei resoconti dei grandi processi e nei reportage. Uno dei primi impieghi fu per un quotidiano locale algerino, chiamato Alger Républicain, dove scrisse articoli sulla disperata miseria del paese, scontrandosi con il governo che farà chiudere la rivista.

Dopo la censura dei giornali, Camus dovette lasciare l’Algeria a causa delle sue opinioni politiche, e costretto ad emigrare a Parigi nel 1940. Qui collaborò per la redazione Paris-Soir insieme al collega Pascal Pia, dapprima come osservatore, poi come attivista, cercando di contrastare la presenza tedesca. Entrò nella Resistenza e cellula partigiana Combat, diventando inoltre caporedattore ed editorialista dell’omonimo giornale, costretto a una circolazione clandestina. Fu l’autore delle Lettres à un ami allemand (Lettere ad un amico tedesco), scritte e pubblicate durante l’occupazione, in cui è presente concentrato di pensieri sulla lotta clandestina, lotta contro la violenza, e contro i nazisti.

Scrittore e filosofo

Finita la guerra, il suo impegno civile rimase costante, senza piegarsi di fronte a nessuna ideologia, e criticando tutto quello che poteva allontanare l’uomo dalla sua dignità. Questi pensieri vennero espressi anche attraverso l’attività di novellista, saggista, drammaturgo e romanziere, realizzando opere che ancora oggi sono molto influenti. Di questo periodo appartengono le opere Il mito di Sisifo, che costituisce una forte presa di coscienza sull’analisi delle assurdità umane, ma anche il saggio L’uomo in rivolta, che lo porterà in contrasto con il suo amico Jean-Paul Sartre, con il quale aveva intrapreso numerose collaborazioni.

Camus auspica ad un nuovo umanesimo fondato sulla solidarietà, criticando le degenerazioni del comunismo, ribadendo la sua fede nella democrazia e nell’anarchismo, pur mantenendo però una posizione molto personale. Al contrario Sartre rifiuta questo tipo di approccio, considerato troppo borghese e passivo, di concezione antimarxista e antitotalitaria. Camus nei suoi lavori ricercò, in modo profondo, il legame tra gli esseri umani, cercando di comunicare quell’assurdo insito nelle manifestazioni umane, come ad esempio la guerra. Camus le indica come azioni inconsapevoli volte a recidere il legame stesso tra gli individui.

Dal Nobel alla morte

Gli anni seguenti furono per lo scrittore una lunga fase di dubbio e depressione, accentuata dall’inizio della guerra d’Algeria nel 1954. Quando ricevette il premio Nobel di letteratura a 44 anni, realizzò dei discorsi calorosi in difesa dell’arte e della libertà, che diventarono presto la “bibbia” degli scrittori dissidenti e perseguitati. Stava lavorando su un grande racconto autobiografico Le Premier Homme (Il primo uomo incompiuto) quando morì il 4 gennaio 1960 in un incidente d’auto.

Federica.

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