ALMANACCO: 5 Novembre muore il pittore Maurice Utrillo

Pittore e litografo francese, Maurice Utrillo morì il 5 Novembre del 1955. Essenzialmente autodidatta, divenne celebre per la sua grande originalità nei rappresentare soprattutto vedute di paesaggio, temi monotoni spesso di Montmagny, di Montmartre e dei dintorni di Parigi. Le sue opere riproducono una vibrante e spontanea sensibilità e densi impasti materici caratterizzati per le tonalità chiare e gessose, e per le vie quasi sempre deserte, simbolo di una vena malinconica.

 Fu uno dei pochi celebri pittori di Montmartre realmente nato lì, nel dicembre del 1883. Figlio della pittrice e modella francese Suzanne Valadon, che in quegli anni posava per le opere di vari artisti. Nato quindi nell’ambiente artistico, Utrillo però aveva problemi di salute, dei violenti attacchi epilettici che la nonna cercava di calmare, con bicchieri di vino. Per questo motivo, fin da subito, Utrillo mostrò presto una certa inclinazione all’alcolismo, che gli valse il soprannome di Litrillo.

Gli esordi artistici

Iniziò a dipingere nel 1902 con l’incoraggiamento della madre che sperava in questo modo di allontanarlo dall’alcolismo, che lo condusse più volte nei sanatori, sull’orlo della pazzia. La madre gli impartì i primi rudimenti del disegno e della pittura, notando che quello sfortunato giovane nascondeva un precoce talento. Maurice passava intere giornate sulle sue tele, intento a raffigurare le strade di Montmartre, e più in generale di Parigi. Le sue opere si caratterizzano per le tonalità chiare e gessose e per le vie sempre deserte.

Dopo una fase formativa durante la quale fu sensibile all’Impressionismo, nella pittura di Utrillo si delineano due periodi distinti. Nel primo, definito come il periodo bianco che va dal 1908 al 1914, l’artista venne influenzato dai Fauve, e per questo utilizzò colori sempre più chiari e vivaci. Nel secondo periodo invece, che coincide con il dopoguerra, la pittura di Utrillo diventa più consistente e corposa, riproducendo inoltre immagini più complesse e vive. Cambiamento che avvenne soprattutto perchè si stancò del modo impressionistico e della trasmissione luminosa, molto più attraente fu per lui la materialità grafica tangibile.

Stile e temi

L’artista semplificò le forme reali, riassumendone i contorni dei singoli oggetti. Attraverso una semplice pennellata, ricreava un senso di movimento, come se i paesaggi venissero mossi dal vento. Anche le vernici ad olio sembravano essere troppo trasparenti per lui, e per questo ci aggiunge sabbia, gesso, intonaco, glitter, calce, pezzi di muschio ricoperti di inchiostro e smalto in polvere, fogli di carta. Realizzare questa sorta di vernice in una tazza, e poi trasportarla sulla tela con un coltello, o direttamente con le dita.

I soggetti preferiti da Utrillo per i suoi quadri erano di natura paesaggista, come vedute di chiese e cattedrali, gli stretti vicoli parigini, i bistrò di periferia, il quartiere di Montmartre. Soggetti che il pittore continuò a dipingere a memoria anche quando non visse più a Parigi, ma riproducendole con un senso di vuoto emotivo. La sua pittura parla di solitudine, di abbandono e di vuoto. Anche in una città piena di vita come Parigi, i suoi quadri restano deserti, aridi come un cuore che, suo malgrado, non ha mai conosciuto affetto e amore.

Ultimi anni di vita

Maurice Utrillo, espose per la prima volta al Salon d’Automne nel 1909. Grazie a questa mostra, le sue opere attirarono presto l’attenzione dei critici, tanto da diventare verso il 1920, già una figura leggendaria e raggiungere la fama internazionale. Nel 1923 realizzò una mostra di opere sue e della madre, che riscosse un notevole successo, tanto da fruttare oltre all’acclamazione della critica, un certo benessere economico. Ma la pittura non lo salvò totalmente, in quanto a causa dell’alcolismo e dei suoi disturbi mentali, finì ripetutamente in manicomio.

Nella fase più acuta del suo alcolismo arriverà a bere anche l’acqua di colonia e la trementina usata per stemperare i colori. Per vivere in tranquillità, decise di trasferirsi, all’età di cinquantadue anni, a Le Vésinet, appena fuori Parigi. A quell’epoca era già troppo malato per lavorare all’aria aperta, così dipingeva paesaggi visti dalla finestra, da cartoline o a memoria. Nonostante la dipendenza dall’alcol e l’epilessia, Utrillo visse fino a settantadue anni, morì infatti il 5 novembre del 1955.

Federica.

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