ALMANACCO: 4 Novembre nasce il critico d’arte Achille Bonito Oliva

 Critico d’arte, accademico e saggista italiano, Achille Bonito Oliva, nasce il 4 Novembre del 1939. È uno dei più noti e stimati critici d’arte italiani, autore di saggi sul manierismo, sulle avanguardie storiche e sulle neoavanguardie, oltre ad essere fondatore del movimento artistico della Transavanguardia. Ha curato mostre tematiche e interdisciplinari sia in Italia che all’estero, promuovendo l’arte contemporanea, e ricevendo per questo, numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Valentino d’Oro, premio internazionale per la critica d’arte.

Nato a Caggiano, in provincia di Salerno, nel 1939. Qui compì gli studi classici e nel 1961 si laurea in giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli. Solo successivamente aver scoperto la sua passione per la scrittura e la poesia, s’iscrive alla facoltà di Lettere. Nell’ambiente letterario dell’università, entra in contatto con molti intellettuali e poeti del periodo, come Ginsberg, Barthes, Anceschi, Eco, Palma Bucarelli, Argan, Brandi, Sanguineti e Balestrini.

L’esordio del critico d’arte

Grazie all’influenza di questi poeti ed intellettuali, Oliva entrerà a far parte del Gruppo 63, collaborando alle ricerche con i suoi primi libri di poesia, Made in Mater del 1967 e Fiction Poems del 1968. In questo periodo sperimenta la poesia visiva e il teatro d’avanguardia, trovando ispirazione in tutta Italia, da Bologna, dove dirige la casa editrice Sampietro, per poi passare a Roma nel 1968.

E’ proprio nella Capitale che inizia la sua avventura di critico d’arte, sviluppando un modello creativo autonomo rispetto a quello tradizionale, rivoluzionandone stile e funzione del critico in un’ottica del tutto innovativa. Per Bonito Oliva, infatti, il critico non è più un sostenitore di una sola poetica o il mediatore fra l’artista e il pubblico, come tradizionalmente era. Il critico deve in realtà agire come un cacciatore, un elaboratore di idee che si affianca all’artista con funzione creativa, senza con questo identificarsi in un unico movimento artistico.

La Transavanguardia

Gli anni settanta rappresentano un decennio fertile per produzione saggistica ed espositiva, nel quale darà vita a libri sul Manierismo ed a importanti mostre della città romana. Fra le sue iniziative più note e al quale il suo nome è legato, vi è la promozione e la guida di un gruppo artistico denominato Transavanguardia, la cui estetica di base celebra il ritorno alla pratica tradizionale dell’arte. In contrapposizione all’ideologia progressista delle avanguardie, questo movimento realizza opere che riprendono pittura e scultura, sino ad allora negate da quasi tutto lo schieramento dell’arte concettuale.

Sono protagonisti di questa tendenza Enzo Cucchi, Sandro Chia, Francesco Clemente, Mimmo Paladino e Francesco De Maria. Questi artisti tendevano al superamento del puro materialismo, approdando invece al recupero dell’inattualità della pittura, intesa come capacità di restituire al processo creativo un carattere. Nel 1980 scrive, in riferimento a questa esperienza, l’opera La Transavanguardia Italiana, e realizzando mostre di grande successo come la “Contemporanea” a Villa Borghese e “Avanguardia transavanguardia” alle Mura Aureliane.

L’impegno universitario e letterario

Parallelamente all’attività di critico, gli si aprono le porte dell’università, prima lavorando come assistente ordinario, fino a diventare professore ordinario di Storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università degli Studi di Salerno. Solamente nel 1978 approda all’Università La Sapienza di Roma dove inizialmente insegna Istituzioni di storia dell’arte, per poi subentrare alla cattedra di Storia dell’arte contemporanea. Grazie alle esperienze universitarie e alla sua attività di critico, vive un rapporto continuo con gli artisti e con la loro arte, fatto di amicizia, ma anche di sana conflittualità.

Nel corso della carriera di critico d’arte ha scritto molte monografie dedicate ad artisti contemporanei, fra i quali Francis Bacon, Mario Ceroli, Tano Festa, Mimmo Paladino, Larry Rivers, Mario Schifano, Yoko Ono. È inoltre autore di saggi sul manierismo, le avanguardie storiche e le neoavanguardie, e anche saggi teorici sull’arte come L’ideologia del traditore: arte, maniera, manierismo, Il sogno dell’arte tra avanguardia e transavanguardia, e Il tallone d’Achille sull’arte contemporanea. Fu inoltre curatore dell’Enciclopedia delle arti contemporanee, della quale a oggi sono stati editi tre volumi (2010, 2013, 2015).

Televisione e premi

Fra le molteplici attività a cui si è dedicato, non sono da escludere apparizioni televisive e un intenso impegno per la didattica e la divulgazione, essendo autore di numerosi video per adulti e bambini. Citiamo principalmente le produzioni per la Rai Totòmodo, l’arte spiegata anche ai bambini, Autoritratto dell’arte contemporanea, trasmesso sempre da Rai3 fra il 1992 e il 1996 e la trasmissione realizzata per Rai1 A B.O. Collaudi d’arte. Achille Bonito Oliva ricevette inoltre numerosi premi e riconoscimenti, tra cui nel 1991 il Valentino d’Oro, premio internazionale per la critica d’arte.

Federica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: