ALMANACCO: 27 Ottobre nasce il teologo Erasmo da Rotterdam

Teologo, umanista, filosofo e saggista olandese, Erasmo da Rotterdam nasce il 27 Ottobre del 1466. Conosciuto anche con lo pseudonimo di Desiderius Erasmus, con cui si firma, realizzò la sua opera più importante con il titolo l’Elogio della follia, capolavoro indiscusso, tanto da essere considerato il maggiore esponente del movimento dell’Umanesimo cristiano.

Nasce a Rotterdam, nei Paesi Bassi, probabilmente nel 1466. Fece i primi studi a Gouda, frequentando la scuola capitolare di San Lebuinus a Deventer, dove apprese soprattutto la lingua latina e la retorica. Alla morte dei genitori nel 1483 però, fu mandato in convento agostiniano, dove gli fu impartita un’istruzione classica e umanistica. Qui venne ordinato prete nel 1492, anche se non sarà mai un attivo sacerdote. 

Gli esordi

Nello stesso periodo iniziò a viaggiare in tutta Europa. Si spostò in Francia, per continuare gli studi all’Università di Parigi, per poi andare in Inghilterra, dove si laureò in teologia. Fu attraverso questi viaggi, che entrò in contatto con i più importanti centri culturali, tenendo lezioni, conferenze, e studiando gli antichi manoscritti. Il periodo trascorso in Inghilterra, ad esempio, gli permise di conoscere e stringere amicizie con Enrico VIII, John Colet, Tommaso Moro, John Fisher, Thomas Linacre e William Grocyn, e di insegrare greco all’Università di Cambridge.

L’insegnamento però non faceva per lui, in quanto preferiva la vita dello studioso indipendente, evitando di conseguenza ogni legame formale che potesse limitare la sua libertà intellettuale e la sua libertà di espressione. In questo periodo Erasmo divenne la sua figura che rappresenterà il centro del movimento letterario della sua epoca, grazie ad una serie di corrispondenze con molte persone di rilievo del mondo letterario e politico. La produzione letteraria iniziò piuttosto tardi, soltanto quando inizia a padroneggiare con sicurezza il latino.

L’elogio della follia

La sua opera più famosa, L’elogio della follia, ebbe uno straordinario successo, grazie anche alle numerose traduzioni e pubblicazioni in tutta Europa, frutto della recente invenzione della stampa, avvenuta nel 1455. In essa sono contenute tutte le principali critiche alla Chiesa cattolica, in cui la protagonista immaginaria è la Follia che espone tutte le bugie e le falsità con le quali gli uomini nascondono il male del mondo. Attraverso le sue parole, Erasmo riuscì a criticare la corruzione e l’immoralità del clero, i vizi del papato, la presunzione teologica e scolastica e la convinzione che alcuni segni esteriori di religiosità siano sufficienti per guadagnarsi il Paradiso. Attraverso la satira e il sarcasmo, mettere in mostra la decadenza morale della società del suo tempo, a partire dalla Chiesa.

Erasmo fu per tutta la vita cattolico, anche se criticherà duramente gli eccessi della Chiesa cattolica rifiutando persino il titolo di cardinale che gli verrà offerto. Nel suo trattato, infatti chiarisce che la fede in Cristo, e non nei sacramenti e i rituali della Chiesa, sarebbe l’unica garanzia per la vita eterna. Attraverso la critica alla Chiesa di Roma, Erasmo aveva anticipato alcune questioni che furono poi poste da Martin Lutero e dalla Riforma protestante. Fu infatti, sostenitore della necessità di una profonda riforma religiosa e morale, che doveva essere basata sul ritorno alle fonti del cristianesimo, concetto fortemente influenzato dalla sua cultura umanistica.

La pace e la tolleranza

Anche se molto vicino all’idea Luterana, tuttavia non si schierò mai con essa. Le controversie tra Lutero ed Erasmo, si acuirono soprattutto intorno al tema del libero arbitrio, che secondo il primo non esisteva, lasciando l’uomo completamente dipendente dalla volontà di Dio. Erasmo, invece, come spiegato nella sua opera De libero arbitrio, credeva che rifiutare il libero arbitrio significava negare la dignità e il valore dell’uomo, cioè i principi stessi dell’Umanesimo a cui si ispirava. Oltre che andare contro a Lutero, non riuscì ad appoggiare mai neanche la reazione cattolica, in quanto lo scontro tra le diverse confessioni cristiane, rappresentava per lui quel trionfo della violenza e del dogmatismo.

Infatti, fin dalle sue opere giovanili, è sempre stata presente un’appassionata difesa della pace da parte di Erasmo. Fu ad esempio nell’opera Lamento della pace, che esprime tutte le sue convinzioni pacifiste, nella quale è proprio la personificazione della Pace a denunciare l’assurdità della guerra, come la più tragica tra le follie umane. Erasmo riteneva che soltanto da una posizione neutrale si sarebbe potuto influenzare la riforma della religione, scelta che però poteva apparire come un rifiuto ad assumersi le proprie responsabilità. Il suo rifiuto di schierarsi gli fece guadagnare l’antipatia sia di Lutero e dei protestanti sia dei cattolici. Erasmo da Rotterdam morì nel 1535 a Basilea, solo e abbattuto per il conflitto che si era sviluppato tra le confessioni cristiane.    

Federica.

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