ALMANACCO: 16 Ottobre nasce lo scrittore Dino Buzzati

Scrittore, giornalista, pittore, redattore, drammaturgo, cronista, librettista, scenografo, costumista e poeta italiano, Dino Buzzati nasce il 16 Ottobre del 1906. Autore di un grande numero di romanzi e racconti surreali e realistico-magici, tanto da esser considerato, uno dei più grandi scrittori fantastici del Novecento italiano. Il suo capolavoro, Il deserto dei Tartari, è considerato il vertice della narrativa esistenzialista italiana.

Nato nel 1906 a San Pellegrino, nei pressi di Belluno e le montagne dolomitiche. Sin dalla giovane età, si manifestano in lui gli interessi, i temi e le passioni del futuro scrittore, ai quali resterà fedele per tutta la vita. La poesia, la musica, il disegno, e la montagna, furono i suoi compagni per tutta la vita, dall’infanzia fino alla morte.

Gli esordi come giornalista e romanziere

A soli quattordici anni rimase orfano del padre, evento che sconvolse così tanto il piccolo Buzzati che per molto tempo vivrà nell’ossessione di essere colpito dallo stesso male. Si iscrisse al liceo classico di Milano, dove conosce Arturo Brambilla, con cui si cimentava in gare letterarie e con cui condivise la passione per la cultura egizia. Svolti i regolari studi, si reca inizialmente nella caserma della sua città per svolgere un anno di servizio militare, per poi iscriversi e laurearsi in giurisprudenza, assecondando le volontà della famiglia.

Durante gli studi di Legge, però si accorse che il suo destino fu quello di diventare scrittore e giornalista, in quanto fin dal bambino amava annotare opinioni e avvenimenti sul suo diario. Ecco che a partire dal 1928 collaborò come praticante con il Corriere della sera, per il quale scrisse i suoi famosi elzeviri. Nel frattempo si concentrò anche sulla stesura dei suoi romanzi personali, come Barnabo delle Montagne e Il segreto del Bosco Vecchio, opere in cui domina la solitudine dei boschi e delle montagne, in particolare, dedicate al magico mondo dell’infanzia, regno della fantasia e del fantastico.    

Gli anni della Guerra

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, intorno al 1940, scrisse l’opera Il deserto dei Tartari, capolavoro assoluto e pietra miliare della narrativa italiana. Il romanzo è la storia di un giovane militare, Giovanni Drogo, che inizia la propria carriera ai confini di un immaginario regno e in un’epoca non precisata. Un luogo ideale per eroismo e sogni giovanili, in cui si combattono nemici ignoti e si afferma la propria identità. La vita di Drogo simboleggia la vita umana, che è incalzata dal passare del tempo e dalla solitudine, in un mondo fatto di leggi assurde e speranze inutili. E’ chiara dunque l’allegoria, anche se non vengano mai abbandonate la verità delle situazioni e l’attenta descrizione di personaggi.

Comunque pur nel rischio continuo, quelli della guerra furono per Buzzati anni lieti e pieni di speranza. Dopo la guerra, lavorerà ancora per il Corriere, occupandosi di argomenti più disparati che vanno dalla cronaca nera allo sport, dalla critica d’arte a quella letteraria, da quella teatrale a quella musicale. In seguito, sempre per il giornale Buzzati diventa cronista e fotoreporter, imbarcandosi su una nave in direzione di Addis Abeba. Stessa cosa fece all’inizio della seconda guerra mondiale, dove partì come corrispondente di guerra a Fiume, partecipando anche alle battaglie di Capo Teulada e di Capo Matapan ed alla seconda battaglia della Sirte.

Le sue opere

Ma Dino Buzzati, non si dedicò solamente al giornalismo, lavorò molto anche alla narrativa breve di racconti e novelle, che accompagnerà sempre la sua produzione artistica. Di suoi lavori ricordiamo la raccolta I sette messaggeriPaura alla ScalaIl crollo della Baliverna. Con un tono narrativo fiabesco, Buzzati affronta temi e sentimenti quali l’angoscia, la paura della morte, la magia e il mistero, la ricerca dell’assoluto e del trascendente, l’attesa di riscatto e l’illusione, ma soprattutto il destino, spesso beffardo. La sua letteratura appartiene al genere fantastico, talvolta con vicinanze al surrealismo, l’orrore e alla fantascienza, tanto da essere ingiustamente accusato di emulare Kafka.

Prendendo il meglio di queste prime tre raccolte e di altri inediti, Dino Buzzati compose i Sessanta racconti, opera che vincerà il Premio Strega. Due importanti romanzi della fase più matura sono invece Il grande ritrattoUn amore, in cui si esplorano il mistero e il fascino della figura femminile, archetipica in Buzzati, come la morte. Anche in poesia Buzzati sa cimentarsi in modo originale, sempre restando fedele alle sue tematiche e al suo immaginario, così come anche scritture destinate al teatro. Oltre a novelle, romanzi, poesie, e scritture teatrali, nel 1969 pubblica il Poema a fumetti, primo graphic novel italiano, ispirato al mito di Orfeo ed Euridice.

Federica.

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