ALMANACCO: 14 Ottobre nasce il poeta Giovan Battista Marino

Poeta e scrittore italiano, Giovan Battista Marino, anche chiamato Giambattista Marino, nacque il 14 Ottobre 1569. Considerato il fondatore della poesia barocca, nonché il suo massimo esponente italiano, la cui influenza colpì non solo l’Italia ma tutta l’Europa. Prima di raggiungere successo, ricchezza e prestigio finisce varie volte in prigione per la sua irrequietezza e intemperanza.

Nasce nel 1569 a Napoli, da un’agiata famiglia borghese, che affida la sua istruzione ad un umanista Alfonso Galeota. Anche se i genitori lo spinsero a diventare giurista, Marino preferì iniziare gli studio delle lettere, dando così inizio ad una serie di contrasti con i genitori che culminarono con la cacciata di casa del giovane. 

Gli esordi letterari e la fuga da Napoli

Rimase senza tetto per ben tre anni, dormendo da qualche amico o negli ospedali dei poveri o all’aperto. Ricevette un aiuto economico da molti personaggi famosi e importanti, anche se l’incontro decisivo per Marino fu quello con Matteo di Capua, cultore d’arte e ricchissimo principe e mecenate. Oltre a trovare relativa stabilità, il poeta ha modo di familiarizzare con la preziosa biblioteca di palazzo e soprattutto con la ricca quadreria del suo signore. A Napoli, inoltre iniziò a frequentare l’Accademia degli Svegliati, e i suoi membri aristocratici e uomini di cultura partenopei.

Nel 1593, tuttavia, l’Accademia venne chiusa su ordine del re in seguito a indagini compiute dall’Inquisizione. Fu in questo modo che iniziò a rifrequentare la strada, tanto che nella seconda metà del 1596 venne arrestato a causa di un aborto procurato a una donna, che muorì in seguito all’episodio. Uscito di prigione, venne nuovamente arrestato nel 1600, questa volta a causa di un duello nel quale uccise l’avversario. Fu così che due anni dopo, decise di fuggire da Napoli per i problemi con la giustizia, e decise di trasferirsi a Roma, presso la corte del cardinale Pietro Aldobrandini, dove rimane fino al 1608. 

L’esperienza romana

A Roma il Marino entrò rapidamente in contatto con i circoli letterari della città. In primo luogo con l’accademia di Onofrio Santacroce, dove incontrò Tommaso Melchiori, futuro dedicatario della seconda parte delle Rime mariniane, per poi successivamente entrare nell’Accademia degli Umoristi. Qui iniziò a frequentare svariate dimore di patrizi e cardinali, dove ha modo di familiarizzare con uomini di lettere e artisti figurativi, fra i quali Caravaggio, che gli farà un ritratto. Nello stesso anno, accompagna il cardinale Aldobrandini alla corte del duca di Savoia Carlo Emanuele I dove conobbe letterati del calibro di Emanuele Tesauro e Federico Della Valle.

Marino, impressionato dalla bellezza della corte dei Savoia, fu intenzionato a rimanere lì, anche se questa decisione lo fece entrare in contrasto con il segretario del duca, Gaspare Murtola, che teme di essere scalzato dalle grazie del principe dal letterato napoletano. I due inizialmente si scambiarono poemetti ingiuriosi, fino a portare Murtola ad attentare alla stessa vita del Marino, che riuscì comunque a farsi nominare cavaliere. Questo conflitto portò però ad un cambiamento stilistico nelle opere del Marini, che si mostrò più intenzionato al successo, all’autoaffermazione e migliorare il suo stile di vita, piuttosto che seguire un progetto letterario coerente.

Alla corte di Francia

Nel 1615 Maria de’ Medici, moglie del defunto Enrico IV di Francia, lo chiama alla corte di Parigi. Fu questo il momento in cui la carriera di Marino raggiunse il massimo prestigio letterario e sociale, dove scrive quello che può essere considerato il suo capolavoro, l’Adone. Quest’opera racconta la favola della relazione amorosa tra Venere e Adone, dedicato al re Luigi XIII di Francia e a sua madre, Maria de’ Medici. Costituito da 20 canti e un proemio iniziale, questo lavoro verrà ritenuto uno dei più importanti poemi della storia della letteratura italiana.

A Parigi Marino venne per questo considerato dagli italianisants, ovvero i cultori della lingua e della poesia italiana, il maggiore letterato vivente, tanto che gli venne assegnata una cospicua pensione che gli permise di vivere di letteratura. La prima accoglienza quindi fu favorevole, anche se di lì a pochi decenni, nella capitale parigina si aprirà la grande stagione del classicismo francese, e dove l’influenza mariniana seguiterà a farsi avvertire anche in esponenti del nuovo orientamento.

Ultimi anni

Nella tarda primavera del 1623 il Marino rientra in Italia, a causa di problemi di salute, ma anche per l’instabilità politica che si respirava nelle città d’oltralpe. Dopo una breve sosta a Torino, il poeta punta decisamente verso Roma, dove arriva, in compagnia del cardinale Maurizio di Savoia. Nell’anno successivo però il Marino decise di spostarsi verso Napoli, ultima destinazione del poeta. Fu proprio in questa città che morì, il 25 marzo del 1625, a causa di una stranguria curata male.

Fede

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: