mARTEdì: l’enigmatica Ronda di Notte di REMBRANDT

Rembrandt è stato un pittore e incisore olandese. Considerato uno dei più grandi pittori della storia dell’arte europea, il cui periodo di attività coincide con quello che gli storici definiscono l’età dell’oro olandese. I suoi disegni e dipinti furono popolari e passarono alla storia come grandi trionfi creativi, di cui fanno parte i ritratti dei suoi contemporanei, gli autoritratti e le illustrazioni di scene tratte dalla Bibbia.

Delle sue opere iconiche, ce n’è una che ha un lato misterioso da prendere in considerazione. Si tratta de La Ronda di Notte, il quadro più oscuro e complesso che Rembrandt abbia mai dipinto. Le frequentazioni in ambito esoterico operate dal Maestro, non sono una novità per chi ha approfondito la conoscenza di questo grande artista. Molte sono le leggende sorte attorno ai suoi dipinti, e in particolare quella legata a questa famosa tela. Le sue dimensioni sono ragguardevoli, di cm. 343 x 437 e le sue valenze simboliche velate dal mistero.

Descrizione

Con il titolo La compagnia del capitano Frans Banning Cocq, ma meglio conosciuta come La ronda di notte, questa tela venne commissionata per ornare la sala principale del palazzo della Milizia Civica di Amsterdam.  In essa è raffigurato il capitano Frans Banning Cocq, ovvero il committente, il suo luogotenente vestito di bianco, e alcuni membri della Milizia degli archibugieri. Il pittore dipinge il protagonista con grande vigore e movimento ritraendolo con un braccio alzato, intento ad ordinare al suo gruppo di avanzare. Anche i membri del gruppo retrostante, non del tutto distinguibili, si stanno attivando in modo differente, donando una grande varietà e realismo alla scena.

In questa grande calca, c’è una bambina, che ha nella cinta un pollo morto e l’impugnatura di una pistola, mentre tra le mani stringe uno strano calice. Sono tutti simboli che alludono al gruppo degli archibugieri e della sconfitta degli avversari, rendendo così la bambina, la personificazione della Vittoria. Questo quadro è stracolmo di altri dettagli che hanno a che fare con il gruppo di milizia, ad esempio caschi decorati con le foglie di quercia, oppure le 3 piccole croci simbolo di Amsterdam presenti sui risvolti della giacca dei partecipanti. Ogni dettaglio sta al posto giusto per costruire una scena completamente armonica, dove i movimenti di ognuno contribuiscono al ritmo dell’intera composizione.

L’illuminazione misteriosa

Una caratteristica ricorrente nelle opere di Rembrandt è il bellissimo gioco di luci ed ombre, che sembrerebbe molto simile a quello caravaggesco. In questo lavoro, la luce ti aiuta a comprendere chi siano i personaggi più importanti del gruppo, venendo illuminati rispetto a quelli dietro. Per avere un risultato perfetto di luci ed ombre, Rembrandt lavorò sulla proiezione delle ombre di tutti gli oggetti e personaggi presenti nella scena, regolando la luce aprendo e chiudendo le persiane del suo studio.

Anche l’ambiente circostante è poco illuminato, cosparso di ombre e buio, e questo ci fa pensare che sia un dipinto in notturna. In realtà la tela rappresenta una scena di giorno, e il titolo con cui la conosciamo, nasce da una sbagliata interpretazione. Questo lo si può capire dall’utilizzo della luce diretta che delinea i vividi dettagli tanto da collocare l’opera in pieno giorno. In principio il quadro doveva apparire molto più chiaro, ma con il passare del tempo e per gran parte della sua esistenza, il dipinto venne ricoperto da una vernice scura. 

Altri aneddoti sull’opera

Nel 1715, al momento della rimozione dalla sede degli archibugieri al Municipio di Amsterdam, il dipinto venne tagliato su tutti e quattro i lati, presumibilmente per adattare le grandi dimensioni del quadro allo spazio della nuova sala. Questa mutilazione, piuttosto comune prima del XIX secolo, determinò però la perdita di parte del dipinto e di alcuni dettagli dell’ambientazione importanti, come una balaustra e un gradino. Furono dettagli fondamentali, usati da Rembrandt come strumenti visivi per dare un’idea di movimento in avanti all’opera. La composizione originale della tela, venne eseguita in copia da Gerrit Lundens nel XVII secolo e oggi è custodita alla National Gallery di Londra.

Inoltre La Ronda di notte, come spesso avviene anche ad altre icone della storia dell’arte, ha subito diversi atti di vandalismo. Episodi di persone uscite di senno, che lacerarono con colpi profondi e violenti, l’intera tela, probabilmente a causa della loro incapacità di svelare l’arcano mistero custodito dall’opera. Apparentemente il bersaglio appare casuale, ma secondo il parere di alcuni esperti, il gesto lesivo appare fu di significati, in sintonia con la forza magnetica e con il fascino soprannaturale che viene emanato dalla grande tela. L’opera comunque fu restaurata con successo grazie alle varie copie esistenti che ne permisero la reintegrazione fedele e fu riesposta al pubblico dopo quattro anni. I risultati di questo gesto sconsiderato sono però ancora visibili analizzando il dipinto con uno sguardo ravvicinato.

Federica.

5 pensieri riguardo “mARTEdì: l’enigmatica Ronda di Notte di REMBRANDT

  1. Ottima presentazione di un quadro, che come tu stessa dici, suscita un senso di mistero, che solo un’attenta analisi come quella da te scritta, da una parte chiarisce mentre dall’altra invita a guardare con più attenzione i simboli e l’ambientazione tutta. Grazie, Federica del difficile compitoche hai portato a termine.

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