ALMANACCO: 6 Ottobre nasce l’architetto Le Corbusier

Architetto, urbanista, pittore e designer svizzero naturalizzato francese, Le Corbusier nacque il 6 Ottobre del 1887. Tra le figure più influenti della storia dell’architettura contemporanea, viene ricordato come maestro del Movimento Moderno. Pioniere nell’uso del calcestruzzo armato in architettura, è stato anche uno dei padri dell’urbanistica contemporanea, capace di fondere l’architettura con i bisogni sociali dell’uomo medio, rivelandosi geniale pensatore della realtà del suo tempo.

Nato nel 1887 in Svizzera, con il nome Charles-Edouard Jeanneret-Gris. Fin da piccolo venne spinto nella direzione dell’attività di famiglia, ovvero la smaltatura e la creazione di orologi validi e minuziosi. Fu per questo che all’età di 13 anni, i genitori lo iscrissero alla scuola d’arte, dove però entrerà in contatto con i fondamenti di quella che diventerà la sua carriera e la sua passione. Fu grazie al consiglio del suo maestro Charles L’Esplattenier, che Charles si avvicinò all’architettura, dando vita all’età di 18 anni alla sua prima abitazione realizzata, villa Fallet.

Viaggi ed esordi

Emozionato dalla sua prima costruzione, Le Corbusier, preso da un’irrefrenabile creatività, decise di investire i suoi soldi in un viaggio in tutta Europa con cui completare la propria educazione architettonica. Soggiornò soprattutto a Vienna, dove scopre gli ambienti della Secessione viennese, e a Berlino dove conobbe Gropius e Mies Van der Rohe. Visitò inoltre le principali città italiane, studiando le architetture del passato per i materiali, i colori e le forme. Questo studio irrefrenabile continuò fino al 1920, anno in cui cominciò realmente a lavorare come architetto.

Durante la fase di apprendistato si stabilì a Parigi, all’epoca città piena di arte e di cultura, dove visitò la modernissima Torre Eiffel, ma anche Notre-Dame, il museo del Louvre e le più recenti mostre artistiche, dove scoprì Matisse e Cézanne. Egli, tuttavia, era giunto a Parigi anche per consolidare la propria notorietà in ambito architettonico, intrecciando una vastissima rete di conoscenze. Fu in questo periodo che si avvicinò ai fratelli Auguste, Gustave e Claude Perret, pionieri dell’uso del cemento armato in architettura, dai quali assimilò una nuova concezione del costruire, basata su una sintesi tra i bisogni dell’uomo e le moderne tecniche edilizie.

La nascita di “Le Corbu”

Solo nel 1917, il celebre architetto-pittore ricevette le prime commissioni a Parigi, arrivando a lavorare anche per il governo francese nella costruzione di diversi edifici in calcestruzzo. Parigi si rivelerà così patria delle sue maggiori creazioni, luogo in cui Charles ha la possibilità di fare la maggior parte delle sue esperienze. Fu nella capitale francese che conobbe l’amico e pittore Amédée Ozenfant, con cui fondò la rivista “Avant-garde. L’Esprit Nouveau“, incentrata sulle nuove tendenze dell’arte e dell’architettura europea. Anche se da subito osteggiato dagli accademici per il suo stile rivoluzionario, venne successivamente riconosciuto a livello mondiale, lasciando una traccia indelebile e profonda nelle moderne concezioni architettoniche ed urbanistiche.

Fu proprio per questa rivista che diede vita allo pseudonimo con cui passerà alla storia. Nasce così Le Corbusier, ispirato al nome del nonno Lecorbesier e al cognome del suo maestro L’Eplattenier. Presto diventa il suo nome d’arte, anche con l’abbreviazione in Le Corbu, che in francese suona come le courbeau, il corvo, motivo per cui iniziò a firmarsi anche con la sagoma stilizzata di un piccolo corvo.

Il pensiero architettonico

La rivista ebbe una maturazione nel 1923, diventando il un trattato organico, intitolato Verso una Architettura, sostenendo che l’arte del progettare e costruire è più efficace della politica nella realizzazione di una società giusta e democratica. Secondo lui sono 5 i principi che guidano la mente dell’architetto. Primi fra tutti sono i Pilotis, ovvero pilastri sottilissimi che sorreggono l’edificio e lo sollevano dal suolo. Poi il Tetto Terrazza, con giardino pensile e lucernario, che non isolino lo spazio architettonico da quello esterno. Il terzo elemento è la finestra a nastro, formata da una lunghissima vetrata che attraversa e sostituisce la parete stessa. Le piante libere dei vari piani dell’edificio e per ultima la facciata libera.

Ai 5 punti possiamo senz’altro aggiungere altri tre aspetti fondamentali, nel suo sistema progettuale. Il primo è l’utilizzo del cemento armato, con cui realizzare una struttura che sia allo stesso tempo solida e leggera, ariosa ma stabile. Il secondo è l’utilizzo di uno schema modulare, dove ogni elemento dell’edificio dovrà essere multiplo o sottomultiplo del modulo stesso, garantendo in questo modo un aspetto armonico. Ecco perchè farà spesso attenzione a canoni matematici, iniziando una ricerca di una proporzione standardizzata, per dare vita ad un nuovo sistema proporzionale, chiamato Modulor. Il terzo aspetto è la razionalità delle forme, costituita da linee rette, perpendicolari e pulite, con colori essenziali e uniformi.

Opere più importanti

Le Corbusier riuscì a realizzare settantacinque edifici in dodici nazioni del mondo, quasi cinquanta progetti urbanistici, tra cui una nuova città e centinaia di progetti non portati a realizzazione. Fu nel 1928 che realizzerà l’opera che racchiude tutte le idee formulate nel suo trattato, ovvero Villa Savoye, uno dei capisaldi del razionalismo architettonico europeo. Si tratta della residenza di campagna del ricco finanziere Pierre Savoye, immersa nel verde e circondata da un bosco. Qui ritroviamo i pilotis, la facciata continua a vetrata, il giardino sospeso e la copertura solarium.

Un’altra struttura realizzata fu la Cappella di Notre-Dame du Haut, al confine con la Svizzera ed entra a pieno titolo nella produzione di architettura religiosa di Le Corbusier. La struttura ha linee particolarmente originali, rese possibili anche dall’utilizzo di materiali come il cemento armato. Nello specifico, la forma del tetto riproduce quella di una vela rovesciata che punta direttamente verso il cielo. Colori neutri e grande leggerezza della struttura, resa possibile dal fatto che il peso della copertura non poggia sui muri, ma sui pilotis.

Piccole città utopiche

Negli anni trenta Le Corbusier recupera il tema rinascimentale della città ideale, adattandolo però alle esigenze di una moderna metropoli. Fu infatti nel 1951, che realizzò questo sogno, quando gli venne commissionata Chandigarh, la città d’argento, nuova capitale del Punjab situata tra le colline dell’Himalaya. Una città utopica e modernista, pensata per rompere i legami con il passato coloniale del Paese. L’obiettivo era quindi quello di creare una città moderna, una rinascita totale rispetto al passato. Si tratta di un progetto unico nel suo genere, che però non decollò mai, in quanto fu considerato un ambiente straniante, dove non si respirano le tradizioni e la cultura del popolo indiano.

Il luogo dove forse meglio si concretizza l’impegno di Le Corbusier in campo urbanistico è invece la città francese di Marsiglia. L’Unité d’Habitation è un enorme complesso residenziale, un vero quartiere più che un edificio, dall’aspetto semplice e spartano, con superfici di cemento lasciate a vista. Formato da diciassette piani per 1.600 persone, con più di trecento appartamenti in venti diversi tagli, dal monolocale al grande appartamento per una famiglia numerosa. Inoltre sono presenti anche servizi e negozi, come in un moderno centro commerciale, e sul tetto piscine e giardini. Uno spazio che oggi è pienamente inserito nel tessuto urbano e che ospita una fervente vita sociale e culturale. 

Federica.

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