ALMANACCO: 3 Ottobre nasce l’attrice Eleonora Duse

Attrice teatrale italiana, soprannominata la divina, Eleonora Duse nacque il 3 Ottobre del 1858. Venne definita la più grande attrice teatrale di tutti i tempi, vista come simbolo del teatro moderno grazie alla sua sensibilità recitativa e alla sua naturalezza. Acclamata da tutti, compì tournée all’estero, recitando però sempre in italiano.

Eleonora nacque a Vigevano nel 1858 in una famiglia di attori. Infatti i genitori furono una coppia di attori girovaghi, così come il nonno Luigi Duse, uno dei più popolari attori di commedie veneziane dialettali e gestore di un proprio teatro. Fu per questo che fin da piccola, Eleonora Duse, entrò in scena sul palcoscenico, già all’età di soli quattro anni. Il suo primo ruolo fu per l’opera teatrale I miserabili riportato da una locandina del Nobile Teatro di Zara nella primavera del 1863.

Gli esordi e l’adolescenza

La futura attrice trascorse un’infanzia durissima. All’età di 12 anni, la madre finisce ricoverata in ospedale per una malattia, così Eleonora inizia a farsi carico delle parti femminili principali. Nel frattempo frequenta la scuola dove, a causa del mestiere di famiglia, viene lasciata in disparte dai compagni e pressoché ignorata dagli insegnanti. Impara così a leggere e scrivere dal padre, durante i continui spostamenti dovuti alla compagnia teatrale, ma anche alla fuga dai disordini dovuti ai moti di quel periodo.

Appena ventenne, Eleonora fu all’arena di Verona, interpretando Giulietta in modo inaspettato e del tutto nuovo, sorprendendo il pubblico. Ottenne un grande successo, tale da convincerla a recitare in un progetto artistico vero e proprio. Nel 1875 entrerà nella compagnia Pezzana-Brunetti, dove ottenne il ruolo di seconda donna. Mentre nell’anno successivo, venne assunta dalla compagnia Ciotti-Belli-Blanes, trasferendosi a Napoli, all’epoca città cosmopolita e ricca di eventi culturali. Fu qui che alcune memorabili interpretazioni, come Teresa Raquin di Émile Zola, le procurarono presto l’adorazione del pubblico e l’entusiasmo della critica.

La Divina Duse

La compagnia Ciotti-Belli-Blanes, lavorava soprattutto al Teatro dei Fiorentini, inizialmente di proprietà della principessa di Santobuono. Gestione che però si rivelò deludente, tanto che molti attori si sciolsero dalla compagnia, tra cui Eleonora stessa, aggregandosi allo stesso tempo a quella di Cesare Rossi che operava maggiormente a Torino. Quando l’attrice principale lasciò il gruppo, Eleonora diventò prima donna della compagnia Rossi e protagonista di tutti pezzi, facendosi conoscere in tutta Italia. Di aiuto fu anche il marito Tebaldo Checchi, che si rivelò un ottimo manager per la moglie, a cui si deve la costruzione della leggendaria figura della Duse.

Gli attori tradizionali seguivano delle regole precise nei gesti da proporre al pubblico e soprattutto nell’impostazione della voce, rifacendosi alla tradizione del teatro dell’arte. Eleonora Duse scelse invece di essere controcorrente, usando pochissime decorazioni di scena e lasciando il palco quasi vuoto, incentrando tutto su se stessa. Inoltre decise di non farsi truccare e di non calcare in maniera eccessiva voce e gesti, ma al contrario di affidarsi alle espressioni del volto e all’uso sapiente del ritmo fra parole e silenzi. Attrice con un animo sensibilissimo e sempre rivolto alla ricerca del miglioramento, Eleonora Duse, rafforza le sue doti innate anche attraverso la cultura e lo studio calandosi in ruoli artisticamente sempre più alti.

La fama con la Compagnia Rossi

Con la compagnia di Rossi, la Duse si spostò in tutta Italia, tra Roma, Milano, Torino, fino a partire per il Sudamerica nel 1885. Una volta ritornata in Italia, però la compagnia si scioglie ed Eleonora ne fonda una propria, chiamata la Compagnia della Città di Roma in società con Flavio Andò. Diventa quindi responsabile della scelta del repertorio e dei componenti della troupe, ha libertà nella scelta anche di pezzi audaci e poco conosciuti dal pubblico italiano.

La sua fama e della sua compagnia la porta in tournèe in tutto il mondo, dall’Egitto, alla Russia dando voce ad autori italiani contemporanei, anche meno conosciuti. Si reca anche in Austria dove ottenne un enorme successo, tanto che un impresario locale la convince a intraprendere una tournée anche nel nord America. Una volta però negli Stati Uniti, si accorse il pubblico americano non era ancora abituato all’originalità del teatro europeo, e soprattutto al suo modo particolare di recitare. Così non trovò molti riscontri in America, tanto che amareggiata decise di sciogliere la compagnia.

Relazione con Gabriele D’Annunzio

Ritornata in Italia, soggiorna a Venezia, dove entrò a far parte del circolo di artisti e scrittori della città lagunare, godendosi finalmente la tranquillità economica frutto di anni di lavoro. Fu proprio qui che la Duse si innamorò dell’intellettuale Gabriele D’Annunzio, con il quale oltre ad un bell’amore, crea un’alleanza artistica: lui avrebbe scritto opere e lei le avrebbe portate in scena. Fu grazie a lui che riprese le tournèe in Europa e negli Stati Uniti, portando in scena il dramma La città morta, creata dallo scrittore appositamente per lei.

Al ritorno in Italia, però i rapporti con D’Annunzio si incrinarono, soprattutto per le numerose incomprensioni, per le infedeltà di lui e la crescente stanchezza fisica di lei, ancora così ansiosa di mettersi alla prova ma dalla salute sempre più delicata. Nel 1900 D’Annunzio pubblica Il fuoco, un romanzo che narra la relazione fra un giovane poeta e La Foscarina, un’attrice già avanti con gli anni. Gli evidenti riferimenti autobiografici garantiscono il successo immediato ma anche le polemiche che segnarono la fine della loro relazione.

Ultimi anni

Dopo aver investito energie, idee e denaro nelle opere del suo ex, Eleonora dovette nuovamente costruirsi un repertorio, dedicandosi a opere inedite. Lavora e viaggia per un quarto di secolo, persino con la scoppio della Grande Guerra fa visita ai soldati, parla con loro, recita per loro, vende o impegna i pochi oggetti che le rimangono per offrire denaro alle famiglie in difficoltà. Nell’ennesima tournée negli Stati Uniti, già debole di polmoni, si ammala in modo grave e si spegne in una stanza d’albergo a Pittsburgh.

Federica.

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