ALMANACCO: 28 Settembre muore il poeta André Breton

Poeta, saggista e critico d’arte francese, André Breton morì il 28 Settembre del 1966. Venne soprattutto conosciuto come poeta teorico del surrealismo, un movimento d’avanguardia creato da lui stesso le cui tecniche sono applicate ad ogni forma di arte. Come fondatore del movimento, curò la stesura di numerosi manifesti e riviste, mostre e incontri indirizzati alla diffusione delle teorie surrealiste.

André Breton nacque nel 1896 in Francia, nella cittadina di Pantin, dove si trasferì ancora bambino insieme alla famiglia. Qui frequenta l’Istituto Religioso Saint Elisabeth per poi entrare alla scuola comunale della città, dove si rivela uno studente eccellente. Anche se i genitori lo volevano ingegnere o ufficiale di marina, il giovane André sviluppò la passione per la poesia, tanto da iniziare a pubblicare piccole poesie sulla rivista scolastica, che firmerà con l’anagramma René Dobrant.

L’esordio poetico

Leggendo le opere di grandi poeti come Baudelaire, Mallarmé e Huysmans, si scoprì anche appassionato alle arti figurative, apprezzando molto l’arte primitiva a discapito del cubismo. Nel 1913 si iscrisse all’università per studiare Medicina, continuando però a scrivere poesie, che decise di sottoporre al giudizio critico di Paul Valéry. Ma lo studio venne ben presto interrotto, quando nel 1915 venne chiamato al servizio militare come infermiere per la Grande Guerra. Durante questo periodo di difficoltà scrisse la pièce Décembre e Age, il suo primo poema in prosa fortemente influenzato da Rimbaud.

Fu proprio in questa occasione che egli ipotizza anche di dedicarsi alla psichiatria. Infatti, a partire dal 1916 fece richiesta per entrare nei centri neuro-psichiatrici dell’ospedale a cui prestava servizio. In questo luogo entra in contatto con le teorie di Freud, che lo appassionano, tanto da praticare con i suoi pazienti il metodo dell’associazione libera, teoria della psicoanalisi che riutilizza nella sua ricerca poetica.  

Passaggio per l’arte e il dadaismo

La passione per l’arte e per la poesia, fu superiore alla Medicina. Fu per questo che abbandonò presto gli studi per lavorare per l’editore francese Gaston Gallimard nella rivista Nouvelle Revue Française. La sua scrittura fu alternativa, e le sue poesie mostravano il desiderio di rompere con la metrica classica. Il suo obiettivo, infatti, fu di rompere con la tradizione dell’Ottocento, in particolare con i simbolisti che hanno affascinato la sua adolescenza.

Questa visione lo fece partecipare con entusiasmo al Manifesto Dada 3 di Tristan Tzara, inisieme ad altri giovani poeti che costituiscono il nucleo di un gruppo che cambierà con il tempo, e con il quale fonda la rivista “Littérature“. Nel frattempo esce la sua prima raccolta di poesie, intitolata Mont de pieté, arricchita dalle illustrazioni di André Derain. Fu grazie a quest’ultimo ma anche all’amico Francis Picabia, che nel 1920 aderisce con convinzione al dadaismo. Idea che però abbandonò ben presto perchè ritenuta inconcludente.

Il Surrealismo di Breton

Fu solamente dopo l’abbandono del dadaismo che Breton si avvicinò al Surrealismo, firmando il primo Manifesto Surrealista, insieme ad altri amici del suo gruppo. Inizia a dirigere anche due riviste sul tema, ovvero La Rivoluzione surrealista dal 1924 al 1929, e Il Surrealismo al servizio della rivoluzione fino al 1933. Pubblica una moltitudine di poemi, saggi e riflessioni sull’arte che tenderanno sempre più ad essere provocatori e politici, tanto da far allontanare molti personaggi dal gruppo.

Breton, ormai sempre più politico, lascia il Partito comunista e si avvicina a Trockij, spostandosi anche negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra mondiale. Breton non rinuncia però ad un’attività frenetica, tanto che scrive Arcano 17, un racconto in cui l’evoluzione del surrealismo verso il culto d’Oriente, e persino l’occultismo, appare con evidenza. Con quest’opera denuncia i crimini di Stalin in URSS e prende posizione contro la guerra d’Algeria e contro il Nazismo. Nel 1940, scrive la Anthologie de l’humour noir, ma la distribuzione venne sospesa, con l’entrata di Hitler a Parigi. Il libro venne censurato e il suo nome fu sulle liste di comunisti.

L’esilio e gli ultimi anni

Breton, decise così di andare in esilio, rifugiandosi inizialmente nel sud della Francia, a Marsiglia su una nave diretta in Martinica, e infine a New York. Ritornato in Francia però, André Breton si sentì disorientato, anche per i numerosi mutamenti in ambito intellettuale, tanto che in molti iniziarono a considerare il surrealismo qualcosa di sorpassato. Fu così che nel 1947, organizza una mostra insieme con Duchamp che vorrebbe rilanciare il surrealismo, ma il risultato fu è dei migliori. André Breton muore il 28 settembre del 1966 a Parigi, dove fu portato dopo una crisi respiratoria.

Federica.

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