ALMANACCO: 24 Settembre muore il gioielliere Peter Carl Fabergé

Conosciuto per essere un famosissimo gioielliere e orafo russo, Peter Carl Fabergé morì il 24 Settembre del 1920. Divenne particolarmente noto per le sue 57 famose e iconiche Uova Fabergé, prodotti d’alta gioielleria a forma di uova di Pasqua, realizzati in oro e altri materiali preziosi, molto apprezzate dagli zar di Russia. Realizzate nella sua gioielleria di San Pietroburgo, nella così chiamata Casa Fabergé, queste uova avevano diverse forme e dimensioni.

Nato a San Pietroburgo nel 1846, fin da subito maturò in lui la passione per l’arte e per la gioielleria, anche grazie al padre, che possedeva una gioielleria nel centro città. Fu per questo che crescendo decise di frequentare un corso alla Scuola delle Arti e dei Mestieri, imparando il mestiere. Grazie al lavoro del padre, tutta la famiglia iniziò un tour nelle città più importanti d’Europa, entrando in contatto con i più famosi gioiellieri di Germania, Francia ed Inghilterra.

La fama della gioielleria

I suoi viaggi e studi proseguirono sino al 1872, quando, all’età di 26 anni, fece ritorno a San Pietroburgo, dove iniziò a lavorare nella gioielleria di famiglia. Qui venne affiancato al mastro di bottega Hiskias Pendin che divenne il suo mentore e tutore, che lo avviò al lavoro. Fu alla morte di quest’ultimo che Carl Fabergé ottenne la responsabilità di condurre l’attività di famiglia. Fu proprio in quegli anni, che la bottega dei Fabergé ottenne maggior successo, in quanto si trovò a dover catalogare, riparare e restaurare oggetti, anche provenienti dall’Ermitage.

Grazie alla fama della gioielleria, Carl ottenne dal governo il titolo di Maestro Gioielliere, il che gli permise di porre sui suoi oggetti la propria firma e un marchio personale. L’ecletticità del lavoro dei Fabergé consisteva nel rendere ogni oggetto particolarmente prezioso, attraverso l’aggiunta di disegni e particolari unici al mondo, oltre all’utilizzo di automi e sistemi innovativi per i gioielli stessi. La sua reputazione divenne così alta e di conseguenza anche la bottega Fabergé divenne la più grande gioielleria della Russia, con punti vendita a San Pietroburgo, a Mosca, Odessa, Kiev e Londra.

Le famose Uova Imperiali

Ma fu nel 1882 che Carl Fabergé partecipò all’Esibizione Pan-russa a Mosca, realizzando ed esponendo per l’occasione, uno dei suoi pezzi migliori, ovvero la replica di un prezioso braccialetto in oro del IV secolo, proveniente dal tesoro di Scizia. Ovviamente ottenne moltissimo successo, tanto che lo zar, vedendolo, disse che non si poteva distinguere dall’originale, tanto era somigliante. Da quel punto in poi, le opere della famiglia Fabergé entrarono a far parte della collezione imperiale e gli artisti vennero ammessi a corte. Fu proprio per lo zar Alessandro III di Russia che venne realizzato il primo famoso uovo di Fabergè, come sorpresa di Pasqua per la moglie Maria.

Venne realizzato in uno smalto opaco di colore bianco, strutturato come una matrioska russa. Infatti, all’interno si trovava un tuorlo tutto d’oro contenente una gallinella colorata in smalti, con gli occhi di rubino. La gallinella racchiude una copia in miniatura della corona imperiale, contenente a sua volta un piccolo rubino con la forma d’uovo. La regina fu talmente felice del regalo che commissionò a Fabergé la realizzazione di un uovo per ogni anno a venire, con la condizione che fosse ogni volta un pezzo unico. A partire dal 1895, con lo zar successivo, il figlio Nicola II, le uova prodotte diventarono due all’anno: uno per la moglie Aleksandra e uno per la regina madre. Questa tradizione pasquale proseguì fino alla Rivoluzione d’Ottobre.

Diffusione e pubblicizzazione

Fu anche grazie alla realizzazione di queste uova preziose per la corte imperiale, che Fabergè e la sua gioielleria divennero famosi in tutto il mondo. La preparazione delle uova occupava un intero anno, e una volta che un progetto veniva scelto, una squadra di artigiani lavorava per montare l’uovo. Esse potevano essere di varia grandezza e colore. Infatti oltre alle più famose uova imperiali realizzate per gli zar, ne vennero realizzate anche di più piccole, addirittura da appendere ad una catenina al collo. Forse il segreto dell’unicità di ogni uovo, è che i gioiellieri della fabbrica usavano una ricca tavolozza di colori, che consisteva in 124 sfumature diverse. Grazie a questa varietà di colori, i maestri potevano realizzare una varietà di modelli unici e mai ripetuti. Ogni cliente riceveva un regalo unico e speciale.

Sulla collezione più famosa del gioielliere venne realizzato il Museo Carl Fabergé a San Pietroburgo, situato nel Palazzo Shuvalov sull’argine Fontanka. Il museo custodisce 4.000 oggetti, tra cui, oltre alle famose uova di Pasqua, oggetti per interni, argenteria e opere di contemporanei del famoso maestro, come altri gioiellieri. Ad oggi le iconiche Uova di Fabergè sono sparse per il mondo, divise tra collezioni private e museali, e se ne contano circa una quarantina. Mentre 8 di questi preziosi oggetti non si sa dove siano.

Ultimi anni

Fu però con lo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre e la caduta della monarchia zarista, che tutti i negozi del famoso gioielliere furono nazionalizzati, passando sotto le mani del Partito Bolscevico salito al potere. Fu così che in seguito alla confisca di tutti i pezzi presenti in magazzino, che Carl Fabergé lasciò San Pietroburgo, dirigendosi verso Riga. Dopo che le truppe sovietiche occuparono anche il territorio della Lituania, Carl si trasferì in Germania, mentre la moglie e il figlio riuscirono a fuggire in Finlandia.

Peter Carl Fabergé non si riprese mai dallo shock della Rivoluzione russa, che gli causò un forte impatto sia fisico che mentale. Fu nel 1920 che morì a Losanna, dove si era recentemente trasferito per curare un cuore malato.

Federica.

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