ALMANACCO: 21 Settembre nasce l’artista Maurizio Cattelan

Curatore, gallerista, giornalista, ma soprattutto artista dell’arte contemporanea, Maurizio Cattelan nacque il 21 Settembre del 1960. Attraverso la sua arte riesce ad appassionare tutti, perchè in grado di tradurre il linguaggio dell’arte e dei media, costruendo provocazioni che creano scompiglio. Ecco perchè viene sia amato, sia criticato.

Nato a Padova, in una famiglia non legata al mondo dell’arte, Maurizio Cattelan fu inizialmente appassionato di radiotecnica. Smontando e rimontando vecchi apparecchi, come televisori e radi, acquisisce quella dimestichezza nell’assemblare, tagliare e saldare diversi tipi di materiali e metalli. Fu proprio qui che nacque la decisione di frequentare l’Istituto tecnico Industriale, e nel frattempo, per la necessità di rendersi indipendente, impegnarsi in una serie di lavoretti come giardiniere, cameriere, antennista, portalettere.

Esordio artistico

Nonostante la vita professionale lo abbia portato a sperimentare diversi lavori, la passione nel creare composizioni non è mai venuta a mancare, tanto che Cattelan inviava le foto delle sue creazioni alle gallerie d’arte di molti paesi del mondo. La prima che ha accettò una delle sue proposte fu la Galleria Neon di Bologna e da quel momento la sua vita cambiò radicalmente. Infatti iniziò ad introdursi nel mondo dell’arte, come totale autodidatta, in quanto non frequentò mai accademie e scuole.

Fu verso la metà anni ottanta, che ottenne la svolta, conoscendo e collaborando con alcuni artisti del luogo. Ma il suo esordio espositivo avvenne solamente nel 1991, alla Galleria d’arte moderna di Bologna, dove presenta l’opera intitolata Stadium, ovvero un lunghissimo tavolo da calcio balilla, con schiere di giocatori alle due estremità: i bianchi erano le riserve del Cesena e i neri erano degli operai senegalesi che lavoravano in Veneto. Due anni dopo realizza anche un altro lavoro, Lavorare è un brutto mestiere, con l’intento di voler vendere a un’agenzia pubblicitaria il suo spazio espositivo. Quest’opera venne presentata in occasione della Biennale di Venezia, sconvolgendo il pubblico presente.

Il pensiero e le tematiche

Il percorso artistico di Cattelan inizia nell’avanguardia del novecento, con un approccio critico in contrasto con il tradizionale sistema dell’arte. Il suo tentativo fu di fondere insieme vita e arte, realtà e fantasia, ricercando sempre più azioni sensazionalistiche e mass-mediatiche. Ad esempio lavori come A Perfect Day, o come Hollywood sono più affini, anche nei titoli, a certi format televisivi degli anni 80 e 90, che alla tradizione artistica, mirando a quell’effetto di meraviglia e di spaesamento del prodotto mass-mediatico.

Le sue opere combinano la scultura con la performance, includendo molto spesso anche eventi di tipo “happening”, azioni provocatorie, pezzi teatrali, testi-commento sui pannelli che accompagnano sue opere d’arte. Le opere dell’artista suscitano al primo impatto un sorriso, ma al tempo stesso disturbano lo spettatore, spingendolo ad una riflessione. I temi celati nelle opere dell’artista sono seri e profondi, come la morte, l’amore, il senso della vita, il fallimento. Ecco perchè in parecchie opere usa animali imbalsamati o finti, manichini e statue in ceroplastica.

Tra le opere più iconiche

Conosciuto da tutti come il cavallo di Cattelan, in realtà il titolo di quest’opera è Novecento, in onore del celebre film di Bernardo Bertolucci. L’opera consiste in un cavallo imbalsamato, appeso al soffitto, che trasmette frustrazione ed insicurezza, tema ricorrente delle opere di Cattelan. Un’altra opera celebre è La Nona Ora, una scultura di Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite. Ovviamente quest’opera sollevò critiche e polemiche, ma aveva un messaggio nitido, ovvero simboleggiava una Chiesa ormai in profonda in crisi, a causa di numerosi scandali finanziari e sessuali emersi proprio in quegli anni.

Le opere di Cattelan non hanno mai un’unica chiave, ma hanno svariate interpretazioni. Si prenda, ad esempio, Him, l’opera che raffigura Hitler in atto di pregare, in ginocchio. Potrebbe essere simbolo dell’impossibilità di perdonare il dittatore per il male fatto, ma anche un’allegoria del male che si presenta inizialmente con un aspetto innocuo. Stessa dissacrante provocazione avvenne quanto l’artista presentò dei bambini impiccati in un’opera senza titolo del 2004, come riflessione sulla condizione dell’infanzia. Provocatoria al punto che alcuni milanesi scandalizzati salirono sull’albero di Porta Ticinese per rimuovere i manichini, ma uno di loro cadde finendo in pronto soccorso.

Le ultime opere

E forse ancor meglio con L.O.V.E., sigla di Libertà, Odio, Vendetta, Eternità, fu una delle opere più ambigue, realizzate davanti alla sede della Borsa di Milano, un famoso esempio di architettura fascista. Quest’opera, alta dieci metri, fu fatta di quintali di marmo di Carrara, modellato creando un dito medio. In realtà questa scultura raffigurava una mano impegnata in un saluto fascista, con 4 dita mozzate. L’unico dito superstite è il medio, trasformando così il gesto della mano in un atto osceno e provocatorio, nei confronti del fascismo ma anche del mondo della finanza.

Ma una delle sue ultime opere, forse la più conosciuta, è quella intitolata Comedian, un ready-made che si beffa del sistema dell’arte. Si tratta di una banana, del costo di 30 cent, incollata con il nastro adesivo ad una parete della Galleria Perrotin ad Art Basel di Miami Beach. Il suo obiettivo fu quello di invitare il pubblico a riflettere sul valore delle opere d’arte, e sull’idea che una semplice banana comprata al fruttivendolo, si fosse trasformata in un’icona dell’arte contemporanea e venduta a 120 mila dollari. Durante la mostra però, questa opera venne resa protagonista di un’ulteriore performance di un altro artista David Datuna, che staccò la banana e la mangiò davanti alla folla.

Federica.

Sempre nel 2001 si dedica alla realizzazione di un altro lavoro, “Him”, in cui rappresenta Hitler in ginocchio nell’atto di richiedere perdono per il male che ha commesso. L’obiettivo di questa rappresentazione artistica è quello di far comprendere alla gente che un uomo che ha commesso uno sterminio così grave come quello ai danni degli ebrei è difficile da perdonare.

In una delle strade di New York inoltre ha anche aperto una vetrina, la “Wrong Gallery”, in cui è possibile fare delle esposizioni artistiche. Nel mondo riscuote un grande successo, ma ottiene anche numerose critiche per le sue opere provocatorie.

In occasione della laurea honoris causa che gli è stata conferita dalla facoltà di Sociologia dell’Ateneo di Trento, fingendo di essere un asino, regala all’Università un asino imbalsamato. Questo lavoro prende il nome di “Un asino tra i dottori”.

Nel corso della sua permanenza a New York Cattelan crea, con Paola Mafrin, una rivista di arte contemporanea: “Permanent Food”, in cui vengono rappresentate delle immagini rubate.

Sempre a New York dirige con Alì Subotnick e Massimiliano Gioni la rivista “Charley”. Nel 2006 viene chiamato a curare la quarta Biennale di Berlino. Due anni dopo vince l’importante Premio alla Carriera che gli viene insignito dalla XV Quadriennale d’Arte di Roma.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: