ALMANACCO: 14 Settembre nasce l’architetto Renzo Piano

Architetto e senatore italiano, Renzo Piano nacque il 14 Settembre del 1937. Tra i più noti e rinomati architetti dell’epoca contemporanea, passò oltre 50 anni a disegnare e plasmare il mondo a modo suo. Vincitore di numerosi premi, tra cui il Premio Pritzker consegnatogli dal Presidente Americano Bill Clinton nel 1998, e la medaglia d’oro AIA nel 2008. Fu anche nominato nel 2013, senatore a vita della Repubblica Italiana, dal presidente Giorgio Napolitano.

Renzo Piano nacque a Genova nel 1937, da una famiglia di costruttori edili, influenza che lo porterà ad amare il mondo dell’architettura già da bambino. Dopo aver conseguito la maturità classica, infatti si iscrisse al Politecnico di Milano per studiare e laurearsi in Archiettura. Grazie al padre, costruttore edile, ha subito la possibilità di conoscere la vita di cantiere e di esercitare la professione, nonché di instaurare le prime relazioni con i clienti.

Gli esordi architettonici

Fu proprio durante gli studi universitari che conobbe un maestro, Franco Albini, padre del Razionalismo italiano, che nutre la sua passione per i dettagli, contribuendo a segnarne la visione architettonica di Piano. Da lui, impara ad avere una visione in cui ciascun progetto è come un prototipo, che si assembla pezzo per pezzo, con una spiccata vocazione tecnologica e artigianale, deliberatamente anti-accademica. Infatti, Renzo Piano iniziò questo lavoro di sperimentazione che lo porterà ad esiti del tutto originali. In particolare, si dedicò allo sviluppo di strutture spaziali a guscio, sperimentando sui materiali e sulle tipologie strutturali.

La carica innovativa di edifici come la fabbrica mobile per l’estrazione di zolfo, costruita a Pomezia nel 1966, oppure il padiglione per la XIV Triennale di Milano del 1967, e quello italiano costruito due anni dopo alla Fiera di Osaka, trasformano il giovane progettista in un personaggio molto noto agli addetti al settore. La risonanza internazionale, fu enorme, tanto da avviare una potente attività internazionale che dura da oltre mezzo secolo. Ma il vero successo venne in seguito alla citazione del suo nome su riviste del settore, non rivolte esclusivamente ad addetti ai lavori od appassionati, ma anche a critici, come ad esempio Casabella.

Collaborazioni e progetti

Nel 1971 iniziò la collaborazione con Richard Rogers, nella società Piano&Rogers che continuò per gran parte della sua vita. Fu proprio in quel momento che gli venne affidato uno dei progetti più discussi della sua carriera, ovvero la realizzazione del Centro Georges Pompidou a Parigi. La città francese, infatti, disponeva di una piazza del tutto anonima, che il Presidente Pompidou aveva deciso di riqualificare, istituendo un centro per l’arte contemporanea. Renzo Piano vinse il concorso insieme a Rogers e Franchini, realizzando un progetto rivoluzionario e altamente rappresentativo del movimento high-tech. Una costruzione dall’impianto architettonico ardito, costruito con materiali inusuali, che soprese sia positivamente che negativamente.

Su questo cantiere Renzo Piano conobbe Peter Rice, ingegnere capo del progetto, che diviene suo partner, a discapito di Richard Rogers. La collaborazione con Rice durò quattro anni e si conclude nel 1981, quando l’architetto italiano decide di mettersi in proprio. Nacque così il Renzo Piano Building Workshop, che non a caso realizzò a Genova come sua sede principale. Fu un edificio che sintetizza tutte le peculiarità dell’architetto, mirato all’uso di materiali e tecnologie all’avanguardia, con l’intento di progredire sempre di più nella capacità di realizzare edifici e complessi urbani in tutto il mondo. Divenne a tutti gli effetti un’archistar, capace di spaziare in tutti i campi, dal sacro al profano, dal piccolo al gigantesco. 

Le sue opere più importanti

Tra i suoi progetti più importanti ricordiamo l’Aeroporto internazionale del Kansai a Osaka, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, la Chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, lo stadio San Nicola di Bari. Fino ad arrivare ai grattacieli, come The Shard a Londra e il Nuovo palazzo di Giustizia di Parigi, in costruzione, che diventerà il più alto edificio della città dopo la Torre Eiffel. Ma fu dall’impegno civico che Renzo Piano trae le più grandi soddisfazioni, soprattutto per la realizzazione di centri museali e culturali disseminati in tutto il mondo. Fra questi ricordiamo, la Menil Collection a Houston, la Fondazione Beyeler a Basilea, il Kimbell Art Museum di Kahn, l’High Museum di Atlanta, il Paul Klee Zentrum a Berna, fino al recente MUSE di Trento.

L’architetto genovese si cimentò inoltre in numerosi interventi di riqualificazione urbana, concependo opere che incidono profondamente nel tessuto socio-culturale dei luoghi in cui si insediano. Pensiamo ad esempio al progetto di ristrutturazione Schlumberger di Montrouge e soprattutto al recupero del Porto Antico di Genova, che riflette un moto di rinascita e orgoglio cittadino. Stessa cosa per la riconversione del Lingotto di Torino da fabbrica dismessa a polo culturale, o il restyling di Potsdamer Platz a Berlino, dopo la caduta del muro. Renzo Piano riuscì nell’intento di innovare restando fedele all’identità e alla storia di ciascun luogo, con una sensibilità artistica, e ancor prima umana, che si insedia nelle forme architettoniche, rendendole vive e uniche.

Premi e riconoscimenti

Questo talento è valso all’architetto genovese una sfilza lunghissima di premi e riconoscimenti, primo fra tutti il Pritzker Prize, ricevuto dalle mani del presidente americano Bill Clinton nel 1998, ma anche la medaglia d’oro del RIBA (Royal Institute of British Architects), la légion d’honneur, il Wexner Prize, la medaglia d’oro dell’AIA (American institute of architects), solo per citarne alcuni. Anche in Italia ricevette numerosi premi, soprattutto perchè fu un uomo capace di rappresentare l’eccellenza italiana in giro per il mondo. Si sono succeduti innumerevoli riconoscimenti, fino alla nomina di Senatore a vita della Repubblica Italiana, conferitogli nel 2013 dal presidente Giorgio Napolitano.

Un po’ della sua fortuna e del suo successo, Renzo Piano decise di condividerli, dando vita nel 2006 a una Fondazione che porta il suo nome, un ente no-profit con sede a Genova, che si occupa dell’archivio dello Studio Renzo Piano, ma che soprattutto mira a supportare e formare i giovani architetti, attraverso borse di studio, pubblicazione di libri e promozione di mostre.

Federica.

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