ALMANACCO: 11 Settembre muore lo scultore Pino Pascali

Artista scultore ma anche scenografo, fotografo, performer e disegnatore, Pino Pascali morì l’11 Settembre del 1968. Considerato forse l’artista pugliese più grande, e certamente più celebre a livello internazionale di tutto il Novecento. Attraverso le sue opere ha saputo esprimere il suo Io interiore fino ad arrivare ad una ragionata critica sociale, servendosi di tutti i mezzi espressivi che gli furono a disposizione in quel tempo.

Nato a Polignano a Mare, in Puglia nel 1935, anche se trascorse l’adolescenza a Bari, dove frequenta prima il liceo scientifico, poi il liceo artistico. Fin dalla tenera età, l’arte fu la sua più grande passione, tanto che nel 1956 si trasferì a Roma, per iscriversi all’Accademia di Belle Arti. Fu proprio qui che seguì il corso di Scenografia tenuto da Toti Scialoja, maestro capace di attrarre i suoi allievi non solo verso il teatro, ma anche più in generale sull’arte figurativa, sulla letteratura e sulla filosofia contemporanea.

Diviso tra scultura e televisione

Furono gli anni dell’Accademia i più importanti per Pino Pascali, sia dal punto di vista artistico che ideologico. Infatti in questo periodo, maturò come artista eclettico e progressista, cominciando a frequentare l’ambiente degli artisti romani. In particolare, si lega al Gruppo di Piazza del Popolo, seguendo delle conferenze organizzate presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna. Partecipa poi a vari collettivi e nel 1965, ottenne la sua prima personale alla Galleria La Tartaruga di Roma. In soli tre anni viene notato dai più importanti critici e galleristi, entrando così a far parte del panorama dell’arte contemporanea italiana.

L’esordio di Pascali nel settore della scenografia e dell’arte scenica, avvenne ancora prima della laurea e del diploma, ottenuto con il massimo dei voti nel 1959. Fu proprio in questo periodo che si rivelò particolarmente proficua per lui la collaborazione con lo Studio Saraceni e la Lodolo Film, dove svolse attività di scenografo, grafico e creativo di spot pubblicitari. Queste esperienze lo portarono, successivamente ad aver conseguito la laurea, a lavorare come aiuto scenografo alla Rai, dando vita a Caroselli, spot pubblicitari e sigle televisive.

Poetica artistica

I primi anni Sessanta vedono Pascali impegnato nella riproduzione di opere d’arte fortemente influenzate dalla Pop Art, che stava spopolando già in America e che si diffuse successivamente anche in Italia. Nelle sue opere originali, amava sperimentare materiali e tecniche più diverse, come plastica e polistirolo, trattati con cartapesta, acido, lamiera, ecc. Proprio per questo fu un artista fuori dagli schemi, vulcanico e amante del paradosso. I suoi lavori infatti sono la somma del suo genio eclettico, nel quale però riunisce la sua cultura mediterranea, recuperando immagini di campi, mare, terra e animali. In particolare, le opere dal titolo Canali di irrigazione, Ricostruzione della natura e Campi Arati.

Pino Pascali realizzerà anche delle sculture, anche qui utilizzando materiali effimeri e fragili come il legno, la tela, la paglia, la lana d’acciaio, esprimendo la sua personalità originale e anticonformista, rifacendosi alle forme del gioco e dell’avventura tipiche dei più piccoli. Infatti, per lui la passione per l’arte ha un sapore ludico, tanto che dedicò un intero ciclo di opere alle armi giocattolo, come quelle utilizzate dai bambini, create con materiali di riuso. Proprio per questa poetica artistica, che possiamo dire che Pascali è ritenuto uno dei più importanti esponenti dell’Arte Povera, in Italia.

La morte prematura

Ma proprio all’apice della sua carriera, mentre alcune sue opere erano in mostra alla Biennale di Venezia, morì prematuramente all’età di 32 anni. La morte, fu a causa di una grave ferita riportata in seguito ad un brutto incidente in motocicletta, altra grande passione. In omaggio a questo artista, è stato istituito il Premio Pino Pascali, a cura della Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare, presso la quale sono attualmente esposte non solo le sue opere, ma anche degli artisti vincitori del Premio e degli artisti pugliesi che meritano particolare attenzione.

Federica.

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