ALMANACCO: 4 Settembre nasce il generale Luigi Cadorna

Generale e politico italiano, Luigi Cadorna nacque il 4 Settembre del 1850. Ufficiale di grande energia, passò alla storia per essere diventato capo di Stato maggiore generale dirigendo con poteri quasi assoluti le operazioni del Regio Esercito nella prima guerra mondiale dall’entrata dell’Italia nel conflitto, alla disfatta di Caporetto. Figura discussa e controversa per le sue strategie eccessivamente rigide e per la spietata disciplina che causarono pesanti perdite.

Nasce a Pallanza, in Piemonte nel 1850, discendente di un’illustre famiglia di militari. Anche il padre Raffaele fu un generale, grazie al quale Luigi venne avviato sin da bambino alla carriera militare. Il suo percorso militare iniziò all’età di 10 anni, prima come allievo del Collegio militare di Milano, poi passando all’Accademia militare di Torino, dove divenne sottotenente dello Stato Maggiore. Nel 1868 entra alla Scuola di guerra, da cui ne uscì Tenente.

La carriera di Cadorna

Da qui parte una carriera di successi in cui, girando l’Italia centrale e settentrionale, conquista la stima degli alti ranghi del settore. A distanza di qualche anno consegue il grado di maggiore diventando comandante di battaglione ad Alba, e poi a Verona. Nel 1892 promosso colonnello, ottenne il primo incarico operativo in qualità di comandante del 10º Reggimento Bersaglieri a Cremona e a Napoli. Fu in questa occasione che ebbe modo di studiare per la prima volta quei princìpi tattici, che costituirono poi la base della sua incrollabile fede nell’offensiva a oltranza, mettendo in evidenza la sua rigorosa interpretazione della disciplina militare e per il frequente ricorso a dure sanzioni.

Nel 1896, assunse la carica di capo di Stato Maggiore del Corpo d’armata di Firenze, e poi, dal 1898 è maggiore generale della brigata Pistoia ad Alessandria e all’Aquila, entrando a far parte della ristretta cerchia degli alti ufficiali dell’esercito. La sua ascesa, si dimostrò costante, nonostante le numerose sue recriminazioni nei confronti di un presunto ostruzionismo da parte dei superiori. Questo perchè Luigi Cadorna mostrò fin da giovanissimo, quelli che dovevano essere i tratti inconfondibili della sua figura di soldato. Fu fortissimo carattere, con indomabile energia, amore per lo studio e per la riflessione. Aveva tenacia nel lavoro e attaccamento ferreo al dovere. Per più anni alternò servizi di stato maggiore a turni di comando di truppe.

L’inizio della Guerra

Ovviamente però affrontò anche degli insuccessi, primo fra tutti fu quello del 1900, quando si pensò ad un valido sostituto, in seguito all’abbandono del generale Alberto Cerruti al comando della Scuola di Guerra. Cadorna si vide scavalcato dal generale Luigi Zuccari, ma non si perse d’animo. Infatti nel 1914, alla morte del generale Alberto Pollio, fu chiamato a succedergli alla carica di Capo di Stato Maggiore dell’esercito, a pochissimi giorni di distanza da quello che sarebbe stato il primo conflitto mondiale.

Il nuovo Capo di Stato Maggiore si pose al lavoro, per fare dell’Esercito Italiano una macchina all’altezza della guerra all’orizzonte. Dal punto di vista militare, il programma mise in moto una sorta di restauro di forze, equipaggiamenti, batterie e corpi. Con il suo piano, scese in campo nel 1915 contro le truppe austro-ungariche. Per circa 30 mesi, condusse una serie di offensive senza mezze misure, realizzando anche delle manovre controffensive mirate. Ad esempio nella primavera del 1916, parò la minaccia dell’esercito austro-ungarico, rispose agli avversari duramente ottenendo la vittoria di Gorizia. Mossa che fece impaurire talmente tanto l’esercito nemico, che lo si vide costretto ad invocare l’aiuto dell’alleata Germania.

La disfatta di Caporetto

Fu nel 1917, che avvenne un’imponente offensiva lanciata ai danni dell’esercito di Cadorna, nell’Undicesima battaglia dell’Isonzo. Azione che però si concluse senza risultati decisivi, ma con un numero elevatissimo di vittime. Infatti Cadorna, procedeva come una macchina da guerra senza arresto, diventando l’eroe italiano per antonomasia, ma allo stesso tempo, senza avere cura delle sue truppe. A fronte di un esercito grande e ben guidato, infatti aveva un’insufficienza di empatia umana, e questo portò ad una svolta drammatica nel 1916. Visto infatti il risultato, e le grandi perdite degli italiani, gli austriaci pensarono ad un grande piano offensive con 7 divisioni tedesche e 8 austriache, da far piombare sull’esercito di Cadorna.

Manovra che fece diventare tragica la 14esima battaglia dell’Isonzo, costringendo gli italiani a non contrattaccare ma semplicemente difendersi ad oltranza fino alla morte. I nemici conversero su due direttive verso Caporetto, avanzando a una velocità non prevista verso la pianura veneta, facendo crollare l’esercito italiano. Questa brutta sorpresa venne aggravata dall’avvilimento fisico, lo stremo, la pesante carenza di risorse mista a noti difetti di organizzazione, le cui colpe ricadono tutte sul generale Cadorna. Fu per questo che si decise all’immediata sostituzione del generale Cadorna con il generale Armando Diaz.

La letteratura e gli ultimi anni

Ma Cadorna non fu solo il generale che portò alla disfatta di Caporetto, fu anche un uomo colto che si dedicò alla scrittura e alla letteratura. Infatti, nel 1898, scrisse Istruzione tattica, il suo primo libretto, relativo alla fanteria e all’importanza del coordinamento delle varie armi, dello sfruttamento del terreno per i tiratori avanzati, della determinazione del comandante e della disciplina nelle truppe. Quando nel 1919 venne sostituito con Diaz, sulla scorta delle numerose critiche, Cadorna raccolse le sue memorie belliche nel volume intitolato La guerra al fronte fino all’arresto sulla linea del Piave e del Grappa, in cui racconta la storia del conflitto come vissuto.

Nel dopoguerra Luigi Cadorna, generale e autore, venne amato e odiato. Da una parte ha il sostegno e la riabilitazione dei nazionalisti dopo Caporetto, dall’altra, invece fascisti, giolittiani, popolari e sinistre, che continuarono ad incolparlo. Fu solamente il 4 novembre del 1924, che Benito Mussolini cambiò le carte in tavola, nominandolo maresciallo d’Italia, assieme a Diaz, ed entrando un anno dopo anche in Senato. Muore all’età di 78 anni il 21 dicembre del 1928 in Liguria.

Federica.

Una opinione su "ALMANACCO: 4 Settembre nasce il generale Luigi Cadorna"

  1. Molto si è scritto di quel periodo, la disfatta venne attribuita a Cadorna (senza dubbio colpevole) ma era da accollare anche a una profonda carenza di buoni ufficiali dell’esercito italiano, e di una profonda sfiducia degli ufficiali stessi nei confronti dei soldati semplici, da prendere a nerbate perché non abbastanza coraggiosi (più volte i Carabinieri fucilano soldati in ritirata, facendo crollare ancora di più il morale). In molte lettere Cadorna dichiara di temere cosa possono pensare le truppe, soprattutto quando tornano nelle retrovie per le licenze, dove, a contatto con l’opinione pubblica, possono sviluppare sentimenti anti-monarchici e\o disfattisti. Con questo clima, il “botto” del ’17 era scontato (oltre a una capacità di fare la guerra dei tedeschi, molto maggiore rispetto ad Austria e Italia).

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