ALMANACCO: 29 Luglio muore il compositore Robert Schumann

Compositore, pianista e critico musicale tedesco, Robert Schumann morì il 29 Luglio del 1856. Venne da molti considerato l’iniziatore del romanticismo musicale, realizzando attraverso l’utilizzo del pianoforte importanti composizioni considerate autenticamente romantiche e poetiche per armonia, ritmo, forma e tecnica pianistica rivoluzionaria. Riuscì quindi a far coabitare le sue due passioni e vocazioni, quella musicale e quella poetico-letteraria.

Nacque nel 1810 nella città di Zwickau, in Germania, accostandosi fin da giovanissimo alle sue grandi passioni per la poesia, la letteratura e la musica. Conclusi gli studi liceali, nel 1828, dopo il suicidio della sorella e la morte del padre, si trasferisce a Lipsia, dove intraprese gli studi in giurisprudenza, che però non portò mai a termine. Qui si dedicò anche allo studio del pianoforte sotto la guida di Friedrich Wieck.

Il romanticismo di Schumann

Innamoratosi del pianoforte, a soli 20 anni inizia a comporre i suoi primi straordinari pezzi, la cui produzione si concentra soprattutto nel miracoloso decennio 1830-1840. Ricordiamo ad esempio PapillonsSei intermezziCarnavalSonata in fa diesis minoreStudi sinfonici e il primo straordinario vertice, la Fantasia in do maggiore, grazie ai quali ottenne significativi risultati come esecutore. I titoli dei suoi componimenti rivelavano, già di per sé stessi, un compositore fuori dalle consuetudini tradizionali, ispirati all’immaginario naturalistico o da personaggi della narrativa e della favolistica scenico-teatrale.

Le opere, secondo il Romanticismo di Schumann, sono un esempio di passionalità focosa e di sentimenti intimi, delicati, sensuali, intrisi della matrice poetica del suo pensiero. Coltissimo, profondamente legato alla poesia e alle concezioni filosofiche del suo tempo, Schumann subordinò spesso la sua ispirazione musicale a un movente letterario. Propugnatore dell’ideale della perfetta corrispondenza tra forma e intuizione fantastica, diede il meglio di sé negli innumerevoli brevi pezzi pianistici. Schumann compose un’Opera, 4 Sinfonie, diverse Ouvertures per orchestra, Concerti per pianoforte, per violino, per violoncello, pezzi corali, pianistici e liederistici.

Da compositore a critico musicale, a insegnante

Nel 1832, però, tentando di migliorare l’indipendenza delle dita con un complicato marchingegno di sua invenzione, si procura una distorsione e una temporanea paralisi della mano destra. Questo compromise la sua carriera di pianista costringendolo a dedicarsi esclusivamente alla composizione e all’attività di critico musicale. Nel 1834, fonda la rivista Neue Zeitschrift fuer Musik per la quale scrive numerosissimi articoli in veste di critico, frequentando tutta la vita musicale e letteraria della città di Lipsia. Attraverso i suoi scritti, da il via alle crociate, sia contro la musica in generale sia verso alcuni compositori, quali Liszt e Wagner, che abbandonarono i canoni del passato per esplorare nuove frontiere musicali dedite al virtuosismo strumentale.

Nel 1843 Schumann divenne insegnante di pianoforte, composizione e lettura della partitura al Conservatorio di Lipsia, ma dopo due anni decise di abbandonare l’incarico. Ceduta anche la direzione della rivista, decise di lasciare Lipsia, città per la quale ha perso ogni interesse, per trasferirsi a Dresda, dove fonda il Chorgesangverein, un’associazione di canto corale. Da Dresda, andò successivamente a Duesseldorf, per lavorare come direttore d’orchestra, carica che però dovrà lasciare nel 1853, a causa dei primi segni di squilibrio mentale.

Ultimi anni di vita

I disturbi nervosi con il passar del tempo andarono sempre più aggravandosi, e ne risentirà anche la sua creatività musicale che non venne compresa. Diceva che i suoi ultimi lavori fossero visionari, in quanto nell’ultimo periodo della sua vita era dedito a pratiche spiritiche. In stato sempre più confusionale, nel 1854, tenta il suicidio gettandosi nel Reno, e venne per questo internato nella nella clinica di salute mentale di Bonn, dove trascorre i suoi ultimi anni di vita. Morì il 29 Luglio del 1856.

Federica.

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