ALMANACCO: 23 Luglio venne brevettata la macchina da scrivere

Fu il 23 luglio del 1829, quando, l’americano William Burt, scienziato, inventore, legislatore, costruttore, geometra e soldato, riceveva il brevetto che attestava ufficialmente l’invenzione della prima macchina da scrivere. Il brevetto USA n. 5581X, fu fondamentale per una delle invenzioni che passerà alla storia, e per la rivoluzionaria scoperta.

Il tipografo brevettato di Burt, fu un predecessore della moderna macchina da scrivere, ma comunque fu la prima ad essere effettivamente costruita. Il brevetto originale venne firmato dal presidente Andrew Jackson e dal segretario di Stato e futuro ottavo presidente Martin Van Buren, grazie al quale Burt ne acquisisce i diritti esclusivi completi per circa 14 anni. Il modello del brevetto però andò perduto nell’incendio dell’Ufficio Brevetti del 1836.

Descrizione e ideazione del nome

Il tipografo consisteva in una scatola di legno rettangolare (12 x 12 x 18) con una leva oscillante su un’estremità per impressionare. Era formato da un gruppo di caratteri di stampa sia maiuscole che minuscole, chiamate lettere tipografiche, che erano montate su un breve settore fissato sul lato inferiore della leva. Il numero di linee digitate sulla carta viene visualizzato da un indicatore circolare simile a un orologio sulla parte anteriore della scatola. Attraverso la leva, si premeva verso il basso, imprimendo la lettera selezionata sulla carta, quest’ultima formata da un grande rotolo continuo, la cui parte stampata veniva strappata formando il documento dattiloscritto o la lettera desiderata. 

Burt fece ricerche per un nome appropriato per la sua invenzione e inizialmente si stabilì con il nome “tipografo”. Nome che venne usato per tutte le macchine di scrittura di tipo, a partire dall’invenzione del 1829 di Burt, fino al 1874 quando vari inventori ne migliorano la macchina. Tuttavia, il concetto generale alla fine divenne noto con il nome di “Type-Writer”. L’utilizzo del trattino tra le due parole però, fu rimosso nel 1919, ovvero fino a quando William Ozmun Wyckoff, presidente dell’Associazione dei cronisti stenografici dello Stato di New York, pubblicizza il nome di “macchina da scrivere” nel 1886, termine che diviene pubblicamente accettato.

Evoluzione nel tempo

La prima macchina da scrivere costruita da Burt, non fu all’altezza delle sue aspettative, in quanto appariva molto rudimentale sia per le enormi dimensioni dello strumento, e di conseguenza la poca praticità, ma anche per la lentezza del sistema di scrittura. Ma questi intoppi non lo buttarono giù, tanto che dopo soli 6 mesi realizzò una versione migliorata principalmente nell’aspetto. Questo ovviamente ne aumentò la commercializzazione della macchina agli investitori, suscitando molto interesse in quanto invenzione riuscita che non esisteva ancora sul mercato.

Questo primo originario esemplare fu però fondamentale per lo sviluppo delle successive macchine da scrivere. L’evoluzione del tipografo di Burt, avvenne con Austin Burt, il pronipote dell’inventore, che costruì un modello funzionante del tipografo per l’ Esposizione Universale di Chicago, nel 1893 partendo da una copia in pergamena del brevetto originale. Attraverso i dettagli completi forniti dall’inventore, costruire una nuova macchina non fu difficile, anche se ci volle più di un mese per costruirla, in quanto molte delle parti dovevano essere fatte a mano. Importante l’apporto evolutivo che diedero le figure di Giuseppe Ravizza e dell’americano Christopher Scholes, che nel 1867, realizzò la prima macchina idonea alla commercializzazione.

Famosa negli anni

La svolta, tuttavia, furono le macchine elettriche prodotte successivamente al 1950, grazie all’Olivetti che lanciò il celeberrimo modello “Lettera 22”. Alcune di queste divennero famose, come la Underwood di Jessica Fletcher ne La signora in Giallo, o l‘Olympia portatile che Paul Auster usa dal 1974 per scrivere i suoi romanzi. Quel che è certo è che dopo l’arrivo della macchina da scrivere, il mondo non è stato più lo stesso e segretari, avvocati e commercianti hanno finalmente scritto lettere, testamenti e contratti, anche in triplice copia, con una sola battitura.

Federica.

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