ALMANACCO: 20 Luglio nasce lo scrittore Francesco Petrarca

Scrittore, poeta, filosofo e filologo italiano, Francesco Petrarca nacque il 20 Luglio del 1304. Considerato il precursore dell’Umanesimo e uno dei fondamenti più importanti della letteratura italiana. Venne ricordato soprattutto grazie alla sua opera più celebre, il Canzoniere, modello di eccellenza stilistica dei primi del Cinquecento. Le sue tematiche e la proposta culturale, diedero avvio al fenomeno del petrarchismo, teso ad imitare stilemi, lessico e generi poetici propri della produzione lirica volgare di Petrarca.

Nato ad Arezzo nel 1304, da genitori fiorentini appartenenti alla fazione dei guelfi bianchi, destinati quindi all’esilio. Per questo motivo viaggiò per tutta la sua adolescenza per vari luoghi della Toscana, tra cui Pisa, città importante nella quale avvenne l’incontro con l’amico del padre, Dante Alighieri. I viaggi con la famiglia, lo portarono anche in Francia, ad Avignone, dove entrerà in contatto con personaggi della vita politica e culturale del suo tempo, dai quali resterà fortemente influenzato.

Tra Avignone e la vita spirituale

Fu proprio in Francia, che Petrarca realizzò i primi studi, prima a Carpentras sotto la guida del letterato Convenevole da Prato, e poi a Montpellier, per studiare giurisprudenza, materia però non molto apprezzata. Dopo la laurea, si trasferì ad Avignone, dove iniziò a lavorare per la famiglia Colonna, esperienza che non solo gli portò un guadagno per vivere, ma che gli permise di estendere le sue conoscenze nell’élite culturale e politica europea. Fu proprio come rappresentante della famiglia Colonna che affrontò diversi viaggi in tutta Europa, legandosi a diversi circoli letterari, stringendo amicizia con molti latinisti importanti, e assumendo come suoi modelli letterari Virgilio, Cicerone ed Agostino.

Dopo essere entrato a far parte del seguito del vescovo Giovanni Colonna, Petrarca nutrì una profonda attrazione per la spiritualità cristiana, prendendo anche gli ordini sacri, e divenendo canonico. Fu proprio durante una messa nella Chiesa di S. Chiara di Avignone, che incontrò per la prima volta Laura, la donna che sarà l’amore della sua vita e la sua musa ispiratrice, oggetto della maggior parte delle sue poesie del Canzoniere. La donna incarna l’ideale femminile del suo tempo, al di sopra di ogni pensiero terreno, madonna più che donna, da adorare più che amare, poiché secondo Petrarca attraverso la donna l’uomo avrebbe potuto avvicinarsi a Dio.

Il Canzoniere e l’amata Laura

Questa visione della donna e l’intera filosofia di Petrarca sulla passione e l’amore umano, si trova nella sua opera più famosa, ovvero il Canzoniere, una raccolta di sonetti e poesie proprio in onore di Laura. Il titolo originale “Rerum Vulgarium Fragmenta”, (frammenti di cose volgari), sottolinea come l’opera sia scritta in volgare, lingua prestigiosa e aulica, usata per fare poesia in quel periodo. Il Canzoniere contiene 366 poesie, una per ogni giorno dell’anno, più una poesia iniziale che funge da proemio e presentazione dell’opera. Questi componimenti si dividono poi in due sezioni: rime in vita di Laura e rime in morte di Laura.

I temi sono principalmente l’amore per Laura, decritta come la donna-angelo stilnovista ma, anche creatura terrena capace di suscitare un desiderio carnale e non solo spirituale. Alla tematica amorosa se ne collega un’altra, ovvero l’intento del poeta di risollevare con la sua poesia tutti gli innamorati che soffrono per amore, usando parole che suonano molto dolci all’orecchio di chi le legge. Petrarca sa giocare molto con le parole e con i loro significati, ad esempio introduce il rapporto semantico fra Laura, laurea, lauro, alloro, collegando i significati di ogni termine.

Onorificenze e ultimi anni

Oltre al canzoniere, Petrarca scrisse molte altre opere. Una fra queste fu il Secretum, un’opera scritta in latino, attraverso una sorta di confessione in forma di dialogo con Sant’Agostino, che mette in scena una profonda riflessione dell’autore sulla sua vita. Tutto quello che ha scritto fino a quel momento lo ha reso un personaggio noto e amato tanto che, nel 1341, gli viene conferita la laurea come poeta, e verrà incoronato a Roma “ad honoris”. Inoltre incontrò e divenne molto amico di Giovanni Boccaccio, un altro grandissimo autore della nostra letteratura che insieme a Petrarca e Dante, è conosciuto come una delle “tre corone”, in riferimento proprio alla corona di alloro che veniva all’ora usata per cingere i poeti (appunto laureati).

Questo periodo felice però verrà interrotto dalla peste che nel 1348 devasterà l’Europa e porterà in Petrarca un periodo di profonda inquietudine e tristezza, aggravato anche dalla morte violenta di Laura, che lo turba profondamente. Fu proprio in questo periodo che nelle sue poesie, notiamo un cambiamento verso una tematica più profonda, interrogandosi sulla natura dell’anima, facendo apparire le poesie come preghiere. Gli ultimi anni della sua vita, fu a Padova, continuando a scrivere e a studiare come ha sempre fatto, e morì ad Arquà – in suo onore questa località si chiama oggi Arquà Petrarca – il 19 luglio 1374.     

Federica.

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