ALMANACCO: 19 Luglio nasce il pittore Edgar Degas

Pittore e scultore francese, Edgar Degas nacque il 19 Luglio del 1834 a Parigi. Conosciuto come uno fra i primi impressionisti, famoso soprattutto per i suoi quadri di ballerine e lezioni di danza. Pur partecipando al gruppo degli impressionisti, Degas non amava dipingere en plein air, come i suoi colleghi, dipingendo essenzialmente ambienti chiusi, con angolazioni insolite e pennellate rapide e sciolte.

Edgar Degas nacque nel 1834 da una famiglia nobile e illustre, che gli permise di studiare e viaggiare, crescendo in un ambiente colto che lo incoraggia e lo sostiene. Iniziò gli studi classici nel prestigioso liceo parigino Louis-le-Grand, poi frequentò la facoltà di legge alla Sorbona, dove però non provò mai un forte interesse per la disciplina. Fu per questo che una volta presa la laurea, inserì la sua sincera vocazione per le belle arti, registrandosi come copista al Louvre ed entrando in contatto con i grandi maestri italiani del passato rinascimentale.

La giovinezza e i viaggi in Italia

Autodidatta colto ed entusiasta, fu in un primo tempo affidato al maestro classicista Louis Lamothe, a sua volta allievo del grande Ingres. Fu proprio grazie a lui, che studiò i nudi, la pittura di storia, e il valore del disegno del rinascimento italiano. Nel 1855, dopo che la sua vocazione artistica si era fatta preponderante, Degas si mise in cerca delle sue radici artistiche, partendo alla volta dell’Italia, così da studiare, l’arte antica e i maestri del Rinascimento.

La prima tappa del suo viaggio fu Napoli, dove fu accolto dal nonno nel suo sontuoso palazzo, e dove visita le collezioni antiche del Museo Archeologico e quelle rinascimentali di Capodimonte. Qui realizzò il suo primo capolavoro, Il ritratto di Hilaire De Gas, raffigurante proprio il nonno, eseguito con tecnica impeccabile, padronanza del disegno e uso sapiente del chiaroscuro. Successivamente, si spostò a Roma e poi a Firenze, dalla zia paterna, dove il giovane artista non fa altro che visitare musei e collezioni e realizzare schizzi e disegnare. Fu proprio a Firenze che Degas iniziò a lavorare al grande ritratto de La famiglia Bellelli, tela portata poi a compimento a Parigi e oggi annoverata tra i capolavori della sua giovinezza.

La sua versione dell’Impressionismo

 Degas nel 1859 fece ritorno a Parigi, riuscendo a conciliare l’immenso bagaglio museale acquisito in Italia, con una visione dinamica della vita contemporanea parigina, ricca di vivacità e di freschezza. La scena artistica parigina era infatti dominata da figure come Manet e Courbert,  i quali non si rivolgevano a temi classici o mitologici, bensì alla contemporaneità e al realismo nei dettagli, pur mantenendo il rispetto dei modelli classici. Questa fusione tra passato e presente, divenne uno dei manifesti artistici approvati da Degas, che colse queste nuove istanze rendendole proprie.

 Nel 1861 incontra Edouard Manet e si unisce a un gruppo di pittori che successivamente sarebbero diventati, gli Impressionisti. Pur partendo da basi classiche, Degas, evolve il proprio linguaggio artistico in senso impressionista, attraverso la scoperta del presente e della contemporaneità. In tal senso realizzò soggetti in movimento, inquadrature fotografiche, pennellate rapide e leggere che rendono gli effetti di luce e ombre. A differenza degli altri impressionisti però la sua principale ispirazione non è però nella natura en plein air, ma nella vivace vita cittadina, raffigurando quasi esclusivamente fantini, balletti, lavandaie, scene di trambusto sui boulevard o la solitudine dell’umanità parigina.

Temi ricorrenti nelle sue opere

Come già detto i suoi temi principali erano legati all’ambientazione interna urbana parigina, ripresi da angolazioni insolite come avrebbe fatto un fotografo. Prime fra tutte raffigurava le ballerine dietro le quinte, le grandi étoile che danzano sul palcoscenico, le prove senza pubblico e le ragazze che si esercitano durante le lezioni. Tra i capolavori più famosi ci sono l’Etoile e La lezione di danza, dove ogni dettaglio è vivo e ed è in movimento, dato anche da punti d’osservazione insoliti, spesso rialzati e obliqui, che rendono al meglio il senso di profondità degli spazi. Come le ballerine, raffigurò anche fantini e cavalli, in corsa negli ippodromi.

Ma questo amore per la città parigina e la sua contemporaneità, portò Degas a raffigurare la vita nella Francia di fine secolo non solo dal punto di vista del divertimento e della mondanità. Infatti in quel periodo ci fu la guerra franco-prussiana, le successive rivoluzioni, e i forti conflitti sociali che agitavano l’intera nazione, tra cui l’antisemitismo, la povertà, l’alcolismo ed l’emarginazione. L’unico tra gli impressionisti che puntò l’obiettivo su questi drammi della società fu Degas, con l’obiettivo di suscitare riflessioni psicologiche ed esistenziali. Un’esempio di questa tendenza fu L’assenzio, capolavoro indiscusso in cui mescola l’arte della fotografia alla solitudine interiore.

Gli ultimi anni di vita

Negli ultimi anni della sua vita, i temi ricorrenti sono sempre gli stessi, ovvero l’amore per le donne, e in particolare, in questo ultimo periodo, sui nudi femminili introspettivi. Realizzò una serie di opere con donne che escono dal bagno, intente a bagnarsi, lavarsi, asciugarsi, strofinarsi pettinarsi o farsi pettinare. Nudi naturalistici, dunque, in attività quotidiane e in gesti prosaici e spontanei, realizzati, differentemente dal periodo precedente, attraverso l’utilizzo di colori molto intensi, forse in contrapposizione al suo stato di salute.

Infatti fu proprio alla soglia dei 50 anni, che Degas venne colpito da un grave problema che lo privò quasi del tutto della vista. Motivo che, insieme alla morte dell’amico Manet, lo spinse ad abbandonare la pittura e ritirarsi a vita privata. Furono anni di solitaria alienazione, in cui Degas fu oppresso dalla cecità e dalle inquietudini professionali che ne scaturirono. Stroncato da un aneurisma cerebrale, Degas sarebbe infine morto a Parigi il 27 settembre 1917, quando l’Europa veniva dilaniata dalla prima guerra mondiale.

Federica.

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