ALMANACCO: 17 Luglio muore il filosofo Adam Smith

Filosofo ed economista scozzese, Adam Smith morì il 17 Luglio del 1790. Conosciuto come il padre dell’economia politica, in quanto è il fondatore della scuola classica, il cui pensiero si fonda nella realtà economico-sociale e politica di quegli anni. La sua opera La ricerca sopra la natura e le cause della ricchezza delle Nazioni, fu il primo studio sistematico della natura del capitalismo e dello sviluppo storico dell’industria e del commercio tra le nazioni europee.

Nato a Kirkcaldy, presso Edimburgo nel 1723. Compì gli studi in filosofia sociale e morale nelle università di Glasgow e Oxford, in quanto non essendo ancora l’economia una disciplina accademica. Divenuto professore, tenne lezioni di retorica e letteratura a Edimburgo dal 1748 al 1751. In questo periodo stabilisce anche una stretta collaborazione con il filosofo David Hume il cui rapporto durerà fino alla sua morte e che contribuirà in modo importante allo sviluppo delle teorie etiche ed economiche di Smith.

I primi esordi

Adam Smith viene nominato nel 1751 professore di Logica e l’anno seguente professore di Filosofia morale, presso l’Università di Glasgow. Successivamente raccolse le sue lezioni di etica nella sua prima grande opera, Teoria dei sentimenti morali del 1759, grazie alla quale ottenne molti successi. In questo periodo conobbe molti dei principali esponenti della scuola dei fisiocratici del continente, tanto che fu particolarmente influenzato da François Quesnay e Anne-Robert-Jacques Turgot, dai quali trasse alcuni elementi che confluirono nella sua teoria.

Nel 1778 Smith viene nominato commissario delle dogane e si trasferisce ad Edinburgo. Nonostante l’attività lavorativa lo impegni assiduamente, trova il tempo per dedicarsi alla riedizione della “Ricchezza delle nazioni” ed alla revisione della Teoria dei sentimenti morali. Muore il 17 luglio 1790, lasciando agli amici precise istruzioni per bruciare gran parte dei suoi scritti.

Ricchezza delle nazioni

Dal 1766 lavorò alla sua opera più importante intitolata La ricerca sopra la natura e le cause della Ricchezza delle nazioni, pubblicata nel 1776, che avrebbe segnato l’inizio della storia dell’economia come scienza autonoma.  con quest’opera si chiuse il periodo dei mercantilisti e dei fisiocratici, da lui così definiti e criticati, dando avvio alla serie di economisti classici, diventando il testo di riferimento per tutti gli economisti classici del XVIII e XIX secolo. Essa infatti rappresenta il primo serio tentativo nella storia del pensiero economico di separare l’economia politica dalle discipline connesse della teoria della politica, dell’etica e del diritto.

Quest’opera è un’analisi dei processi di produzione e distribuzione della ricchezza economica, e dimostra che le fonti principali di ogni reddito risiedono nel lavoro e nel livello di produttività del lavoro. Una sorta di teoria di macroeconomia moderna, in cui la tesi principale della ricchezza delle nazioni è che il lavoro, e dunque il capitale che ne aumenta la produttività, viene impiegato nel migliore dei modi in condizioni di non interferenza pubblica e di libero scambio. La ricchezza di una nazione quindi viene identificata dall’insieme dei beni prodotti suddivisi per l’intera popolazione, si può quindi parlare di reddito pro-capite.

La teoria della mano invisibile

Per spiegare questa tesi, Smith si servì della famosa metafora della “mano invisibile”, ovvero che ciascun individuo, nel perseguire il proprio tornaconto, è spinto, come da una mano invisibile, a operare per il bene di tutta la collettività. Secondo questa teoria il sistema economico non richiede interventi esterni per regolarsi, in particolare non necessita l’intervento di una volontà collettiva razionale. Quindi ogni interferenza nella libera concorrenza da parte del governo è pertanto quasi sicuramente dannosa.

La teoria della mano invisibile è il concetto a noi più noto di Adam Smith e, pure, quello più abusato in quanto la mano invisibile è valida, come descritto sopra, solo date certe condizioni. Tuttavia, questa teoria non permette di spiegare il fenomeno della disoccupazione e di trattare adeguatamente le produzioni non-mercantili di ambiti particolari dove dei bisogni fondamentali devono essere soddisfatti, ad esempio educazione obbligatoria e salute di base. Infine, Adam Smith cerca una similitudine discutibile tra l’ordine economico all’ordine morale, definendo la mano invisibile come conforme alla giustizia.

Federica.

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